«Postini oberati e allo stremo»
«Ma non c'è alcuna giacenza»

SERVIZI PUBBLICI. La polemica sulla situazione in città dopo le proteste di molti cittadini sul ritardo delle consegne. Il Cobas: «La riorganizzazione è insostenibile». Le Poste: «Ai portalettere riassegnate le zone. Superlavoro dovuto anche al periodo natalizio»
13/01/2011
Zoom Foto
Un portalettere consegna la corrispondenza

Verona. Continua a tenere banco la polemica sulle difficoltà legate al recapito della posta in città. Mentre nei giorni scorsi i sindacati confederati minimizzavano l'impatto della nuova organizzazione del servizio (si parla di seimila esuberi), fiduciosi che entro la fine del mese le giacenze arretrate saranno smaltite e che i portalettere prenderanno confidenza con i nuovi percorsi assegnati, ieri il gruppo autonomo Si Cobas, che sostiene di rappresentare il 20 per cento dei postini di Verona, ha dipinto un altro scenario a tinte decisamente più fosche.
Roberto Ambrosini, coordinatore provinciale degli autonomi, spiega infatti che la riorganizzazione dei recapiti è «partita nel momento più sbagliato». «Far partire il nuovo sistema sotto le festività natalizie è stata una follia», dichiara, «in altre province infatti si partirà nei prossimi mesi. Le difficoltà sono enormi per i portalettere che si trovano ad affrontare una giacenza pesante da smaltire e subiscono al contempo le pressioni dell'azienda, senza contare che essendo un lavoro che si fa all'aperto, d'inverno sono più frequenti le malattie e di fatto c'è una carenza di personale che non è stata recuperata come ci era stato promesso». Il sindacalista spiega infatti che molti dei seimila esuberi sono stati dirottati verso gli sportelli, non al recapito.
Per gli autonomi è «praticamente impossibile che si smaltista l'arretrato, visto che a malapena riusciamo a consegnare la posta ordinaria. Ci sono zone dove per due settimane non si è riusciti ad arrivare, inoltre, la nuova organizzazione procede a due livelli diversi, da una parte il centro meccanizzato che continua con il vecchio orario, preparando il materiale da consegnare anche il sabato, mentre i postini che ora operano cinque giorni la settimana, il lunedì si trovano con due giorni di corrispondenza da recapitare».
E questo, secondo il sindacalista è solo uno dei tanti problemi causati dalla riorganizzazione, avallata dai sindacati confederati, che invece spinge gli autonomi a proclamare uno sciopero dal 15 gennaio all'8 febbraio.
Difficoltà confermate anche da un portalettere che, chiede l'anonimato e dice: «I problemi c'erano anche da prima, ma ora si sono acuiti rendendoci la vita quasi impossibile tanto che ci sono persone talmente sotto pressione che stanno per avere un crollo».
E prosegue: «È una situazione inaccettabile perché per fare il proprio lavoro in maniera decente bisogna per forza andare oltre l'orario e non a tutti sono concessi gli straordinari. Invece continuano ad allargarci le zone e a ridurre il personale».
Insomma, secondo i Cobas, per i postini la mole di lavoro è diventata insostenibile ma la versione da parte dell'azienda è diversa: «La nuova organizzazione del servizio di recapito ha richiesto la revisione e la riassegnazione ai portalettere delle singole zone di recapito, in tutta la città», fa sapere una nota di Poste Italiane. «Questo può aver causato rallentamenti nello svolgimento del servizio, per la necessità dei portalettere di apprendere il nuovo giro. Inoltre nel periodo natalizio i quantitativi di corrispondenza sono stati particolarmente elevati. A causa poi di assenze per malattie possono verificarsi situazione come quelle segnalate ad Avesa (dove da tre settimane la posta arriva a singhiozzo, ndr), ma ci sentiamo di tranquillizzare i cittadini che, in questi casi, il servizio viene svolto dai postini in servizio e che non ci sono giacenze di corrispondenza».
L'azienda replica poi alla lamentela di un cittadino che ha dichiarato al nostro giornale di non aver ricevuto un pacco che attendeva attraverso il servizio Postacelere 1, che prevede la consegna in 24 ore, spiegando che per tale servizio «è previsto il rimborso delle spese di spedizione qualora non vengano rispettatati (anche solo di un giorno) i termini per la consegna. In caso di disservizio, Poste Italiane risarcirà il mittente oppure il destinatario della spedizione, previa rinuncia del mittente».

Giorgia Cozzolino




commenti

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.