Filovia e Traforo, a Verona l'ircocervo dei trasporti
Larga soddisfazione è stata espressa a Verona perchè le strette della Finanziaria in corso di approvazione, la cosiddetta «manovra», salvano la realizzazione di due grandi progetti: il «passante nord» del raccordo autostradale tra la Serenissima e la Brennero, comunemente chiamato il «traforo delle Torricelle», per un importo di 436 milioni di euro che già in prospettiva sono destinati a crescere, e la tramvia di Verona città, per un importo di 144 milioni di euro, anche questi destinati probabilmente a crescere. In realtà, mentre si comincia a chiamare con il suo vero nome, «passante autostradale a nord» la galleria sotto le Torricelle, rimane sempre il vecchio nome di «tramvia» al progetto di riforma delle linee urbane, che ora non si faranno più abolendo gli autobus e istituendo una rete tranviaria, ma lasciando gli attuali autobus, che diverranno filobus appena usciti dal centro storico allargato dopo aver trasportato le complesse apparecchiature elettriche per l'intero tragitto in cui non saranno usate.
In realtà l'operazione programmata per i trasporti pubblici a Verona ha qualcosa di mitologico, con la creazione di un animale fantastico, a mezzo tra l'autobus e la filovia, simile all'ircocervo, che come si sa era una bestia a metà tra il cervo e il caprone. Ma la mitologia serve per risolvere, sulla carta, un problema che nella realtà si prospetta come insolubile: quello di eliminare o almeno ridurre i gas PM 10 prodotti dalla circolazione di mezzi con motori a scoppio nel momento in cui la stessa circolazione non viene diminuita ma aumentata. Gli autobus urbani continueranno a circolare come circolano ora, e continueranno a diffondere per tutto il centro storico e dintorni gli effluvi che diffondono ora. Si pensa tuttavia che il vantaggio per i cittadini, che continuano regolarmente a respirare, sia per gli abitanti del centro storico sia per tutti quelli che vi arrivano per affari o diporto, magari soltanto per assistere alle esibizione del «toca-ti», sarà dato dalla contemporanea diminuzione dell'afflusso dei mezzi privati. Poi, appena giunti fuori dell'abitato centrale, i mezzi di trasporto pubblico spegneranno i diesel con cui hanno viaggiato fino ad allora, e inalberando le famose «tirache» di antica memoria si attaccheranno fantasticamente alla linea elettrica aerea e procederanno come una filovia, senza inquinare le immediate periferie di Verona da est ad ovest. Già. Però, nel frattempo, sarà in funzione anche il passante nord di raccordo autostradale, che convoglierà, secondo i progetti, decine di migliaia di autoarticolati, camion e tir dalla Serenissima alla Brennero e viceversa, passando a brevissima distanza dai quartieri in cui circoleranno i leggendari ircocervi ecologici, metà autobus e metà filovia. Mentre si toglie qualche chilo di percolato velenoso dalla circolazione dell'aria in Verona, si compensa con qualche quintalata di gas dal percorso autostradale in città.
Giuseppe Brugnoli
Tweet