I veronesi divisi sulle statue «choc»

ARTE IN STRADA. Le opere dell'artista inglese Marc Quinn sono sbarcate in città un mese prima dell'inaugurazione della rassegna. E i commenti non mancano

Qualcuno mugugna, molti approvano la scelta E c'è chi protesta: «Troppo vicina a Portoni Borsari»
23/04/2009
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La statua di Mark Quinn collocata davanti alla Gran Guardia

Verona. Passano, gettano un'occhiata, si fermano. Poi guardano meglio e commentano. Qualcuno mugugna, qualcun altro s'indigna, ma la maggior parte, dopo aver chiesto lumi a chi ne sa qualcosina di più, magari perché ha letto L'Arena, apprezza. Moderatamente. Con prudenza, perché non si sa mai. Come è nello stile di questa città di fronte al nuovo, tanto che se non fosse così impregnata di patina shakespeariana il suo motto potrebbe essere il celeberrimo «Adelante, Pedro, con juicio» del Manzoni.
È questa la reazione dei veronesi nel primo giorno di esposizione delle maxi sculture di Marc Quinn, l'affermatissimo scultore e pittore inglese, tra i più rappresentativi e controversi protagonisti della Giovane Arte Britannica degli anni ‘90. Sono tre, due delle quali collocate in posizione strategica per essere inevitabilmente viste da chi passeggia in centro, una appoggiata sul lato interno di Portono Borsari, l'altra sulla scalinata di testa della Gran Guardia, sul lato Portoni della Bra, quindi visibilissima dal Listòn. La terza, invece, è più defilata, sul prato del cortile del Museo di Castelvecchio. Esse costituiscono «l'antipasto» della più succosa mostra dedicata allo «scandaloso» quaranticinquenne artista britannico (divenne famoso negli anni '90 con l'opera Self, una scultura della sua testa ottenuta con 4,5 litri del suo sangue congelato), curata dal direttore della Gam di Torino, Danilo Eccher, realizzata in collaborazione con la Byblos Art Gallery dalla Galleria d'arte moderna Palazzo Forti del Comune di Verona (dove non non sarà, curiosamente, esposto nulla e che in realtà figura solo come braccio operativo). Mostra che si aprirà alla casa di Giulietta il 22 maggio e resterà aperta sino al 27 settembre.
Per cinque mesi, quindi, i veronesi avranno la compagnia quotidiana della Kate Moss contorsionista in posizione yoga a Portoni Borsari, di Alison Lapper, la focomelica incinta, alla Gran Guardia e della coloritissima orchidea di bronzo («The chromatic archeology of destre») a Castelvecchio. Dipinte di bianco, tanto da sembrare a uno sguardo poco attento di marmo di Carrara o di plastica, sono anche la «Alison Lapper pregnant», già esposta per oltre due anni a Trafalgar Square a Londra, e la «Kate Moss Thursday».
LE REAZIONI. Il nostro giro comincia in Bra. «Mi aspettavo qualcosa di più», dice Giampietro Castelli, che si proclama amante dell'arte classica. «È meglio quella di Portoni Borsari. Questa non è nemmeno al posto giusto, avrebbero dovuto metterla al centro della piazza. E dare delle informazioni», conclude dopo che gli abbiamo spiegato il soggetto, «perché ora che so qualcosa di più l'impatto è diverso. Meglio queste, comunque, dei ferri arrugginiti di Virginio Ferrari. Bene, in ogni caso, che si promuova l'arte in questa città».
Fugge via inorridita, invece, una vecchia suora, che nemmeno vuol dire il proprio nome. «Non mi piace», proclama, «non mi attira. Invece di essere gioiosa, esprime angoscia». Inutile cercare di spiegarle che è ispirata alla storia vera di una focomelica divenuta modella e artista, la sorella scappa in gran svolazzio di tonaca.
«Bella», esclamano invece entusiasta Antonio Serra e la sua famiglia, di Brescia.
Più facile da accettare l'orchidea di Castelvecchio, definita «assolutamente bella» da Lena Lasorella.
«Questa è bella», sostiene invece Giuseppe Ambrosi di fronte alla Moss di Portoni Borsari, «l'altra non si capisce». «È una donna?», gli fa eco Aldo Franzoni, «Ma se ha la faccia da uomo!».
«Mi piace molto il collegamento antico e moderno», è il giudizio di Clara, «ma io sono sempre aperta alle novità, soprattutto in questa città».
«C'est magnifique», si lascia andare entusiasta Hélène Troalen, giunta da Parigi con la figlia Anne. «Èst très belle. Et le visage me fait penser a Carla Bruni». Piena approvazione quindi da una parigina doc, abituata a vedere il meglio dell'arte contemporanea.
Dice la sua anche Alessandro Zamboni, cameraman di Telenuovo. «Il visino è carino, potrebbe essere una bellezza veronese alla Giulietta», commenta, «ma la posizione non mi piace. L'avrei vista meglio in Zai, nello spazio per il circo».
Perplessità esprime invece il pittore e poeta veronese Luciano Tarasco. «È una scultura chiaramente popolare, fatta per piacere, ma la di là di questo effetto superficiale non trasmette molto», taglia corto. Lo smentiscono Irene e il marito: «Sono belle».
Luigi Zanini e Stefano Clementi la vedrebbero meglio più staccata dai Portoni, mentre Daniela Alberti e Tiziano Spillari la trovano «bellissima e ben integrata con lo scenario antico». E della stessa opinione sono Annamria e Roberto Fadini, che «sono venuti apposta dopo aver letto il giornale», dicono.
«Mi piace», conclude il giro Sandro Spada, «ma se fosse stata con le gambe meno divaricate... Vabbè che ormai in tv si vede di peggio, tuttavia... Ora speriamo solo», chiude, «che non la imbrattino».

Giancarlo Beltrame

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1emanem - 27/04/2009 17:53

certo che siamo veramente PROVINCIALI...ogni volta che si cerca di proporre qualcosa dal respiro internazionale e giovane c'è chi storce il naso e mugugna. Ma finiamola un pò...

2fabiotrovo - 24/04/2009 00:28

Arte contemporanea e Turismo... quanto ancora bisogna aspettare a Verona?!

3amboseli - 23/04/2009 16:31

per il webmaster: vorrei sapere perchè non è stato pubblicato il mio commento relativo agli xxxx che possono imbrattarle, e invece di quello relativo all'adesivo della Lega si. Siamo schierati politicamente o forse è offensivo dare dell'xxxx a chi sporca e imbratta?

4azul - 23/04/2009 15:21

Per quanto tempo bisogna sopportarle?

5virgin805 - 23/04/2009 13:55

Sono molto belle e vorrei che si smettesse di criticare sempre tutto. Canova in fin dei conti era molto più sensuale e provocatorio sotto un certo punto di vista.

6friden68 - 23/04/2009 12:05

onestamente non mi piacciono, sono fuori contesto e sembrano opere uscite da Gardaland.

7Ubaldo82 - 23/04/2009 10:43

Speriamo che non ci attacchino qualche bell'adesivo della Lega... sono così numerosi nella nostra città!

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