Nuova antenna in centro
Un esposto in Procura

TELEFONINI E SALUTE. L'intervento è stato effettuato in mattinata. Ed è già battaglia legale. A pochi passi dal Duomo montato un impianto sul tetto di un collegio universitario. E tra i residenti c'è chi insorge
31/08/2010
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I cartelli nelle vetrine rilanciano le occasioni FOTOSERVIZIO GIORGIO MARCHIORI

Verona. Oltre quattro metri d'antenna. In cima al palo di sostegno c'è il blocco del ripetitore: per scaricarlo dal camioncino, ieri mattina, ci sono volute le braccia di cinque uomini. Si tratta di un nuovo impianto di telecomunicazione che la compagnia telefonica Wind sta installando in pieno centro storico, a pochi passi da piazza Duomo: in via San Giusto 9, sul tetto del collegio universitario Pontenavi, gestito dalla fondazione Rui (Residenze universitarie internazionali). I lavori si sono svolti ieri in mattinata: montati gli «attacchi» in ferro su una porzione di muro appena sotto la copertura dell'edificio, lato vicolo San Giacomo, i pezzi dell'antenna sono poi stati sollevati da terra dal braccio di una gru.
L'arrivo dell'antenna è frutto, a quanto pare, di un contratto di locazione tra compagnia telefonica e fondazione: l'occupazione dello spazio privato, in questo tipo di accordi, viene rimborsata attraverso il pagamento di un canone. A non essere per nulla contenti della novità, però, sono i residenti del quartiere, soprattutto coloro che abitano nelle immediate vicinanze: temono danni alla salute. Gli appartamenti di alcuni di loro, infatti, si affacciano direttamente sul nuovo impianto, distante circa una decina di metri. Di più: tra quelle stanze, esposte alle future radiazioni, ci sono le camerette dei loro bambini. Ci si lamenta del silenzio in cui sarebbe stata condotta l'operazione, «senza avvisare il vicinato e senza esporre alcun cartello per i lavori», dicono l'architetto Giuseppe Gregorelli e l'avvocato Davide Adami, tra i diretti interessati.
In città non è certo il primo caso: la «guerra» all'antenna era scoppiata due anni fa contro l'impianto sopra un condominio in piazzale Cadorna, anche se per motivi più estetici che di salute.
E in effetti anche ieri, nonostante uomini e mezzi fossero in piena attività, cartelli in vista non ce n'erano. O meglio: il tabellone riportante tempistica, costo e impresa esecutrice dell'intervento stava appoggiato in un angolo nel cortile interno del collegio. A montare l'antenna è la Imet spa di Perugia, azienda cui anche Telecom ha affidato la realizzazione delle proprie reti di telecomunicazione in buona parte d'Italia. L'inizio dei lavori è segnato al 16 luglio scorso, nonostante i residenti dicano di essersi resi conto di cosa stava succedendo solo negli ultimi giorni di quel mese.
«Siamo subito andati a chiedere informazioni agli operai», spiegano Gregorelli e Adami. «Prima ci è stato detto che si stava installando un impianto di climatizzazione. Poi, da uno dei lavoratori, è saltata fuori la verità», affermano. «E questa è la goccia che fa traboccare il vaso: questa probabilmente è la terza antenna dell'isolato. Sul tetto del collegio ce n'è una simile, forse di un'altra compagnia telefonica. Poco distante, su una torretta dell'elettricità, se ne può vedere un'altra. Non se ne può più: abbiamo paura soprattutto per i nostri figli, tanto da prendere in considerazione l'ipotesi di trasferirci».
Ma prima di fare le valigie, i residenti si dicono pronti a dar battaglia all'antenna. «Abbiamo già presentato un esposto in procura», dicono Gregorelli e Adami. «Organizzeremo anche una raccolta firme. Percorreremo tutte le strade previste dalla legge per contrastare quell'impianto».

Lorenza Costantino


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1 Beppe_da_Lugagnan 31/08/2010 16:57 1871 commenti

http://www.altroconsumo.it/mobile/20040601/cellulari-radiazioni-elettromagnetiche-ATTACH_s48491.pdf

2 Beppe_da_Lugagnan 31/08/2010 16:57 1871 commenti

Questo articolo è fatto bene, è esauriente ed interessante: http://www.altroconsumo.it/mobile/20040601/cellulari-radiazioni-elettromagnetiche-ATTACH_s48491.pdf . Manca solo una considerazione: Per avere dei dati certi servirebbe una casistica fatta su di un periodo di 20 anni. Ciò manca per forza di cose. Vent'anni fa le antenne erano diverse e non si considerava la cosa. hp1920, il discorso degli elettrodomestici è ambivalente e dipende tutto dalla distanza. Se fosse vero quello che tu ironicamente accenni, 1) tutte le donne, dopo una certa età avrebbero il cancro al cervello per l'uso del phon od almeno gli si sarebbero bruciati un bel numero di neuroni. 2) La legge prevede una distanza minima tra le linee di alta tensione e le case proprio perché il Sar, in prossimità di questo tipo di conduttori elettrici, è molto alto.

3 perlo10 31/08/2010 16:56 266 commenti

non mi sembra che in centro città ci sia un problema di segnale. il problema è che ogni gestore vuole piazzare il proprio ripetitore, moltiplicando inutilmente per n volte il segnale, sulla pelle dei cittadini, quando basterebbe che il comune vietasse l'installazione di nuovi ripetitori almeno in centro e i gestori sfrutterebbero gli esistenti; come attualmente ad esempio fa la 3 con i ripetitori tim e vodafone.

4 illuso 31/08/2010 14:29 221 commenti

Tutti abbiamo il telefonino e nessuno vuole le antenne vicino a casa, della serie io telefono, tu eventualmente crepa. A 20 metri da casa ho un'antenna che un bel comitato di " amici " vicini di casa, con conoscenze politiche , hanno fatto spostare da casa loro alla mia. Per chi ancora credesse alle favole consiglio di scendere sulla terra e forse valutare che potere e soldi sono più potenti degli esposti. Buona fortuna.

5 salander 31/08/2010 14:24 655 commenti

Sì, bene, bravi, bis... pericolo per i figli... gli stessi che poi si dilettano con smartphone da 800 euro regalati dal papi e che guai se non prende 5 tacche !!! Le antenne da qualche parte bisogna metterle per assicurare la copertura... nessuno le vuole, ma tutti pretendono copertura e ricezione perfetta... cominciamo a negare certi lussi ai pargoli urlanti e magari magicamente spariranno anche le antenne.

6 hp1920 31/08/2010 12:53 67 commenti

Per una volta concordo con giga.admin. Vorrei sapere chi, tra tutti i residenti preoccupati per la salute dei propri figli, non ha almeno un telefono cellulare. Tutti vogliono avere la possibilità di blaterare inutilmente in qualsiasi luogo ma nessuno vuole le antenne vicino a casa. Non volete le antenne? Smettetela di usare i telefonini. Semplice, no? N.B: lo sapete, tra l’altro, che la quantità di onde elettromagnetiche emesse da queste famigerate antenne è inferiore a quella cui sottoponiamo il nostro corpo accostando un telefonino all’orecchio? Se volete proteggervi dalle onde elettromagnetiche, nuovo flagello del XXI secolo, evitate di usare anche asciuga capelli, televisori, computer e radio sveglie: anch’essi, insieme alle lampadine e ad altri demoniaci strumenti moderni, emettono onde elettromagnetiche. Tuttavia non si sono ancora viste proteste contro l’uso degli elettrodomestici, forse anche questo dà la misura dell’ignoranza che domina in materia.

7 boxlele 31/08/2010 12:19 51 commenti

In Piazza dei Caduti a Santa Lucia ci sono 3 antenne nel raggio di 500 metri. Una girata in bici cosi' quello che affermo e' riscontrabile. Non c'e stato nessuno che si e' agitato al momento della loro installazione, tranne i beneficiari proprietari che non vedevano l'ora di prendere i soldi per il comodato d'uso del tetto del palazzo. Qui altroche' esposto ci vorrebbero le ruspe.

8 Minali_vr 31/08/2010 11:25 94 commenti

giga.admin quello che dici è giusto, ma dobbiamo far si che tutte le compagnie telefoniche lavorino con le stesse antenne come del resto la linea dell'energia elettrica, altrimenti le antenne aumentano se le compagnie aumentano, e anche i rischi di inquinamento di conseguenza.

9 giga.admin 31/08/2010 10:06 929 commenti

Salvo, poi, lamentarsi se il cellulare "non prende". Ovo, galina, e c*l caldo!

10 azul 31/08/2010 09:50 1302 commenti

ma siamo deficienti?

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