Oggi studenti sui tetti, striscioni
sull'Arena e Torre dei Lamberti
UNIVERSITÀ. Prosegue la protesta di ragazzi e ricercatori contro il varo della discussa legge del ministro Gelmini
Verona. Nel giorno cruciale dove si gioca alla Camera a suon di emendamenti la sorte del Ddl Gelmini, ricercatori e studenti veronesi hanno deciso di far sentire nuovamente la loro voce. E questa volta in maniera plateale.
SCIENZE SUL TETTO. Alla facoltà di Scienze si è deciso di emulare le manifestazioni che si sono svolte nei giorni scorsi nella maggiori città italiane. Alle 11 di questa mattina ragazzi e ricercatori della Rete 29 aprile saliranno sul tetto dell'edificio dove Gianluigi Bellin, docente di Filosofia della scienza, terrà una lezione aperta a tutti durante la quale leggerà un documento che spiega le ragione del dissenso contro il discusso Ddl Gelmini. Verrà poi calato un grande striscione con uno slogan simile a quello apparso sulla torre di Pisa. Andrea Beduschi, rappresentante degli studenti di Scienze, dice: «Il nostro è un gesto simbolico e assolutamente pacifico, non vogliano creare disagi a nessuno. Per questo motivo abbiamo scelto una zona del tetto sicura, dove il rischio che qualcuno si possa fare male è ridotto al minimo. Lo scopo è quello di far capire che anche Verona partecipa alla mobilitazione nazionale. Per quanto riguarda la discussione di oggi alla Camera noi auspichiamo che il ministro Gelmini ritiri il Ddl».
LETTERE E FILOSOFIA. Gli umanisti hanno invece deciso di concentrare le loro manifestazioni, organizzate dai ragazzi del collettivo «Studiare con lentezza», nella giornata di ieri. Ragazzi e docenti hanno dato vita a un sit-in di protesta nell'atrio davanti all'aula magna della facoltà di Lettere attirando l'attenzione di parecchi curiosi. I manifesti appesi su muri e colonne recitano: «Qualcuno mi dica che tutto questo è normale». Obiettivo è di una raccolta firme per indire un'assemblea che coinvolga l'intero ateneo. Giuseppe Ascrizzi, 26 anni, romano e studente di Filosofia: «Abbiamo già raccolto circa 1200 firme solo nella facoltà di Lettere alle quali si devono aggiungere tutte raccolte a Scienze. Il numero di firme e il fatto che oggi diversi ragazzi si siano fermati ad ascoltare quello che è stato detto durante il sit-in dimostra che anche a Verona, nonostante tutto, c'è un interessamento nei confronti dei problemi dell'istruzione». Gli studenti hanno installato nei corridoi della facoltà dei computer portatili dove hanno fatto scorrere le immagini delle proteste che si sono svolte a Roma, Pisa e Palermo. Giuseppe dice: «Nei video viene prima mostrata la situazione nazionale e poi quella dell'ateneo veronese dove invece non c'è stata nessuna vera azione di protesta. Il messaggio che vogliamo trasmettere è: "Sveglia! Dobbiamo farci sentire anche noi!"». Per dare maggiore risalto alle azioni, gli studenti del collettivo hanno caricato un video un Youtube che documenta le manifestazione che hanno messo in atto, video che ha ottenuto in poche ore centinaia di visualizzazioni.
STRISCIONI. Ieri pomeriggio gli studenti liceali hanno calato degli striscioni dall'Arena e dalla Torre dei Lamberti ma a causa del forte vento e dalla mancanza di pesi che li mantenessero fermi si sono visti costretti a ritirarli in tutta fretta. «Ci riproveremo presto», hanno promesso. Intanto, rimandati in fisica.
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