Emmaus porta l'acqua in un villaggio in Africa

VILLAFRANCA. La comunità presieduta da Renzo Fior impegnata ad Ahomey-Ggblon in Benin

Realizzato un impianto che serve ottomila persone che vivono in palafitte vicino al lago Nokouè Convogliati i fondi del mercatino
24/08/2010
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L'acquedotto costruito dalla comunità Emmaus ad Ahomey-Gblon

Villafranca. Mentre in Italia si discute per il referendum sull'acqua da conservare come bene pubblico, la com,unità Emmaus di Villafranca è volata in Africa, per inaugurare un pozzo sul lago Nokouè, in Benin. Il 6 luglio il movimento internazionale, presieduto da Jean Rousseau, ha tagliato il nastro del sistema di distribuzione idrica realizzato, in poco più di un anno, nel villaggio Ahomey-Ggblon. Qui vivono ottomila persone in un agglomerato di palafitte di legno e foglie, che possono ora disporre di acqua corrente in corsa dritta alle loro capanne. Nel frattempo, hanno appreso le norme basilari per la gestione di un'opera idraulica, fondando un'associazione di famiglie, con tanto di presidente e consiglio di amministrazione, per gestire il servizio idrico.
Da tempo il movimento di Emmaus è impegnato nella raccolta di fondi per realizzare pozzi e fontane in otto villaggi attorno al lago africano. Si tratta di un progetto che costerà complessivamente cinque milioni di euro e porterà l'acqua a 80mila persone. Il piano prevede che le opere siano completate entro il 2015.
Emmaus Villafranca e il movimento nazionale, presieduti entrambi da Renzo Fior, hanno fatto attività di promozione e raccolta fondi, fiancheggiando le comunità africane nella realizzazione del progetto idrico.
«Nel complesso», spiega Fior, «è stato costruito un pozzo, che pompa l'acqua in una cisterna. Da qui, viene distribuita in dodici fontane posizionate nel villaggio e a quattro latrine. Le acque nere ora possono essere raccolte in cisterne, che saranno svuotate da appositi barconi. In tal modo nulla sarà più riversato nel lago, preservando l'ambiente».
Da Villafranca sono partiti anche 80mila euro, ottenuti con le vendite del mercatino dell'usato e raccolte straordinarie. La comunità ha fatto da tramite anche per convogliare lo stanziamento di duecentomila euro, offerto dalla fondazione San Zeno di Verona.
Il lavoro è stato complesso. Materiali e attrezzature sono stati portati sino alla riva del lago, quindi, caricati su barconi e scaricati sull'altro versante a mano.
I manufatti sono stati realizzati tutti in sopraelevata in modo da essere raggiungibili anche nei momenti di piena, quando il lago sommerge Ahomey Ggblon.
Il debutto dell'acqua è stata una festa per l'intero villaggio. Nugoli di bambini si sono avvicinati, accerchiando le donne che, con in canestri sul capo, hanno inaugurato le fontane. Venticinque persone, infine, festeggiano un nuovo lavoro: si occuperanno della gestione del sistema idrico.

Maria Vittoria Adami

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