All'altezza della Juve, grande Chievo!

LA RICERCA. Tra le squadre italiane poche hanno i numeri della società guidata da Campedelli: quest’anno festeggia un piccolo primato, che mezza Italia le invidia. Negli ultimi 10 anni, i gialloblù ne hanno giocati 9 (col prossimo) in A. Meglio di Fiorentina, Samp, Palermo, Toro, Napoli e Cagliari
02/08/2010
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Luca Campedelli, uno dei presidenti più stimati della serie A. Un esempio per tuttiFOTOEXPRESS

Verona. Poche storie, i numeri parlano chiaro. Raccontano più di tante parole. Vuoi capire quanto è forte una squadra, quanto è grande un progetto, quanto è brava la gente che lo guida? Beh, devi affidarti ai numeri. Oggi in serie A, udite udite, ci sono soltanto 5 squadre più forti del Chievo. Più continue, più costanti del Chievo. Sono Roma, Inter, Milan, Lazio e Udinese. Le uniche ad aver sempre giocato in serie A negli ultimi dieci anni, cioè dal giorno in cui i mussi volanti conquistarono la massima serie. Sembrava una storia già finita prima di cominciare, ricordate, no? Prima stagione in serie A, "dopo 10 giornate il Chievo sarà già retrocesso" erano in molti a pensarlo. Dopo 10 anni, siamo ancora qua a scoprire che il Chievo ne ha passati 9 (col prossimo) in serie A, esattamente (pensate un po'...) come Juve e Parma. Tutte le altre, sono dietro, rigorosamente dietro, inesorabilmente dietro.
FIORENTINA&SAMP ALLE SPALLE. Già, guardi la classifica degli ultimi 10 anni e ti sembra impossibile. La Fiorentina, ad esempio, ne ha fatti 8, come la Samp, sempre uno in meno del Chievo. E parliamo di giganti, di società che hanno realtà eoconomiche completamente diverse da quella del Chievo. Ma non sono le sole, tra le società più blasonate, a stare alle spalle del Chievo. Il Bologna ne ha giocati 7, come Palermo e Cagliari. Il Toro solo 6, ad esempio. Il Napoli addirittura 4. Il Chievo giocherà il nono anno in serie A, nove su dieci, viene persino un filo di rammarico ricordando la maledetta retrocessione di Bologna. Anche se, a pensarci bene, la caduta e l'immediato ritorno in A rappresentano una delle pagine più belle della storia del Chievo degli ultimi anni. Un capolavoro, uno dei tanti.
QUANTE METEORE. Un'occhiata all'elenco per capire quanto questo calcio sia una macchina infernale che rischia di stritolare chi non è preparato. O chi fa il passo più lungo della gamba. O chi cerca di barare. In questa classifica, ci sono infatti addirittura 5 squadre praticamente "scomparse" dalla geografia del calcio. Travolte da debiti, affogate nel mare dell'improvvisazione, della cattiva gestione, della presunzione. I nomi? Eccoli: il Perugia è l'ultima, storia di quest'anno. Negli ultimi 10 ne ha giocati 3 in serie A, oggi riparte dai Dilettanti, dopo l'ultima tappa del suo calvario. Tre stagioni in A anche per il Messina, naufragato un anno fa, tra promesse mai mantenute e debiti mai pagati. È finito ingloriosamente quest'anno anche il sogno dell'Ancona, non ammesso alla B, dopo aver a lungo sognato i play off per la A. Restare in B è stato un clamoroso autogol, l'Ancona riprenderà dai Dilettanti.
Identico destino per il glorioso Venezia, che dopo aver sfidato Milan e Inter, è diventato avversario di Villafranca e Virtus, così è il calcio, anche se non ci pare. Ancora, ricordate il Treviso? Promosso in A, subito retrocesso, poi travolto e cancellato dal grande calcio, perché a volte, sederti a tavola con i grandi abituati allo champagne, fa solo girar la testa...
LA NEW ENTRY. Quest'anno c'è una new entry, il Cesena di Ficcadenti, guidato da un altro Campedelli, che sembra avere idee molto chiare. In due anni è saltato dalla C alla A, seguendo passi scanditi dall'intelligenza e dalla razionalità. Col calcio non si scherza, sono in tanti adesso a prendere esempio da Luca Campedelli. Che parla poco e pensa molto, e che, soprattutto, non ama sogni proibiti e passi troppo lunghi. Non s'era illuso quando, per un po', ma è successo, ha lottato ai vertici della A, s'è fatto un paio di giri in Europa (un rammarico, ma sì...), ha brindato a champagne per qualche anno, ma anche adesso che si va a Coca Cola, non è poi così male. Le bollicine ci sono sempre e basta chiudere gli occhi e pensare a questi incredibili dieci anni per sentirsi decisamente in pace con la coscienza. "Una è già retrocessa" dissero tanti addetti ai lavori il primo anno di A. "Dove volete che vadano questi?". Dieci anni dopo, sono ancora qua, più forti che mai. "Venghino, venghino, Chievolandia è sempre aperto"...

Raffaele Tomelleri