Morgan diffida il sindaco Tosi:
«Leso il mio diritto al lavoro»

Il cantante, «cacciato» dalla rassegna «Cantautori-Work in progress» al teatro romano perché avrebbe detto di aver usato cocaina, scrive al sindaco perché annulli la sua decisione: «L'intervista che fa da base all'esclusione è stata già contestata dal mio assistito». La lettera è stata inviata anche al presidente della Repubblica Napolitano
09/08/2010
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Morgan

Verona. Una diffida al sindaco Flavio Tosi affinché l’amministrazione annulli la decisione di vietare l’utilizzo del teatro romano al cantante Morgan è stata inoltrata dal legale dell’artista Giampaolo Cicconi. Per l’avvocato, le motivazioni indicate da Tosi per non concedere il 4 settembre la struttura teatrale sono state assunte «da una fantomatica intervista» nella quale il cantante si ritiene aver riferito di fare uso di cocaina. «Abbiamo già contestato il contenuto dell’intervista», osserva il legale, «e riteniamo illegittima la delibera della giunta di Verona che ha dato per veritiere dichiarazioni travisate». Cicconi «ordina» quindi a Tosi di consentire a Marco Castoldi, in arte Morgan, di «eseguire le prestazioni dalle quali riceve sostentamento per sé e per la propria famiglia», pena un ricorso d’urgenza al tribunale. L’avvocato, del foro di Camerino, ha inviato per conoscenza la diffida anche al presidente della Repubblica, «supremo garante della Costituzione, per scongiurare la violazione degli articoli 4 e 35 della Costituzione che tutelano l’esercizio del diritto al lavoro».




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