Referendum bocciato, è scontro
TRAFORO DELLE TORRICELLE. Dopo il parere dei garanti del Comune che hanno ritenuto insufficiente la documentazione. Tosi: «In ogni caso sarebbe stato uno spreco assurdo». L'avvocato Trentini: «Faremo ricorso»
Verona. Il referendum sulla commissione per valutare l'impatto ambientale del traforo resta materia da ring. È un incontro di pugilato che procede con un lavoro ai fianchi. Al ko tecnico rifilato dal Collegio dei Garanti del Comune ai promotori, per irregolarità nel presentare le 8.867 firme raccolte, il Comitato cittadini per il referendum replica subito, non gettando la spugna: «Era il Comune che avrebbe dovuto verificare l'iscrizione dei firmatari alle liste elettorali, come dice il regolamento referendario. Presenteremo quindi nuovamente ricorso in tribunale», fa sapere al telefono il portavoce, l'avvocato Carlo Trentini, «e siamo convinti di vincerlo».
Il sindaco Flavio Tosi però, commentando il parere, non arretra: «Prendiamo atto del pronunciamento dei Garanti», dice, «supportato dal parere di un autorevolissimo giurista. Ma questa è una discussione sul nulla, perché il paradosso è che se il referendum fosse stato indetto noi avremmo speso un milione per ottenere un risultato già ottenuto, visto che la commissione sanitaria c'è già ed è già al lavoro. Sarebbe stato uno spreco assurdo».
Nei moduli depositati dai promotori in municipio il 16 agosto (vedi anche articolo a destra) manca il numero di iscrizioni dei firmatari alle liste elettorali, al 31 dicembre 2009. Così i Garanti hanno giudicato nulle le firme: questa la materia del contendere. «Il regolamento comunale per il referendum consultivo, al comma 5 dell'articolo 14, dice che "la verifica dell'iscrizione nelle liste elettorali del Comune dei sottoscrittori la richiesta di referendum compete all'ufficio elettorale del Comune stesso"», dice Trentini, «e non chi presenta le firme».
Ma a cura del Comune prima, o dopo la presentazione delle firme? «Il referendum sull'acqua, per cui sono state raccolte le firme», aggiunge Trentini, «si rifà a una normativa nazionale sul referendum secondo cui sono i promotori a dover presentare, accanto alle firme, anche il numero di iscrizione dei firmatari alle liste elettorali. Il regolamento comunale dice invece che questo dato deve essere accertato dall'ufficio elettorale comunale. Con il dovuto rispetto, quindi, secondo me i Garanti hanno sbagliato e anche il professor Scoca, che nel suo parere richiama la normativa nazionale, sul referedum. Ecco perché presenteremo ricorso». Contro il verdetto si esprime anche il comitato antitraforo guidato da Alberto Sperotto, secondo cui l'Amministrazione ha fatto «ostruzionismo sul referendum».
Intanto, la commissione con esperti indicati dall'Istituto superiore di sanità continua il suo lavoro, che dovrebbe essere reso noto fra un mese. «Noi andiamo avanti», dice l'assessore alla mobilità e alle infrastrutture Enrico Corsi, «aspettando la scadenza dei 60 giorni per le osservazioni alla variante urbanistica, fra un mese, e la relazione della commissione sanitaria. Poi prepareremo il bando. E tenendo conto che abbiamo i 53 milioni finanziati dall'Autostrada Serenissima, stiamo rivedendo i parametri. Quindi le tariffe per percorrere il passante potrebbero essere ridotte».
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1 orangespace 02/09/2010 23:44 2 commenti
LA CITTA' non la percorrerà nessuno in quanto sarà ZTL. Non ci restano che le Torricelle come al solito. Certo che se Tosi avrebbe spostato l'Ospedale Borgo Trento alla Spianà anche il traforo sarebbe diventato un'opera inutile per i nuovi costruttori Technital e Mazzi. Ringraziamo Tosi per questa colata di cemento tanto lui rimane immane da smog nella sua Marzana.