Cnel: stranieri e integrazione, Veneto 5°

È l’Emilia Romagna la regione con il più alto potenziale di integrazione in Italia; tra le province, il primato spetta a Parma (60,58). Nella top ten non ci sono province con capoluoghi metropolitani: la prima è Verona al dodicesimo posto. Lo rileva il settimo rapporto Cnel sugli «Indici di integrazione degli immigrati in Italia», presentato oggi a Roma
13/07/2010
Zoom Foto
Uno straniero al lavoro in una fabbrica

Roma. Per un immigrato è potenzialmente più facile integrarsi in Emilia Romagna, piuttosto che in Abruzzo o Puglia. Ed è più probabile ottenere le stesse opportunità socio-occupazionali di un italiano in Sicilia, piuttosto che nelle Marche. Nel 2008 gli immigrati che hanno avuto un miglior inserimento lavorativo sono stati gli indiani, seguiti da romeni, moldavi, albanesi e ucraini; i più «virtuosi», in quanto meno denunciati per reati penali, i moldavi, i romeni, gli albanesi e i cinesi. Cade inoltre il pregiudizio secondo cui con l’aumentare degli immigrati aumenta la criminalità: dal 2005 al 2008 l’immigrazione è aumentata del 45,7% mentre le denunce a carico di stranieri solo del 19,9%. È questa la fotografia dell’integrazione in Italia fatta dal Cnel, che nel VII Rapporto sugli «Indici di integrazione degli immigrati in Italia», presentato oggi a Roma, analizza il grado di inserimento socio-occupazionale degli stranieri nel 2008. Perchè, come ha affermato il presidente del Cnel, Antonio Marzano, «l’unica politica dell’immigrazione per i 5 milioni di stranieri in Italia è l’integrazione». -

CI SI INTEGRA MEGLIO IN EMILIA ROMAGNA: Sintetizzando gli indicatori sociali, al primo posto della classifica delle regioni con il più alto potenziale di integrazione c’è l’Emilia Romagna (60,82 punti in una scala da 1 a 100), seguita da Friuli Venezia Giulia (59,29), Lombardia e Lazio (57), Veneto (55,04), Trentino Alto Adige (54,48) e Toscana (50,42). Fanalini di coda, Abruzzo (38,24 punti), Puglia (37,36) e Sardegna (32,65).

Tra le province, il primato spetta a Parma (60,58); secondo e terzo posto per Reggio Emilia e Vicenza. Nella top ten non ci sono province con capoluoghi metropolitani: la prima è Verona al 12/mo posto.

PIÙ PARITÀ IN SICILIA: L’Isola è la regione che riesce a garantire maggior parità di inserimento socio-occupazionale tra italiani e immigrati, con una differenza di -0,06 punti a svantaggio degli stranieri, su una scala che va da -1 a 1. Seguono Piemonte (-0,13), Molise (-0,14), Sardegna (-0,15) e Trentino-Alto Adige (-0,16). Agli ultimi posti Abruzzo (-0,38), Marche (-0,39) e Puglia (-0,40). Enna è al primo posto delle province ed è anche l’unica in cui gli immigrati hanno più possibilità rispetto agli italiani ( 0,20); Roma è all’11/mo, Torino al 23/mo, Bologna al 27/mo, Milano al 30/mo, Napoli al 60/mo e Venezia al 98/mo.

INDIANI I MEGLIO INSERITI AL LAVORO: La collettività straniera ad aver avuto il miglior livello occupazionale è stata quella indiana. Agli ultimi posti i bengalesi e tunisini. La regione che ha registrato il maggior indice di inserimento occupazionale è la Lombardia. Seguono Toscana, Lazio e Friuli Venezia Giulia. Agli ultimi posti Umbria, Basilicata e Puglia. -

IMMIGRAZIONE NON VUOL DIRE CRIMINALITÀ: Dal 2005 al 2008, si legge nel Rapporto che elabora dati del Viminale e dell’Istat, «i residenti immigrati sono aumentati del 45,7%, mentre le denunce contro stranieri sono cresciute solo del 19,9%». In media, a carico dei nuovi venuti vi è un denunciato ogni 25 individui (esclusi irregolari e stranieri di passaggio), mentre a carico di tutti i residenti (italiani e stranieri) vi è un denunciato ogni 22. «Il fatto che il 70% delle denunce è a carico di irregolari - ha sottolineato, Luca Di Sciullo, ricercatore Idos - impedisce di calcolare il tasso di devianza degli stranieri rapportandolo a quello dei residenti immigrati perchè risulta sovradimensionato».

I MOLDAVI I MENO DENUNCIATI: Tra la percentuale delle denunce penali a carico dei moldavi e la percentuale dei connazionali residenti in Italia vi è una differenza di 9,6% a favore di quest’ultima. Tra i meno denunciati anche i romeni (-6,5%), gli albanesi (-4,8%) e i cinesi (-1,8%). I migranti da Marocco (3,6%), Senegal, Tunisia, Nigeria ed Egitto totalizzano invece il 29,6% delle denunce contro stranieri, anche se i soggiornanti corrispondono a solo il 18,7% della popolazione straniera.

commenti - 3

  • 1
pagine
2
di
15
1Beppe_da_Lugagnan - 13/07/2010 17:36

IMMIGRAZIONE NON VUOL DIRE CRIMINALITÀ: Le statistiche dell'anno scorso mettevano i filippini in testa ai più puliti. Avevano dei valori migliori a quelli di noi stessi italiani. Che fine hanno fatto?

2cabiria11 - 13/07/2010 12:28

Verona non può proprio essere...basta viverci, sugli autobus, per strada, per gli affitti, per le panchine nei giardini, per l'accanimento contro i Kebab, per gli editti di Tosi, per il clima ostile che il linguaggio (b)anale della Lega ha creato anche qui trasformando la puerile paura del diverso in "cultura" istituzionale, quella che ci rappresenta, ahimè, ricchi e trogloditi (miscela orrenda) agli occhi del mondo più civile che prende atto che la razza umana è unica e che le differenze sono risorse, ancorché nel rispetto delle leggi del Paese ospitante.

3domecitte - 13/07/2010 11:10

un mese fa l'Università Bocconi aveva pubblicato uno studio dal quale risultava che le città con il miglior tasso di integrazione erano Verona e Treviso, adesso secondo il Cnel sono Parma e Reggio Emilia....non è che magari ogni istituto fa gli studi a seconda di come gli fa comodo?

pagine
2
di
15
  • 1

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.