Il Principe spinge l'Hellas in serie B
SCENDE IN CAMPO IL MISTER. Il tecnico fa il punto della situazione al termine del ritiro di Fosse dal mercato alla condizione fisica, dai musi lunghi al ripescaggio. «Tre settimane fa la Triestina non era nemmeno iscritta al campionato. Adesso tutti dicono che sta davanti al Verona. Qualcosa non mi torna»
Verona. Triestina in B e Verona ancora in Lega Pro. A leggere i giornali nazionali sembra già tutto scontato. Ma Giuseppe Giannini non ci sta. Ha carattere, pesonalità, ha giocato tanti anni in una piazza importante. Non abbassa la testa e non accetta verdetti già scritti. «Ci credo, ci crediamo, il ripescaggio non è un gioco e il Verona merita di andare in serie B - attacca il Principe - perchè pochi mesi fa ha lottato fino all'ultimo secondo per la promozione, perchè la società ha investito tanto, perchè i bilanci sono in regola, chiari e trasparenti.
Invece leggo che tutti danno per certa la promozione della Triestina una squadra che, fino a tre settimane fa, non aveva neppure le carte in regola per iscriversi al campionato di Lega Pro. C'è qualcosa che non mi torna in tutto questo».
L'Hellas è pronto per la B?
«Ci stiamo preparando per fare un campionato importante. Se viene la B meglio altrimenti cercheremo di recitare un ruolo da protagonisti in Lega Pro. Stiamo costruendo una squadra che deve pensare a vincere divertendo per riportare l'entusiasmo tra i tifosi che seguono il Verona con grande passione».
Si chiude il ritiro. Il primo bilancio?
«Sono contento. Abbiamo lavorato bene e non ci sono stati infortuni importanti, questo mi fa piacere perchè possiamo iniziare la seconda fase della preparazione con una buona condizione di base. Possiamo solo migliorare».
Buona la prova con il Rovigo, l'amichevole più brillante...
«Ho visto dei progressi importanti. Abbiamo giocato contro una squadra di serie D, in questo momento tutte le formazioni possono creare dei problemi, anche quelle che giocano in categorie inferiori. Noi abbiamo affrontato bene la gara, siamo partiti forte, con la giusta personalità, abbiamo fatto un paio di gol veramente belli e costruito altre azioni interessanti, sempre palla a terra».
Le Noci e Ferrari saranno i titolari in attacco?
«Partono avvantaggiati questo è sicuro perchè hanno già giocato insieme l'anno scorso e quindi si conoscono da tempo, hanno già un buon equilibrio. Ma i giochi non sono ancora fatti, nell'ultima amichevole ho visto bene anche Torregroassa e Selva, sono entrati e hanno offerto buone indicazioni, molto positive».
Qualche muso lungo, in panchina tanti giocatori che hanno giocato da protagonisti fino a due mesi fa...
«Questo è il calcio, ho fatto le mie scelte, mi prendo le mie responsabilità. Mando in campo i giocatori che vedo meglio, ho cercato di dare continuità alla squadra che potrebbe giocare le prime partite ufficiali ma non ho preclusioni, chi è andato in panchina in queste partite deve solo lavorare e dimostrare che merita di giocare titolare, io tengo tutti in considerazione».
Qualcuno è finito addirittura in tribuna, non ha giocato nemmeno un secondo...
«Non sono certo un fenomeno ma non vedo fenomeni qui al Verona, ci sono tanti giocatori che tutti insieme possono raggiungere un obiettivo importante. Non vedo tanti Maradona che possono risolvere le partite da soli. Questa è la mia filosofia».
Valori che l'allenatore ha già trasmesso alla squadra...
«Stiamo lavorando da poco tempo insieme ma questo è il mio obiettivo. Vorrei un gruppo compatto, capace di soffrire ma consapevole della propria forza, pronto a scendere in campo con grande persobalità, capace di tenere in mano le redini del gioco senza paura e di regalare momenti di bel calcio».
Indicazioni positive anche dai giovani, da Paghera a Torregrossa, da Hakim a Joao Pedro...
«Hanno lavorato bene e si sono inseriti bene nel gruppo ma non mettiamo troppa pressione su questi ragazzi, devono avere il tempo di crescere e noi dobbiamo aspettarli, senza bruciarli subito».
Fra una settimana la partita di Coppa con il Casarano, è già calcio vero?
«Comincia la stagione, sicuramente non saremo ancora al cento per cento ma il Verona deve onorare le competizioni ufficiali. La partita d'esordio al Bentegodi, davanti al nostro pubblico, abbiamo il dovere di andare in campo per vincere e divertire».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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