Nuova antenna in centro
Un esposto in Procura
TELEFONINI E SALUTE. L'intervento è stato effettuato in mattinata. Ed è già battaglia legale. A pochi passi dal Duomo montato un impianto sul tetto di un collegio universitario. E tra i residenti c'è chi insorge
Verona. Oltre quattro metri d'antenna. In cima al palo di sostegno c'è il blocco del ripetitore: per scaricarlo dal camioncino, ieri mattina, ci sono volute le braccia di cinque uomini. Si tratta di un nuovo impianto di telecomunicazione che la compagnia telefonica Wind sta installando in pieno centro storico, a pochi passi da piazza Duomo: in via San Giusto 9, sul tetto del collegio universitario Pontenavi, gestito dalla fondazione Rui (Residenze universitarie internazionali). I lavori si sono svolti ieri in mattinata: montati gli «attacchi» in ferro su una porzione di muro appena sotto la copertura dell'edificio, lato vicolo San Giacomo, i pezzi dell'antenna sono poi stati sollevati da terra dal braccio di una gru.
L'arrivo dell'antenna è frutto, a quanto pare, di un contratto di locazione tra compagnia telefonica e fondazione: l'occupazione dello spazio privato, in questo tipo di accordi, viene rimborsata attraverso il pagamento di un canone. A non essere per nulla contenti della novità, però, sono i residenti del quartiere, soprattutto coloro che abitano nelle immediate vicinanze: temono danni alla salute. Gli appartamenti di alcuni di loro, infatti, si affacciano direttamente sul nuovo impianto, distante circa una decina di metri. Di più: tra quelle stanze, esposte alle future radiazioni, ci sono le camerette dei loro bambini. Ci si lamenta del silenzio in cui sarebbe stata condotta l'operazione, «senza avvisare il vicinato e senza esporre alcun cartello per i lavori», dicono l'architetto Giuseppe Gregorelli e l'avvocato Davide Adami, tra i diretti interessati.
In città non è certo il primo caso: la «guerra» all'antenna era scoppiata due anni fa contro l'impianto sopra un condominio in piazzale Cadorna, anche se per motivi più estetici che di salute.
E in effetti anche ieri, nonostante uomini e mezzi fossero in piena attività, cartelli in vista non ce n'erano. O meglio: il tabellone riportante tempistica, costo e impresa esecutrice dell'intervento stava appoggiato in un angolo nel cortile interno del collegio. A montare l'antenna è la Imet spa di Perugia, azienda cui anche Telecom ha affidato la realizzazione delle proprie reti di telecomunicazione in buona parte d'Italia. L'inizio dei lavori è segnato al 16 luglio scorso, nonostante i residenti dicano di essersi resi conto di cosa stava succedendo solo negli ultimi giorni di quel mese.
«Siamo subito andati a chiedere informazioni agli operai», spiegano Gregorelli e Adami. «Prima ci è stato detto che si stava installando un impianto di climatizzazione. Poi, da uno dei lavoratori, è saltata fuori la verità», affermano. «E questa è la goccia che fa traboccare il vaso: questa probabilmente è la terza antenna dell'isolato. Sul tetto del collegio ce n'è una simile, forse di un'altra compagnia telefonica. Poco distante, su una torretta dell'elettricità, se ne può vedere un'altra. Non se ne può più: abbiamo paura soprattutto per i nostri figli, tanto da prendere in considerazione l'ipotesi di trasferirci».
Ma prima di fare le valigie, i residenti si dicono pronti a dar battaglia all'antenna. «Abbiamo già presentato un esposto in procura», dicono Gregorelli e Adami. «Organizzeremo anche una raccolta firme. Percorreremo tutte le strade previste dalla legge per contrastare quell'impianto».
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1 Beppe_da_Lugagnan 31/08/2010 16:57 1871 commenti
http://www.altroconsumo.it/mobile/20040601/cellulari-radiazioni-elettromagnetiche-ATTACH_s48491.pdf