Tessera del tifoso, con il Chievo debutto soft

STADI E SICUREZZA. Agli ingressi davanti al Bentegodi l'esordio della card che identifica i sostenitori. Questa sera il test più difficile: scende in campo l'Hellas

La squadra del Ceo ha giocato contro il Catania Pochi i supporter e nessuna protesta «Per noi vale come simbolo di appartenenza»
30/08/2010
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Un tifoso del Chievo mostra la tessera. Ieri sera la nuova card voluta da Maroni ha fatto il suo esordio al Bentegodi. FOTOSERVIZIO GIORGIO MARCHIORI

L'esordio non ha tradito le aspettative: ieri sera al Bentegodi per Chievo-Catania di problemi e difficoltà non ce ne sono state. Pochi, circa un centinaio, i tifosi siciliani e di questi quaranta hanno fatto ingresso in curva nord, si sono sottoposti al prefiltraggio effettuato dalle forze dell'ordine per poi accedere all'ingresso riservato alle tifoserie organizzate. Nessun pullman, i supporter catanesi sono arrivati in macchina, alla spicciolata. Quaranta «tesserati» (anche se in reltà non erano ancora dotati della scheda magnetica con il codice a barre perchè l'istituto di credito d'appoggio alla società calcistica non lo ha ancora fornito) hanno quindi esibito il foglio sostitutivo, la carta d'identità e hanno fatto il loro ingresso al Bentegodi. Erano pochi, i problemi ci saranno con le partite di cassetto, quando a Verona arriveranno migliaia di tifosi: quelli diretti in curva dovranno passare da un unico cancello, sul lato del parcheggio del palazzetto, e sottostare al controllo. Ma ieri nessuna critica all'iniziativa voluta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni: da parte dei tifosi del Chievo il tesseramento è stato accolto come un ulteriore prova di appartenenza alla società.
«Certo che ce l'ho ci mancherebbe, non vedo quale sia il problema», spiega un tifoso che un'ora e mezza prima dell'inizio dell'incontro era sul piazzale insieme al figlio, «se vogliono eliminare la violenza all'interno degli stadi questo è l'unico sistema. Cosa crede che cambi per chi ama lo sport? Niente, mica si impediscono cori e tifo. Quando siamo andati a Genova in trasferta siamo stati messi in un recinto, chiusi in un settore dello stadio, in gabbia come i leoni e controllati da un cordone di poliziotti. Ci hanno fatto uscire dopo tutti gli altri e mi chiedo se questo sia civile ma se si è arrivati a tanto vuol dire che gli eccessi negli anni sono stati troppi e forse troppo tollerati. In Inghilterra negli stadi non ci sono divisioni tra i vari settori, così deve essere».
Esibisce il badge dove campeggia la scritta «Noi Chievo». «Nessun problema, quando siamo andati a farla ci hanno chiesto di consegnare un documento e la carta di identità, ce l'hanno data subito, senza altri controlli. Credo che per altri tifosi non sarà così semplice».
Già, l'accesso allo stadio soprattutto per le trasferte e in casa per sedersi in curva, avviene solo con il documento rilasciato dalla società dopo che è stata effettuata la verifica sull'esistenza delle condizioni: ovvero non essere colpiti da Daspo e soprattutto devono essere trascorsi cinque anni da una eventuale condanna per episodi di violenza allo stadio.
Questo significa che non potranno fare l'abbonamento e sedersi in curva ma potranno acquistare il biglietto e andare in tribuna e il timore, tra le forze dell'ordine, è che le frange di tifo violento - quelle che la tessera del tifoso non potrebbero averal - possano essere ridistribuite all'interno dello stadio e in settori che fino ad oggi non erano sottoposte a controlli severi.
Un esordio di campionato senza difficoltà, con ingressi riservati a chi possiede la tessera, e questo per il più possibile le code, sotto la vigilanza di poliziotti e steward (che a loro volta sono sottoposti alla verifica della correttezza dell'operato da parte della polizia). Tessera, controllo e prefiltraggio: la procedura richiede tempo, con le partite di cartello l'attesa rischia di essere un problema per le tifoserie particolamente calde. L'unica certezza, comunque, è che la presenza delle forze dell'ordine non diminuirà: ieri tra poliziotti e carabinieri all'esterno del Bentegodi erano poco meno di cento. E non si trattava di tifoserie in grado di creare problemi. Stasera invece al Bentegodi si gioca Hellas-Como: non tutti i tifosi gialloblu hanno sottoscritto l'abbonamento per entrare in curva. E chi non può avere la tessera del tifoso sarà in tribuna.




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