Evasori, un sito web «impallina» i veronesi

SCONTRINI E FURBETTI. Un professore universitario ha dato un'arma ai «giustizieri» del fisco. È senza scopo di lucro e raccoglie le denunce dei cittadini. Nel mirino finiscono medici, avvocati, bar e imprese edili
15/04/2009
Zoom Foto
Tempi duri per gli evasori fiscali

Verona. Tutti «giustizieri» a colpi di mouse. Il popolo degli indignati ha un nuovo strumento per «vendicarsi» dell'idraulico che, dopo aver armeggiato sotto il lavandino, si è messo in tasca 200 euro senza rilasciare uno straccio di fattura o per il barista che, trincerandosi dietro la ressa al bancone, ha «dimenticato» lo scontrino.
Sul web c'è un sito senza scopo di lucro che permette a chiunque, in perfetto anonimato, di «impallinare» (ovviamente senza citare il nome) chi per pochi spiccioli o per cifre a vari zeri si è macchiato di una frode al fisco.
IL SITO. Il paradiso dei «giustizieri» si raggiunge all'indirizzo www.evasori.info. Il sito raccoglie denunce che vengono date in pasto a un elaboratore on-line il quale le restituisce «in tempo reale» sotto forma di cifre, grafici, statistiche e mappe di Google che indicano le aree più popolate dai «furbi» del fisco. Con tanto di cartellino che indica l'episodio incriminato e la cifra evasa.
Si può fare la «spia» riempiendo un semplice modulo anonimo (richede solo un'autenticazione automatica per evitare che il modulo venga utilizzato dai robot che battono internet link per link). Oppure anche attraverso un telefonino dotato di browser.
Spulciando tra le pagine spunta anche il dato veronese, così come emerge dalle denunce spontanee inviate dai cittadini «offesi». In poco più di un anno (il sito è stato creato il 3 marzo 2008) tra città e provincia sono stati segnalati 137 casi di evasione fiscale (dato aggiornato a ieri pomeriggio) per un totale di 282.094 euro.
Nel Veronese la parte del leone la fanno due categorie in qualche modo collegate: «costruzione di edifici» (11 segnalazioni per un totale di 110mila euro) e «raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali» (10 segnalazioni e 100mila euro di evasione).
LA FINANZA. Si tratta di cifre che naturalmente non hanno la benché minima valenza statistica o investigativa, essendo proiezione di denunce spontanee inviate tramite un sito privato, per di più poco conosciuto. I dati ufficiali della Guardia di Finanza hanno ben altra autorevolezza. Gli ultimi (relativi al 2008) indicano in 110 i veronesi evasori totali (183 i milioni di euro non dichiarati al fisco) scoperti dai finanzieri nel corso di 1.283 controlli in aziende. Gli elementi di reddito recuperati sono stati 412 milioni di euro e 88 milioni di Iva.
Ma ritorniamo alle denunce fai-da-te. Curiosando sulle mappe di Verona pubblicate sul sito e aggiornate in tempo reale troviamo anche «impronte» recenti dei «furbetti della ricevuta». Per esempio su una via in pieno centro storico un marcatore di Google spiffera: «Servizi per edifici e paesaggio: una evasione per un totale di 500 euro; raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali: 10 evasioni per un totale di 100 mila euro».
Oppure. Una via in zona San Zeno: «Medici e dentisti: una evasione per un totale di 1.000 euro; studi legali, avvocati e notai: un evasione per un totale di 2.400 euro». E ancora, strada in zona Santa Lucia: «Medici e dentisti: quattro evasioni per un totale di 1.200 euro».
Ma a livello nazionale quali sono le categorie più esposte, sempre secondo il sito, per numero di segnalazioni? In testa ci sono bar e ristoranti, poi medici e dentisti, meccanici. Ultimi gli alberghi e gli hotel.
Ma le somme più forti si registrano nell'ambito dell'edilizia, degli immobili, studi notabili e avvocati.
IL RECORD. Incrociando il piano delle categorie e quello della distribuzione geografica, la vetta spetta a Treviso (costruzioni edili), seguita da Brescia (commercio ingrosso). Fanalino di coda (ma stavolta la posizione è una medaglia) Taranto (costruzioni edili).
La somma totale raggiunta ieri pomeriggio su base nazionale era di 10.871.929 euro evasi.
Ma chi si è preso la briga di tutto questo lavoro? L'autore del sito ha preferito rimanere anonimo. Il sito è stato registrato il 3 marzo 2008 a Scottsdale, una cittadina dell'Arizona. L'autore nella faq si presenta così: «Sono un italiano che lavora da molti anni come professore di informatica in una università estera. Sviluppo e sostengo il sito su base volontaria, principalmente di notte. Quando vengo in Italia, mi rattristo nell'osservare la diffusa mancanza di senso civico tra i tanti italiani che si sentono giustificati nel truffare i loro concittadini evadendo le tasse, con la scusa che tanto lo fanno tutti, o dando la colpa allo stato, la casta, o altre categorie. Invece di battersi per una soluzione, gli evasori diventano parte del problema».

Alberto Scapini


commenti - 1

  • 1
pagine
2
di
15
1 agabry 15/04/2009 09:50 2 commenti

Io chiedo sempre lo scontrino o la fattura.E'da vigliacchi lasciar perdere e poi denunciare.Il senso civico incomincia da me!!

pagine
2
di
15
  • 1

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.