Nasce il primo gruppo scout dei musulmani
FORMAZIONE. Si sono presentati con un campeggio a Villa Buri alla presenza di delegazioni provenienti da tutta Europa che hanno assicurato il loro sostegnoSi ispira a Baden Powell e conta già quaranta iscritti Salah: «Esigenza sentita in particolare dalle famiglie»
Verona. Stanno in cerchio a parlare fra di loro o corrono dietro a un pallone, studiano le forme delle foglie o cercano tra l'erba insetti di cui descrivono il comportamento, ma se chiedi a un nugolo di ragazzini dove hanno dormito ti indicano le tende piantate nel grande parco di Villa Buri. Li diresti scout e lo sono, ma di una nuova associazione che si aggiunge all'Agesci, al Cngei e agli Scouts d'Europa, cioè l'Asmi, l'Associazione scout musulmani italiani. Verona ha l'onore di aver inaugurato nell'ultimo fine settimana la prima sezione nazionale (Verona 1) e di avere il presidente nazionale in Salah Ouaouinat, marocchino da diversi anni residente nella nostra città. «Era un'esigenza sentita, in particolare dalle famiglie musulmane, di poter contare su un'organizzazione simile a quella degli scout per i loro figli. Da anni pratichiamo il campeggio e l'escursionismo in montagna e sul lago», racconta Salah. «Alcuni nostri ragazzi sono ben inseriti nei gruppi e nelle associazioni scoutistiche che già esistono, ma anche dai loro stessi responsabili ci è stato chiesto di attivarci per creare qualcosa di simile».
Il cammino, confortato dall'aiuto degli scout italiani, non è stato semplice «perché un impegno del genere non si improvvisa ed è dal 2006 che l'idea è stata lanciata», rivela Sante Ciccarello, udinese, in passato scout nel Cngei e da cinque anni impegnato in Gran Bretagna con l'Islamic Relief, un'associazione umanitaria sul modello della Caritas. «Da un anno e mezzo ci siamo impegnati a creare i responsabili adulti, una trentina di persone che hanno partecipato a dei moduli formativi e sono oggi diplomate come primi capi scout dell'associazione».
L'iter ha richiesto anzitutto un confronto sugli obiettivi e l'accettazione di uno statuto che ricalca in tutto e per tutto gli ideali del fondatore Baden Powell. «In realtà esistono delle associazioni scout nei paesi islamici», aggiunge Ciccarello, «ma abbiamo scelto di improntare la nostra associazione sul modello dei gruppi presenti nei paese europei, perché è qui che i nostri ragazzi vivono e devono crescere. Questo ha determinato una discussione e un abbandono anche da parte di qualcuno che non ha condiviso la scelta, perché sperava magari in un'associazione che si connotasse con caratteristiche più intransigenti dal punto di vista della fede».
Se a livello nazionale delle associazioni scout tradizionali c'è stato inizialmente un po' di stupore per l'iniziativa presa dai responsabili dell'Asmi, a livello locale c'è stata invece una risposta incoraggiante, che si è trasformata in azioni concrete di sostegno e incoraggiamento: «Comunque abbiamo deciso di partire, fedeli al motto scout che le cose si imparano facendo», chiosa Ciccarello.
Alla giornata di inaugurazione a Villa Buri erano presenti scout islamici provenienti da Francia, Svizzera, Inghilterra, Spagna e Olanda. Gli scout veronesi, che hanno Villa Buri come culla dei propri campi, si sono prestati volentieri per montare le tende e organizzare la logistica del primo campo di scout musulmano e hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione. Le mamme dei ragazzi coinvolti si sono messe dietro i fornelli e i papà ai lavandini a lavare piatti, mentre per i bambini aspiranti scout partiva il primo vero campeggio nel grande parco in riva all'Adige. Insieme nelle attività, finché sono piccoli, poi divisi per sesso quando cominciano ad essere grandicelli, hanno il sostegno di cinque educatori coordinati da Salah: «Da Verona parte l'esempio al resto dei bambini musulmani d'Italia», conclude il capo scout, «in collaborazione con le altre associazioni e nello spirito dello scoutismo universale».
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1 silviathefresh 18/05/2009 12:39 3 commenti
Buona strada!