«L'acqua del rubinetto?
Buona e fa risparmiare»
ABITUDINI. Curioso quiz proposto da Legambiente, Acque veronesi e Altro Mercato in via Cappello per sensibilizzare la gente. A decine hanno provato ad assaggiare. E in pochi hanno saputo distinguerle al gusto Rodriguez: «È sicura perché sottoposta a rigidi controlli»
Verona. Caraffa numero uno, due o tre? Il quesito era semplice, ma ad indovinare sono stati in pochi. Nella Giornata mondiale dell'acqua, Legambiente, Acque Veronesi e Altro Mercato, sono scesi in strada per sensibilizzare i cittadini con un inedito quiz: riuscire ad indovinare quale fosse l'acqua pubblica, assaggiandola da tre caraffe apparentemente identiche ma riempite ciascuna con acque diverse, di cui solo una della vicina fontana di piazza Erbe, contro le altre due travasate da bottiglia.
Sono state decine e decine i veronesi che si sono cimentati negli assaggi per tentare di dare la risposta esatta. Facendo roteare il liquido dentro i bicchierini, trattenendo il liquido nel palato per gustarlo meglio, addirittura, qualcuno, annusandolo neanche fosse un costoso vino invecchiato in barrique, hanno tentato di indicare la caraffa corretta. Ma solo qualcuno è riuscito ad indovinare, forse più per il fatto che l'acqua pubblica, travasata nella caraffa direttamente dalla fontanella anziché dalla bottiglia di plastica, era di qualche grado più fresca, che per diverse proprietà organolettiche. La campagna, che gli organizzatori hanno chiamato «Imbrocchiamola», si propone come obiettivo quello di incentivare il consumo dell'acqua del rubinetto non solo in casa ma anche nei locali pubblici, evitando, o per lo meno riducendo, la produzione di rifiuti plastici ed le emissioni di anidride carbonica dovute al trasporto dei pacchi di bottiglie su strada.
Le questioni economiche ed ecologiche, spiegano, non sono che due dei buoni motivi per scegliere l'acqua del rubinetto: «L'acqua di casa è più sicura, essendo la rete idrica pubblica sottoposta a rigidi controlli dei valori previsti per legge almeno una volta al mese, contro i sei mesi, talvolta addirittura un anno e più, di quelli effettuati nell'acqua che viene imbottigliata», spiegava ieri mattina ai veronesi dallo stand allestito in via Cappello, Maria Rodriguez di Legambiente. «E a Verona tutti i parametri sono ampiamente al di sotto di quelli previsti dalla legge. L'acqua della città viene pescata in profondità, dalla quarta falda. I problemi di contaminazione che si sono verificati negli anni Ottanta sono stati ampiamente superati», ha aggiunto Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto. «Inoltre, il costo di un litro di acqua del rubinetto è fino a mille volte inferiore rispetto a un litro imbottigliato».
Particolare interesse, infatti, lo ha suscitato la spiegazione del costo complessivo di una bottiglia d'acqua; scoprire cioè quanto incide il contenuto e quanto invece tutto il resto. Un calcolo preparato da Mineracqua, la Federazione italiana delle industrie delle Acque minerali, spiega che fatto 100 il costo medio di una bottiglia allo stabilimento, la plastica incide per il 60 per cento. Ad incidere sono poi le spese generali, intese come amministrazione, commerciale e marketing, 18 per cento, quindi il personale, 9 per cento, l'energia dell'impianto, 8 per cento, e gli ammortamenti, 4 per cento. Infine, c'è l'acqua vera e propria con un costo medio che non supera l'un per cento del totale.
L'acqua del rubinetto è, quindi, anche più conveniente. E la pensano così anche diversi veronesi: «Abito a Montorio e sono tanti anni che non compro più una bottiglia d'acqua. Preferisco di gran lunga quella di casa, dove abito io, poi, è particolarmente buona», commentava ieri Renza Menon.
Ilaria Noro
Tweet