Tornelli alla Casa di Giulietta
La Giunta ha deciso: si paga
MONUMENTI E TURISMO. Torna alla ribalta la proposta lanciata tre anni fa, ma poi accantonata, per gestire le visite. Tosi e Polato: «Stiamo studiando le soluzioni per evitare code all'ingresso e all'uscita, d'intesa con la Soprintendenza»
Verona. Tornelli fuori dal cortile di Giulietta per far entrare quanti pagheranno il biglietto per visitarlo. Si torna all'idea lanciata tre anni fa dall'assessore all'edilizia pubblica Vittorio Di Dio. All'epoca accantonata, ma oggi di nuovo alla ribalta dopo che la Giunta ha deciso di mettere e pagamento (si parla di un euro) l'ingresso al cortile, come ha scritto L'Arena nei giorni scorsi.
La Giunta ha ribadito nella riunione di ieri mattina di voler far pagare un ticket per entrare nell'androne, dove sono affissi al muro i messaggi d'amore e dove s'incontra poi la statua di Giulietta, sotto il palazzo con il balcone.
«La decisione di far pagare è confermata», commenta il sindaco Flavio Tosi, insieme a Daniele Polato, assessore al patrimonio, «e dovremo soltanto studiare le migliori soluzioni tecniche per evitare code all'ingresso e all'uscita. Inoltre, se metteremo i tornelli, dovremo anche presentare il progetto alla Soprintendenza».
TAGLI. Con un ticket a un euro e considerando che nel cortile di Giulietta entrano dal milione al milione e mezzo di visitatori ogni anno, questo vorrebbe dire far entrare dal milione al milione e mezzo di euro l'anno nelle casse del Comune.
In periodi di crisi economica e visti i tagli di trasferimenti statali agli enti locali previsti dalla manovra finanziaria per Verona si va per il 2011 da un minimo di nove e a un massimo di 12 milioni in meno Palazzo Barbieri troverebbe così l'opportunità di respirare un po'. E come ha già fatto sapere l'Amministrazione, oltre a tenere in ordine e pulito il cortile, con i soldi che entrerebbero, pagando alcuni sorveglianti, si potrebbe tenere aperto il cortile anche la sera (oggi si chiude alle 19.30) quando numerosi turisti vogliono entrare per affiggere un bigliettino o scattare una foto all'interno, ma trovano il cancello chiuso.
«Tre anni fa la mia proposta non venne capita», dichiara Di Dio, «ma oggi viene rilanciata e cercheremo di discuterne e di trovare la migliore soluzione. Oltre ai tornelli, però, si può trovare una modalità per obliterare i biglietti, con una pistola laser con lettore ottico, come quelle utilizzate nei supermercati, in modo da velocizzare l'ingresso e da evitare lunghe code su via Cappello. I biglietti, fra l'altro, potrebbero essere venduti all'interno del circuito della Verona card».
Di Dio ha lanciato anche la proposta di far pagare all'ingresso del cortile anche il biglietto per entrare nella Casa di Giulietta (6 euro, con alcune riduzioni per minori e ultrasessantenni), magari con uno sconto, per chi vuole. L'assessore comunale ha fatto sapere, però, che prima di avviare l'iniziativa il Comune intende consultare gli altri proprietari degli edifici che danno sul cortile, cioè l'albergo-relais, i due negozi e il foyer del Teatro Nuovo, per trova una soluzione condivisa.
L'IDEA. I tornelli, come spiega l'assessore all'edilizia pubblica, potrebbero essere quelli "a scomparsa", cioè con l'asta di acciaio orizzontale che ruota e si abbassa quando si introduce il biglietto. Nel frattempo, il Comune sta decidendo sui pannelli per affiggere i messaggi d'amore, con la pubblicità di aziende che potrebbe coprire i costi per la pulizia del cortile. Cuori di cioccolato dopo il «sì» nella città scaligera. Li riceverà per prima una coppia di svedesi che si uniranno in matrimonio domani, alle 17, alla Casa di Giulietta, nell'ambito dell'iniziativa «Sposami a Verona».
Grazie a un accordo di collaborazione con il Comune, chi si sposerà alla Casa di Giulietta o nella Cappella dei Notai del Palazzo della Ragione riceverà in omaggio una confezione di «Agape il cioccolatino di Verona», prodotto dalla ditta La Cioccolateria di Verona.
La ditta, che ha proposto al Comune l'accordo, offrirà ai novelli sposi e ai testimoni delle nozze una particolare bomboniera, un sacchettino rosso contenente dolcetti a forma di cuore a due colori, con cioccolato bianco e fondente, a rappresentare l'unione degli innomorati.
«Con questo accordo si va a migliorare ulteriormente un progetto, come Sposami a Verona, che ha contribuito a promuovere il turismo nella nostra città, offrendo la possibilità a decine di coppie di innamorati, provenienti da ogni parte del mondo, di unirsi in matrimonio nel luogo simbolo dell'amore eterno, come la Casa di Giulietta, o in altri siti prestigiosi messi a disposizione dall'Amministrazione comunale», commenta, in municipio, l'assessore ai servizi demografici Daniele Polato, ideatore del progetto «Sposami a Verona», insieme al sindaco Flavio Tosi, presente la titolare della cioccolateria, Paola Costa.
«È un'ottima iniziativa», aggiunge il sindaco Tosi, «che completa un progetto che in poco più di un anno ha già dato risultati più che positivi per promuovere l'immagine di Verona come città dell'amore, incrementando l'offerta turistica e l'indotto economico».
Questa iniziativa inoltre, come conclude il sindaco, «ha il merito di valorizzare il patrimonio artigianale locale, che costituisce un elemento importante della vita economica della nostra città e della comunità veronese»© RIPRODUZIONE RISERVATA.E.G.
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1 RomeoJulietVerona.com 05/09/2010 10:16 233 commenti
Per Salander: lei si sbaglia, la casa fu di proprietà dei Cappello da li l'effige che si nota nell' arco che dal cortile va verso il tunnel di uscita. Nessun capuleti, se non dopo il buon Shakespeare (se giochiamo a fare le rime i nostri cugini di Vicenza che hanno Montecchio ci soffiano i 2 innamorati in un secondo!!!). Fu Shakespeare che senza nemmeno essere mai stato in Italia scrisse il dramma di cui noi oggi beneficiamo, la casa che ora accoglie i turisti, fino ai primi del 900 fu di famiglia Cappello e fu una farmacia poi albergo con stallo (vi soggiornò anche Dickens descrivendolo come una catapecchia), il comune ai primi del 900 la compra per 2 soldi e nel 36 Avena la riadatta (pensate, seguendo i dipinti di Hayez) a divenire ciò che vediamo; il balcone si dice che venne ricostruito con dei pezzi di marmo avanzati da una ristrutturazione di Castelvecchio. Insomma, la sua non autenticità credo sia fuori discussione, ma posssibile che un pittore americano arriva in città, sfrutta i muri che i nostri amministratori bistrattano e ne ricava mezzo milione di euro in 4 mesi e noi siamo qui che cerchiamo di capire come far soldi???? svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Chiedo a Di Dio udienza pubblicamente a questo punto, visto che più di un anno fa in comune mi hanno riservato udienza solo per avvertirmi che vogliono perseguire economicamente chiunque voglia associarsi al nome di giulietta e romeo (come me, hotels, e altri..),chissà se è vero che vogliono chiedere il brevetto dei nomi Romeo e Giulietta (non ho parole). scandalosi!!!!