Scuola e precari, il giudice boccia il ministero

SCUOLA. Un gruppo di 27 insegnanti aveva fatto ricorso al tribunale del lavoro per vedersi riconosciuti gli aumenti negati a causa della loro condizione lavorativa. Nel mirino c'è il blocco degli scatti di anzianità. Un docente senza posto fisso da 21 anni: «Stipendio fermo al mio primo giorno in cattedra»
16/11/2010
Zoom Foto
Claudio Ferrari con l’avvocato Natascia Massarotti

Verona. Parte da Verona la riscossa dei precari. E grazie ad una sentenza del giudice del lavoro che ha accolto il ricorso presentato da 27 docenti precari della provincia di Verona che si erano visti negare gli scatti d'anzianità. Il giudice del lavoro di Verona Cristina Angeletti nei giorni scorsi ha condannato il Ministero della pubblica istruzione a corrispondere a tutti i ricorrenti gli scatti d'anzianità loro negati fino a questo momento.
«Si tratta di un traguardo fondamentale e non solo per noi», spiega uno dei ricorrenti, il professor Claudio Ferrari, docente di diritto precario da 21 anni. «Noi lavoriamo nella scuola da circa vent'anni e il nostro stipendio è sempre lo stesso come se fossimo al primo anno di servizio. Questa è la prima sentenza per Verona. Per il prossimo 26 novembre ci sono altri colleghi che attendono il pronunciamento del giudice. Loro fanno sempre parte del nostro gruppo e la sentenza, almeno crediamo, dovrebbe essere la stessa. Ormai le sentenze in tutta Italia sono circa una decina e il problema, come sempre, è più politico che giudiziario».
Nel dispositivo della sentenza si legge che il giudice del lavoro «accerta e dichiara il diritto di ciascun ricorrente ad ottenere le differenze retributive maturate sulla base del calcolo degli scatti d'anzianità, effettuato considerando per intero tutti in periodi di servizio svolti in costanza dei rapporti di lavoro a tempo determinato, nell'ambito della prescrizione ordinaria». E aggiunge:«Per l'effetto, accerta e dichiara il diritto di ciascun ricorrente al ricalcolo della retribuzione».
La vicenda risale alla scorsa primavera quando i 27 docenti precari fecero ricorso al Tribunale del lavoro per ottenere il riconoscimento degli scatti d'anzianità loro negati dalla condizione di lavoratori precari della scuola.
Un diritto sancito da una sentenza della Corte di giustizia europea chiamata ad esprimersi su un caso di discriminazione di trattamento a carico di un dipendnete sanitario spagnolo. Su questa base giuridica si è basata la richiesta dei 27 docenti precari veronesi rappresentati dall'avvocato del lavoro Natascia Massarotti dello studio Tirelli Bissa di Verona.
«La sentenza della Corte europea ha equiparato i lavoratori degli enti pubblici a tempo indeterminato a quelli a tempo determinato», aveva spiegato l'avvocato Massarotti, «e su questo abbiamo avviato la richiesta al Tribunale del lavoro».
Aggiunge il professor Ferrari:«Confrontando la mia busta paga con quella di mia moglie, docente di ruolo, si nota che alla voce scatti di anzianità io risulto zero e lei ha quelli dovuti. E questo incide non poco non solo sulla paga ma anche su tutto il resto, come i contributi per la pensione. Dopo la sentenza della Corte europea abbiamo deciso in 27 di ricorrere al giudice del lavoro per quella che noi consideriamo una pesante discriminazione tra lavoratori. La prima udienza del 20 aprile era stata rimandata e anche la seconda. Così siamo arrivati a novembre. E finalmente abbiamo avuto uan risposta. Che per noi è più che soddisfacente».
La questione non è da poco. In Italia i docenti precari sono 300.000 di cui un terzo ormai «storici» come Claudio Ferrari. Alla luce della sentenza di Verona per il Ministero dell'Istruzione si profila un bel conto da saldare. E stavolta, a quanto pare, non sarà possibile appellarsi alla politica dei «tagli».E.CARD.




commenti - 3

  • 1
pagine
2
di
15
1 girmi 16/11/2010 15:23 1273 commenti

Non dovrebbe intervenire sempre il Tribunale quando ci sono di mezzo i DIRITTI DEI LAVORATORI e per giunta di LAVORATORI PUBBLICI che SERVONO UN'ISTITUZIONE. Ma come per l'UNIVERSITA' anche la SCUOLA PUBBLICA NON RICEVE NESSUN AIUTO. E' di oggi la REVOCA DEI TAGLI ma SOLO per le universita' private. La stessa cosa vale per le scuole private che ricevono continuamente aiuti statali ma fanno gli interessi di privati. La Germania attualmente governata da una coalizione di destra come la Francia e COME L'ITALIA e' in una situazione migliore di noi nei riguardi della crisi economica. MA LA GERMANIA HA FATTO UNA MANOVRA ECONOMICA CON MOLTI TAGLI MA ESCLUDENDO ESCLUDENDO ESCLUDENDO: SCUOLA E RICERCA. Ecco la DIFFERENZA FONDAMENTALE CON L'TIALIA. Nel nostro Paese si TAGLIANO EDUCAZIONE E RICERCA. Come possiamo anche solo SPERARE in una ripresa e in un futuro per i giovani e per i precari, che ormai non sono piu' giovani ma sono prossimi alla pensione? Grazie.

2 perlo10 16/11/2010 12:11 266 commenti

Stanno facendo un'operazione chirurgica per distruggere completamente la scuola pubblica. In uno stato democratico evoluto la scuola dovrebbe essere un valore fondante. Ci sono pochi soldi? Allora non dovrebbero finanziare le scuole private! chi ha i soldi paghi per avere dei privilegi.

3 cabiria11 16/11/2010 11:18 477 commenti

Ma i soldi difficilmente li prenderanno...il Ministero proporrà una leggina con effetto retroattivo per negare gli scatti di anzianità ai precari perché non ha più quattrini, li ha appena dati (245 ml di €) alle private. Non si può aver tutto dalla vita! Volete insegnare e anche essere pagati normalmente? Allora sareste più motivati, ci mettereste più passione e i vostri alunni verrebbero a scuola più volentieri, imparerebbero di più, diventerebbero più liberi di giudizio, più capaci di costruire e confrontare le proprie idee...darebbero un contributo qualificato a migliorare la nostra società, e questo chi comanda non lo vuole, perché è più facile darla a bere a chi, poco conoscendo, molto è sprovveduto. Quindi la scuola pubblica va massacrata per esaltare l'ignoranza, vero piedistallo di questa satrapia che qualcuno chiama ancora democrazia.

pagine
2
di
15
  • 1

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.