Falsi medici, giro di vite sui controlli
Coletto: «Non deve più accadere»

MALASANITÀ. Il responsabile della Sanità veneta, dopo l’invito del sottosegretario Martini, corre ai ripari: «Al più presto nuovi provvedimenti». L'assessore: «Le cooperative che forniscono personale sanitario devono compiere accertamenti più approfonditi su chi assumono»
16/09/2010
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L’ospedale Orlandi di Bussolengo dell’Ulss 22 dove ha lavorato il finto medico Mattero Politi FOTO FADDA

Verona. Giro di vite nei controlli sui titoli dei medici. Lo promette l'assessore regionale alla Sanità Luca Coletto all'indomani della vicenda del medico fasullo, il trentenne veneziano Matteo Politi, che aveva operato in diverse strutture sanitarie italiane prima di concludere la sua «carriera» a Verona, dove aveva anche prestato servizio al pronto soccorso di Bussolengo, stanato da un'indagine dei carabinieri del Nas in collaborazione con la polizia municipale.
E se il sottosegretario alla Sanità Francesca Martini aveva già chiesto al governatore del Veneto Luca Zaia «di valutare l'adozione di una verifica incrociata sui titoli e sull'identità del personale medico dipendente del Servizio sanitario regionale negli atenei dove viene presentata la documentazione di laurea», ora l'assessore regionale annuncia di aver già fissato un appuntamento con il segretario regionale della Sanità, Domenico Mantoan, «per adottare al più presto dei provvedimenti che limitino la possibilità di falsificare i titoli accademici e di far in modo di procedere alla richiesta di controlli più accurati a monte, nelle cooperative che forniscono personale medico e paramedico alle strutture ospedaliere, nonchè di agevolare i controlli che la Regione può effettuare negli atenei dove i medici si sono laureati».
L'assessore Coletto coglie l'occasione per ringraziare i Nas e la polizia municipale per l'indagine che ha smascherato l'ennesimo truffatore in campo medico, un ex posteggiatore che aveva solo la licenza media e che grazie a una certa abilità con il computer era riuscito a crearsi un'identità professionale credibile facendo propri i dati di un vero medico, un cardiologo in attività a Modena.
Ma, aggiunge, «dobbiamo fare in modo che vicende come questa non accadano più. È stato solo un caso che questo truffatore non abbia messo a repentaglio la vita delle persone che si sono affidate alle sue cure. Poteva ammazzare qualcuno. Per questo mi impegnerò anche a sollecitare pene più adeguate, e non la semplice denuncia, per casi del genere. Con la vita delle persone non si può scherzare».
Resta il nodo cooperative. È giusto che le strutture ospedaliere si servano di esse per reclutare medici quando sono a corto di personale? È ancora valido un sistema del genere alla luce di quanto è accaduto?
«Secondo me è un sistema provvisorio che si dovrà andare a stabilizzare», risponde l'assessore regionale Coletto. «Quello che conta è il controllo su chi viene assunto. Perciò si dovrà fare in modo che le cooperative sottopongano a precisi accertamenti le persone che chiedono di farne parte. Purtroppo il caso del falso medico che si è costruito una falsa identitità clonando i dati di un medico vero pescati nella Rete pone ulteriori problemi, come quello di riuscire a controllare questo tipo di meccanismi in Internet. E temo non sia semplice. Perciò vanno strette le maglie della rete di controlli sui titoli di studio».

Elena Cardinali

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