Scontro tra moto e bici, due vittime

BONAVIGO. In un grave incidente avvenuto in mattinata all'altezza del ponte sull'Adige, sono morti Fabio Cavallaro, bancario di 26 anni, e il 75enne di Angiari, Ruggero Tarocco

Dopo aver superato un camion il motociclista ha investito la mountain bike del pensionato che stava attraversando la strada
20/08/2010
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La drammatica scena dell’incidente, poco dopo il ponte di Bonavigo: la moto del giovane bancario è volata per 32 metri FOTOSERVIZIO DIENNE FOTO

Bonavigo. Un sorpasso, un tremendo impatto tra una moto di grossa cilindrata ed un vecchio rampichino verniciato di bianco e due corpi sbalzati sull'asfalto in una pozza di sangue dopo un volo di diversi metri. Il tutto sotto gli occhi di una pattuglia della Polstrada di Legnago e di un camionista padovano, che hanno assistito impotenti in presa diretta al terribile incidente capitato ieri mattina all'uscita del ponte sull'Adige di Bonavigo, ai confini con Roverchiaretta. È questo in sintesi il bilancio dell'ennesima tragedia della strada in cui hanno perso la vita, a poche ore di distanza l'uno dall'altro, Fabio Cavallaro, un bancario ventiseienne di San Bonifacio, residente da poco a Monteforte, che si stava recando al lavoro in un'agenzia del Banco di Brescia di Sermide (Mantova), e Ruggero Tarocco, pensionato Enel di 75 anni, residente ad Angiari, che pedalava invece sulla ciclabile in riva al fiume, come faceva tutti i giorni.
Erano le 7.42 quando Cavallaro, in sella ad una Suzuki Gsx R750, ha imboccato il ponte sulla provinciale 44B che in questi giorni di agosto è meno trafficata del solito. Il giovane impiegato, trovandosi davanti un camion rimorchio di una ditta di Carmignano di Brenta (Padova), ha deciso di superare il mezzo pesante, probabilmente per accelerare il viaggio e non arrivare in ritardo al lavoro. Proprio in quel momento, il pensionato di Angiari, che era partito in bici di primo mattino da casa, vedendo il tir a metà ponte ha pensato di fare in tempo ad attraversare via Porto, la strada che interrompe la ciclabile sull'argine destro dell'Adige. Ma un destino crudele, che ieri ha gettato nella disperazione altre due famiglie veronesi, gli è stato fatale impedendogli di proseguire la sua gita verso Legnago.
In una manciata di secondi si è consumato il tremendo impatto tra la Suzuki e la mountain bike proprio mentre sopraggiungeva dalla rampa di Roverchiaretta una volante della Polizia stradale. La quale, per una coincidenza singolare, ha avuto chiara immediatamente la dinamica dello scontro che ha poi rilevato affiancata dai carabinieri di Minerbe impegnati a regolare il traffico rimasto bloccato fino alle 9. La moto, una volta investita la mountain bike, si è impennata terminando la sua corsa sulla corsia opposta dopo un volo di 32 metri che non ha lasciato scampo a Cavallaro, forse a causa anche dell'elevata velocità. Malgrado i tentativi di rianimarlo fatti dai medici del Pronto soccorso di Legnago e di Verona Emergenza intervenuti subito sul posto, il bancario, catapultato sulla scarpata laterale, è morto nel giro di pochi minuti mentre il suo casco nero con le striature dorate brillava sotto il sole.
Negli stessi drammatici istanti, Tarocco, che aveva addosso un biglettino con le sue generalità, giaceva invece incosciente ma ancora vivo in un lago di sangue a qualche metro di distanza, con la faccia schiacciata sull'asfalto. Le sue condizioni sono apparse sin dall'inizio gravissime ai soccorritori che, dopo averlo intubato, l'anno trasportato in eliambulanza all'ospedale di Borgo Trento dove è deceduto intorno alle 11.30. Mentre alle 8.40 l'elicottero si levava in volo, il magistrato di turno ha autorizzato la rimozione della salma di Cavallaro che è stata trasferita nelle celle mortuarie dell'ospedale del «Mater salutis» in attesa del nulla osta per i funerali. E lì, poco dopo, un padre precipitatosi disperato a Legnago da San Bonifacio ha abbracciato per l'ultima volta in lacrime un figlio amatissimo, morto a due settimane dal suo ventiseiesimo compleanno.

Stefano Nicoli




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5 Santuberto 21/08/2010 10:03 28 commenti

Pur condividendo la sostanza del messaggio nr 1 (essendo anonimo, non posso che usare questo riferimento), mi permetto d’intervenire con un “appunto” che mi auguro non venga interpretato come polemico: garantisco che non mi permetterei mai di criticare chi esprime una propria opinione in maniera civile e rispettosa. Vengo al punto. Sono stato colpito ed in parte irritato, dalla frase “… sembra chiaro che il motociclista ha sorpassato dove non avrebbe dovuto”. Non mi sembra corretta una simile affermazione. Saranno le autorità competenti a stabilire se le cose stanno veramente così. E lo faranno con competenza ed autorità. Lo faranno dopo aver ascoltato le argomentazioni dei legali ed il parere degli agenti rilevatori. Lo faranno dopo aver ben valutato le perizie dei tecnici (di parte e non). Lo faranno dopo…. Se tutti noi volessimo esprimere questi giudizi con tanta semplicità e con tanta carenza di informazione, creeremmo semplicemente delle sterili ed inutili polemiche. Si consideri bene: non sto sostenendo da che parte sta il torto o da che parte sta la ragione. Sto fortemente affermando che un po’ più di prudenza, non sarebbe fuori luogo. Sto affermando che si possono utilizzare anche altre parole. Ma soprattutto, credo che in questo intervento, non si sia considerata quella che a mio avviso “è stata una vera, straordinaria ed eccezionale fatalità”. Ho avuto modo, abitando nella zona, di capire bene la dinamica della tragedia. Posso assicurare che, a parere mio, un incidente così, “non può accadere”. Durante un sorpasso, si possono verificare molteplici situazioni per le quali può accadere un incidente, ma così… è impossibile. Nella speranza d’essere riuscito a trasmettere un messaggio rispettoso nei confronti dell’autore del messaggio nr 1, dei lettori, ma soprattutto delle innocenti vittime della strada e della casualità, porgo un cordiale saluto. Paolo

8 girmi 20/08/2010 13:32 1389 commenti

Quando finira' questa triste conta? Ancora un motociclista ed un ciclista morti sulle strade della provincia di Verona e altre due famiglie distrutte per sempre!!! La polizia dira' di chi e' la responsabilita' ma sembra chiaro che il motociclista ha sorpassato dove non avrebbe dovuto. Con una moto-razzo come quella si pensa di facela perche' un soprasso dura poco e se il camion va piano...... Moto cosi' pero' in uno spazio anche breve possono raggiungere velocita' elevatissime (visto il volo della moto e del giovane la velocita' non era di certo moderata) e allora, in caso di impatto, i danni sono gravissimi e irreparabili. Come in questo caso! Queste moto hanno anche dei nomi inquietanti: sigle e numeri che sono sinonimi di bare-su-due-ruote, purtroppo. Dire che "dipende da chi le guida" sembra una patetica scusa perche' uno non si compra una moto cosi' per andare piano e prima o poi andra' veloce. Troppo veloce e forse per l'ultima volta. Sicuramente! Perche' non proviamo a fare una pubblicita' negativa a questi mezzi che per volumi di traffico della nostra societa' e forse anche per nostri comportamenti NON SONO PIU' SICURI? Diciamo ai bambini, ragazzi che le MOTO SONO PERICOLOSE ed e' meglio scegliere un mezzo di trasporto diverso. In molti Paesi, gli adolescenti, ad esempio, non pensano nemmeno al motorino, allo scooter o alla moto. Vivono e piu' a lungo anche senza moto. Le moto e chi le guida e' meglio vederle in televisione nei circuiti (e anche li alle volte va bene ma altre.....). Arriveranno i sicari delle case produttrici? Poco importa, i morti TANTISSIMI ci sono gia' e la conta non si ferma mai. Grazie.

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