Scontro tra moto e bici, due vittime
BONAVIGO. In un grave incidente avvenuto in mattinata all'altezza del ponte sull'Adige, sono morti Fabio Cavallaro, bancario di 26 anni, e il 75enne di Angiari, Ruggero TaroccoDopo aver superato un camion il motociclista ha investito la mountain bike del pensionato che stava attraversando la strada
Bonavigo. Un sorpasso, un tremendo impatto tra una moto di grossa cilindrata ed un vecchio rampichino verniciato di bianco e due corpi sbalzati sull'asfalto in una pozza di sangue dopo un volo di diversi metri. Il tutto sotto gli occhi di una pattuglia della Polstrada di Legnago e di un camionista padovano, che hanno assistito impotenti in presa diretta al terribile incidente capitato ieri mattina all'uscita del ponte sull'Adige di Bonavigo, ai confini con Roverchiaretta. È questo in sintesi il bilancio dell'ennesima tragedia della strada in cui hanno perso la vita, a poche ore di distanza l'uno dall'altro, Fabio Cavallaro, un bancario ventiseienne di San Bonifacio, residente da poco a Monteforte, che si stava recando al lavoro in un'agenzia del Banco di Brescia di Sermide (Mantova), e Ruggero Tarocco, pensionato Enel di 75 anni, residente ad Angiari, che pedalava invece sulla ciclabile in riva al fiume, come faceva tutti i giorni.
Erano le 7.42 quando Cavallaro, in sella ad una Suzuki Gsx R750, ha imboccato il ponte sulla provinciale 44B che in questi giorni di agosto è meno trafficata del solito. Il giovane impiegato, trovandosi davanti un camion rimorchio di una ditta di Carmignano di Brenta (Padova), ha deciso di superare il mezzo pesante, probabilmente per accelerare il viaggio e non arrivare in ritardo al lavoro. Proprio in quel momento, il pensionato di Angiari, che era partito in bici di primo mattino da casa, vedendo il tir a metà ponte ha pensato di fare in tempo ad attraversare via Porto, la strada che interrompe la ciclabile sull'argine destro dell'Adige. Ma un destino crudele, che ieri ha gettato nella disperazione altre due famiglie veronesi, gli è stato fatale impedendogli di proseguire la sua gita verso Legnago.
In una manciata di secondi si è consumato il tremendo impatto tra la Suzuki e la mountain bike proprio mentre sopraggiungeva dalla rampa di Roverchiaretta una volante della Polizia stradale. La quale, per una coincidenza singolare, ha avuto chiara immediatamente la dinamica dello scontro che ha poi rilevato affiancata dai carabinieri di Minerbe impegnati a regolare il traffico rimasto bloccato fino alle 9. La moto, una volta investita la mountain bike, si è impennata terminando la sua corsa sulla corsia opposta dopo un volo di 32 metri che non ha lasciato scampo a Cavallaro, forse a causa anche dell'elevata velocità. Malgrado i tentativi di rianimarlo fatti dai medici del Pronto soccorso di Legnago e di Verona Emergenza intervenuti subito sul posto, il bancario, catapultato sulla scarpata laterale, è morto nel giro di pochi minuti mentre il suo casco nero con le striature dorate brillava sotto il sole.
Negli stessi drammatici istanti, Tarocco, che aveva addosso un biglettino con le sue generalità, giaceva invece incosciente ma ancora vivo in un lago di sangue a qualche metro di distanza, con la faccia schiacciata sull'asfalto. Le sue condizioni sono apparse sin dall'inizio gravissime ai soccorritori che, dopo averlo intubato, l'anno trasportato in eliambulanza all'ospedale di Borgo Trento dove è deceduto intorno alle 11.30. Mentre alle 8.40 l'elicottero si levava in volo, il magistrato di turno ha autorizzato la rimozione della salma di Cavallaro che è stata trasferita nelle celle mortuarie dell'ospedale del «Mater salutis» in attesa del nulla osta per i funerali. E lì, poco dopo, un padre precipitatosi disperato a Legnago da San Bonifacio ha abbracciato per l'ultima volta in lacrime un figlio amatissimo, morto a due settimane dal suo ventiseiesimo compleanno.
Stefano Nicoli
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1 motociclistadoc 23/08/2010 11:10 1 commenti
con l' IGNORANZA di certa gente non ci si mette neanche a discutere......l'ignoranza si combatte solo con l'indifferenza......purtroppo la strada a mietuto altre due vittime...vittime della la loro "passione",una passione certo pericolosa, ma pur sempre una passione che nessuno ha il diritto a giudicare.....vittime della loro FRETTA di arrivare alla loro destinazione...se si vuol mettere la questione sotto il punto di vista delle RESPNSABILITA', come Fabio poteva restare dietro il camion (non immaginate neanche cosa vuol dire stare dietro un camion in motocicletta...respirare quella PUZZA soffocante, grazie ai "controlli effettuati" dalle autorità competenti) e RISPETTARE la linea continua e soprattutto il Codice della Strada, anche il sig. Ruggero poteva aspettare ad attraversare la strada non appena ci fosse stata strada libera ( da sottolineare che stava attraversando con striscia continua e che la strada può essere attraversata quando c'è completa visibilità, strada libera e in presenza di striscia discontinua).......concludendo.....non si punta mai il dito....contro nessuno......e cerchiamo di avere tutti quanti una visione più ampia delle cose che ci vengono raccontate o a cui assistiamo...... non fa mai piacere apprendere certe notizie...di chiunque sia la responsabilità Un caloroso abbraccio ai famigliari di Fabio e del sig. Ruggero, sentite condoglianze