Padova, moto contro un'auto
muore un centauro veronese

LA TRAGEDIA AD ALBIGNASEGO. L’incidente è avvenuto nella tarda serata. Sotto choc i due coniugi coinvolti. La vittima è un trentenne in sella ad una Kawasaki. Nella vettura in fase di svolta, una coppia che si recava ad una vicina sagra
02/08/2010
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Albignasego: il luogo sulla stat

Padova. Incidente mortale, ieri in tarda serata sulla statale Battaglia ad Albignasego, a pochi chilometri da Padova. Un motociclista veronese ha perso la vita in un tremendo schianto contro un'auto. Un volo di almeno venti metri, poi il violento impatto sull'asfalto e la morte sul colpo. Così ha perso la vita Stefano Vaiente, 30 anni, di Verona, che viaggiava in sella ad una Kawasaki.
L'incidente è avvenuto alle 22.20 di ieri sera. Immediatamente sono stati chiamati i soccorsi ed è arrivata un'ambulanza, ma il personale sanitario accorso sul posto, per quel ragazzo non ha potuto fare più nulla. E un lenzuolo bianco ha coperto lo strazio di una altra vita persa sulle strade del fine settimana.
Stefano Vaiente viaggiava in direzione di Padova. Arrivato all'altezza del Ponte della Cagna alla Mandriola, si è schiantato contro un'Audi 80 Station vagon che, procedendo in direzione opposta, stava svoltando in via Marconi. A bordo c'erano marito e moglie, sui sessant'anni, serbi, residenti a Bosco di Rubano, che stavano recandosi alla sagra di San Lorenzo ad Albignasego.
La scia nera della frenata che è stata lasciata dalla Kawasaki, ha segnato l'asfalto per una ventina di metri. Quindi l'impatto, violentissimo, sulla fiancata della vettura che stava svoltando. Il giovane «centauro» veronese è stato sbalzato dalla sella ed è piombato a terra dopo un volo di oltre di venti metri. Della sua moto è rimasto un groviglio di lamiere.
Subito sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Abano Terme, che hanno iniziato i rilievi per ricostruire le cause e la dinamica della tragedia.
Il traffico, lungo la strada Battaglia, ha rapidamente iniziato a congestionarsi e le auto provenienti da Battaglia sono state deviate in via Marconi.
Distrutti e sotto choc anche i due coniugi che erano a bordo dell'Audi: «Non mi sono accorto di nulla», ha continuato a ripetere l'uomo. «Ho solo sentito un tremendo boato». E gli occhi sono rivolti al bianco bagliore di quel lenzuolo di morte.

Gianni Biasetto

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9 manudeky 03/08/2010 11:07 5 commenti

Mah......sinceramente vedendo la foto si vede che il centauro non faceva velocità elevate.....altrimenti avrebbe volato molto di più e i danni ai mezzi sarebbero stati peggiori..... Mi dispiace leggere tante cose inutili......si sta parlando della morte di un ragazzo di 30 anni che ha perso la vita per una passione..... Si può essere pro o contro questa passione, ma da certi commenti sembra che uno che va in moto deve per forza correre e quindi si merita di morire...... Io sono una motociclista.....e non corro in moto......preferisco godermi la mia passione in tranquillità senza fare velocità elevate e godendomi le emozioni che essa mi regala fino in fondo......è il mio stile di vivere questa passione.... Ma succede continuamente anche a me di rischiare la vita......quasi ogni volta che sono in sella incontro qualche automobilista distratto che fa qualche manovra molto pericolosa per me che sono su una 2 ruote..... Troppe volte m'è successo di dover frenare con impeto perchè qualche auto faceva inversione a U in punti poco visibili e me la trovavo davanti e dovevo scansarla per non andarle addosso, attraversava la strada davanti a me sicuramente vedendomi ma pensando "tanto è una due ruote posso passare!!!" ma proprio perchè arriva una moto forse sarebbe meglio aspettare, andava ai 30 km/h perchè cercava una via o un parcheggio per poi inchiodare all'ultimo e girare senza freccia oppure andava a velocità normale e si accorgeva all'ultimo che doveva girare ed inchiodava all'ultimo secondo per girare e tu ti trovi a dover inchiodare di conseguenza e a cascare com'è successo a me perchè s'è chiuso il manubrio con l'inchiodata e quindi siamo cadute sia io che la moto ma poichè avevo mantenuto le distanze di sicurezza non sono andata a sbattere contro essa......gli automobilisti hanno tutte le ragioni a fare queste manovre assurde perchè è colpa di noi motociclisti che abbiamo questa passione e che vogliamo per forza correre......e quindi ci meritiamo incidenti gravi e morte....... Mi sembra così assurdo vedere certi commenti davvero....... Non nego che ci siano i centauri corridori della domenica che secondo me rovinano il buon nome di chi questa passione la vive davvero, mettendo soprattutto a rischio la vita loro e degli altri......ma generalizzare mi sembra una cosa poco intelligente..... E ancora più sciocco mi sembra fare certi commenti quando c'è una famiglia, una ragazza e degli amici di un giovane che stanno soffrendo per la perdita del loro caro...... Stefano sarà sempre con noi......ogni volta che saremo in sella ci darà un'occhiata da lassù, lo so.....e sarà con noi sempre ogni volta che faremo le cene e i nostri ritrovi in cui lui ci intratteneva con la sua infinita simpatia....la sua solarità ci scalderà sempre i cuori......abbiamo un altro angelo che ci guarda ora..... Ogni volta che mi mancherai guarderò il cielo e so che una delle stelle sarai tu.....buona strada amico mio......ti voglio bene...... Manu

16 girmi 02/08/2010 11:44 1389 commenti

E avanti, purtroppo, con la tragica e triste "conta dei morti". Tutti giovani ovviamente. Ma evidentemente non bastano queste drammatiche cronache a far desistere da questo genocidio. E non bastano nemmeno le multe. In Val d'Adige, ad esempio, che durante il weekend diventa una pista di motociclismo e TUTTI LO SANNO. Non basta il record di multe dei carabinieri. NON BASTA. Su queste strade si vedono con i propri occhi gli irresponsabili in sella alle moto potenti e lanciati a velocita' folli. Si rischia la vita anche rimanendo sulla propria auto perche' se una moto, a quelle velocita', centra in pieno un auto che proviene in senso contrario non muore solo il motociclista. Ma all'indomani del supposto inasprimento delle pene del codice della strada cosa facciamo? Contiamo l'ennesimo giovane morto. Quindi non funziona ancora. Benche' si possa comprendere i problemi logistici, FORSE sarebbe un deterrente maggiore della multa il SEQUESTRO DEL MEZZO. Se questi ragazzi cominciano a tornare a casa a piedi con il casco in mano FORSE comprendono meglio il rischio a cui si sono esposti e a cui hanno esposto anche gli altri. Inoltre con le nuove generazioni forse si potrebbe SMITIZZARE la moto in se' come mezzo di trasporto. Troppi "campioni improvvisati" si lanciano a velocita' folli sulle nostre strade e, purtroppo, molti finiscono cosi'. Ma non e' finita. Prima della fine di questa estate, purtroppo, ne conteremo degli altri ma la cosa inquietante e' che NON SI FA NULLA CHE ABBIA VERAMENTE UN EFFETTO MISURABILE. I controlli e le relative sanzioni ci sono ma la conta dei morti non cala. Anzi. Grazie.

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