È scontro tra Tosi e Miozzi
per il nucleare vicino alla città
AMBIENTE. Pareri controversi dopo l'anticipazione del ministro allo sviluppo economico Romani sulla possibilità di realizzare una centrale tra Mantova e Cremona. Il presidente della Provincia: «No all'impianto a due passi dall'Arena». Il sindaco:«Siamo già in ritardo. Sì a una struttura nel nord Italia»
Verona. S'infiamma il dibattito sull'energia nucleare e sull'opportunità di costruire nuove centrali in Italia dopo le dichiarazioni del ministro allo sviluppo Paolo Romani sulla possibilità di costruirne una tra Mantova e Cremona. Sulla questione si era espresso a suo tempo anche il governatore del Veneto Luca Zaia il quale, proprio all'indomani della sua elezione, aveva affermato di essere favorevole al nucleare ma anche di essere contrario alla costruzione di una centrale in Veneto, «troppo antropizzato», aveva ribadito e dove, comunque, già esistono due grandi impianti, il rigassificatore e la centrale a carbone di Porto Tolle, a cui si è aggiunta anche la centrale a idrogeno di Fusina che riutilizza il materiale di scarto del polo industriale di Marghera per la produzione di elettricità.
Ma anche nel centrodestra le posizioni risultano contrastanti. Il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, non è d'accordo sulla realizzazione di una centrale nucleare vicino a Verona:«Sono fortemente preoccupato per la scelta di Mantova che è troppo vicina a Verona. La Regione del Veneto, con il suo presidente Zaia, ha già dato parere negativo alla possibilità di avere in Veneto una centrale nucleare: una centrale a due passi dall'Arena, per quanto in un'altra Regione, è dunque una decisione ridicola. Per assurdo, se la centrale venisse ospitata in Veneto, avrei meno problemi: la Lombardia beneficerà infatti dei vantaggi economici di ospitare un sito nucleare, mentre noi veronesi avremo solo gli svantaggi di confinare con Mantova. Spero ci sia ancora il tempo per modificare questa decisione».
Favorevole, invece, il sindaco Flavio Tosi. «Il nucleare è una scelta indispensabile. L'Italia è già in ritardo spaventoso grazie al referendum (fu nel 1987, ndr) che bloccò la costruzione delle centrali nucleari. Io sono invece favorevole a questa scelta. Oggi il nucleare è sicuro, ci sono controlli ferrei sulle centrali. Il discorso del luogo dove si fanno non è così determinante se pensiamo a eventuali incidenti. Farla in Lombardia o in Emilia o in Toscana cambia poco. È chiaro che devono essere rispettati precisi requisiti di sicurezza, come evitare di costruire questi impianti in luoghi a elevato rischio sismico. Ben venga una decisione del Governo nell'individuare un sito idoneo. A mio avviso una centrale nucleare nella pianura Padana, che è l'area più industrializzata d'Italia, ci dovrebbe essere, anche nel rispetto di quella norma che stabilisce la costruzione di questi impianti non lontano dalle aree dove serve l'energia che producono. Inoltre una centrale nucleare al nord è utile perchè porta occupazione e investimenti».E.CARD.
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1 svulette 26/10/2010 15:45 52 commenti
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