Pesata per anni a scuola, minaccia il suicidio

IL CASO. La denuncia è contenuta nella lettera dei genitori al dirigente dell' istituto, a quello dell'ufficio scolastico provinciale, Pontara, e regionale, Palumbo. Una ragazzina di terza media è caduta in depressione e non è stata ammessa all'esame finale. L'insegnante di ginnastica giustifica il proprio operato
14/07/2010
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Per una ragazza delle medie la pesatura davanti ai compagni è diventata un incubo

«Le persone non si pesano ma si rispettano»: è una delle frasi che una coppia di genitori veronesi ha scritto in una lettera indirizzata al dirigente scolastico di una scuola media veronese, ma anche al dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontara e a quello dell'ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo.
La lettera, che segue un incontro con il dirigente dell'istituto, è ovviamente firmata ma omettiamo i riferimenti alla famiglia, come anche dell'istituto, per non rendere riconoscibile la protagonista di questa storia. La chiameremo Laura, una tredicenne che da sempre combatte con la ciccia in più e con le difficoltà di accettazione di se stessa che questa situazione comporta. «A dicembre Laura torna da scuola in preda a una crisi di pianto: "Non ce la faccio più, dice tra le lacrime, il prof di ginnastica mi pesa davanti a tutti», racconta il padre. Il giorno dopo la madre va a scuola e chiede spiegazioni all'insegnante che, sempre secondo i genitori, difende il suo metodo di verifica del corretto sviluppo dei ragazzi. «Da allora inizia il calvario: Laura va a scuola ma la mattina sta tanto male da costringere gli insegnanti a chiamarmi per andarla a prendere. Lamenta dolori addominali, malesseri che mi costringono in più di qualche occasione a portarla al pronto soccorso. Gli episodi si ripetono», racconta il padre, «ed iniziamo uno screening completo sottoponendo Laura ad esami su esami. Va avanti così, tra assenze da scuola di quasi 40 giorni, per circa tre mesi. Gli accertamenti diagnostici non evidenziano alcunché e i vari specialisti, medici ospedalieri che consulto privatamente, concludono praticamente all'unisono, parlando di problema psicologico. Così mi rivolgo ad un neuropsichiatra infantile: Laura inizia i consulti ma anche una terapia antidepressiva che comincia l'ultimo mese di scuola».
I genitori raccontano di un miglioramento generale di Laura, che riprende a frequentare, anche se con minor assiduità ed entusiasmo, le associazioni da cui si era allontanata. Rientra a scuola e tenta di recuperare le lacune: «Aveva chiuso il primo quadrimestre con due insufficienze, e dopo tante assenze lei stessa si era posta il problema di superare l'esame di terza media».
Tre giorni prima della pubblicazione degli scrutini, sempre stando al racconto dei genitori, la dirigenza scolastica li contatta chiedendo cosa stia succedendo alla ragazza. «Passano tre giorni e Laura apprende di non essere stata ammessa all'esame da un sms di un compagno. Lei risponde con due parole: mi uccido. Fortunatamente il suo compagno avvisa la madre che ci contatta subito». Laura si barrica in camera sua tra digiuno totale e rifiuto di mettere il naso fuori dalla porta. «Solo qualche giorno dopo trova la forza di parlare. Piange, e torna ancora sulla pesatura davanti ai compagni. È allora che racconta che questa è stata la prassi per tutti e tre gli anni della scuola media», dice il padre. «Solo allora scopro», racconta, «che anche qualche altro genitore non condivide le scelte dell'insegnante di ginnastica mentre qualche docente dice di aver interpretato il cambiamento di Laura alla luce del profitto scolastico non brillante». Piano piano Laura, proseguendo il suo cammino con il neuropsichiatra, comincia a stare meglio: parla della scuola che vuole finire ma in un altro istituto. «Non eravamo a conoscenza di quello che succedeva nelle ore di ginnastica, e non è perché Laura non è stata ammessa che abbiamo voluto raccontare la vicenda, anche se crediamo che la possibilità le poteva essere concessa», dicono i genitori. «Vogliamo richiamare l'attenzione di chi ha scelto l'insegnamento sul fatto che davanti ha delle persone. Per qualcosa che definiremo leggerezza, oggi ci troviamo con una ragazza psicologicamente distrutta. A scuola si presta tanta attenzione alla didattica, ma forse poca alla persona e la cosa è ancor più grave per questa fascia di età».
Ma c'è anche un altro aspetto: «La pesatura, pubblica per di più, appare del tutto estranea alla materia di insegnamento e comunque costituisce un atto illecito, visto che incide sulla sfera privata delle persone», rimarca il padre di Laura. E chiude con una riflessione per tutti i genitori: «Siate più attenti. Segnalate quel che accade nelle scuole, solo così si può ricordare agli insegnanti il loro ruolo anche educativo». Il dirigente della scuola non commenta: «Ho preso atto della segnalazione della famiglia ma ammetto che non sapevo nulla delle iniziative del docente di ginnastica; comunque il presupposto è che sia stato fatto con un intendimento positivo. Mi confronterò con l'insegnante: va fatta una valutazione nella prospettiva dei prossimi anni scolastici». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Dalli Cani


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1 alia00 20/07/2010 20:30 1 commenti

Accadeva anche a me lo stesso, nel lontano 1994. Ero solo un po' robusta (1.61 x 63), ma tanto bastava ai miei compagni per rincarare in palestra la dose quotidiana che gia' avveniva in aula. I dati di peso e altezza venivano dichiarati ad alta voce e trascritti da un'alunna addetta su un'apposita tabella. Risultato? Due anni di anoressia. Poi 70 kg. Oggi normopeso depressa e con autostima sottozero. Oggi per fortuna se ne parla, allora appariva tutto normale, non c'era internet, non se ne discuteva, il bullismo era una paranoia delle vittime. Ancora La ringrazio, Esimio Prof. G. P.

2 distefi 15/07/2010 14:14 5 commenti

Chiedo scusa se reinvio lo stesso messaggio....ma non vedendolo pubblicato penso non sia pervenuto. Per Beppe_da_Lugagnan ....Grazie. Personalmente ,mi sento ancora troppo coinvolta per riuscire a fare un'analisi lucida e distaccata come la sua. Come ho già detto nostra figlia l'avevamo pure esonerata...ma come ho spiegato non è stato così che abbiamo potuto risolvere il problema. Faccio presente che proprio questa decisione dell’esonero era stata molto sofferta ..dato che eravamo consapevoli che così facendo avremmo privato nostra figlia di qualcosa a cui aveva diritto. Purtroppo in quel frangente sembrava tuttavia la cosa più “indolore per la ragazza”. Spero tanto che si possa arrivare ad una sentenza sull’argomento in maniera tale che certe iniziative da parte di alcuni docenti privi di sensibilità e scrupoli possano essere stroncate sul nascere. Che non si possa più tirarla per le lunghe….opinare che si tratta di educazione alimentare e altre baggianate simili. Grazie a queste scuse una ragazzina ha dovuto pubblicamente salire sulla bilancia CONTRO LA SUA VOLONTA’ per tre anni. Cosa ne pensano di ciò i sostenitori della buona fede del prof? Non importa se un adolescente può essere più fragile di un altro: un insegnante deve adoperarsi affinché TUTTI possano frequentare il più possibile serenamente le lezioni…. A MAGGIOR RAGIONE le ore di educazione fisica! … un momento di sano svago! Due ore alla settimana.:-) tante sono le ore di questa disciplina in una classe di scuola media E in due ore alla settimana un piccolo prof di educazione fisica, con probabilmente solo un misero diploma ISI si improvvisa Pediatra, Nutrizionista…o che altro? Ma fatemi il piacere, che si pesassero le loro frustrazioni e complessi…nonché la loro quantità cerebrale.

3 patriziatsn 15/07/2010 13:25 343 commenti

Sig.ra giusi143, sono convinta che nessun ragazzino, per quanti problemi possa avere, non avrebbe necessità di ricorrere ad uno psicologo per il fatto di venir pesato una volta all’anno. Il padre della ragazzina, in una parte dell’intervista dice: “Non eravamo a conoscenza di quello che succedeva nelle ore di ginnastica”… questo lascia presupporre che la pesata fosse molto più frequente di una sola volta, e pure il fatto che altri genitori non condividessero le scelte dell’insegnante… una pesata ad inizio anno la puoi condividere o no, ma non crea alcun problema… una pesata a settimana, moltiplicata per 3 anni, credo metterebbe in crisi anche chi di problemi psicologici non ne ha.

4 Beppe_da_Lugagnan 15/07/2010 12:36 1871 commenti

Per giusy143: Gentile signora, mi piace molto il suo lungo commento perché spinge a ribatterla. Mi lasci citare le Sue frasi che mi hanno colpito di più. "…forse vi rendereste conto che probabilmente quella ragazzina già soffriva di problemi psicologici legati alla non accettazione di se stessa". Bene, rincariamo la dose! Invece di aiutarla diamole l'ultima mazzata! Se quella bambina aveva dei problemi, anche se con i coetanei, un buon insegnante avrebbe saputo aiutarla. Lei dice ancora: "...avrebbe potuto benissimo essere esonerata dalle ore di ginnastica". Scherziamo? Esonerare la ragazza perché il professore ha un problema? Risolviamo il problema, mia cara! Nei paesi civili l'istruzione è un diritto e se l'ora di ginnastica serve, deve servire a tutti, a chi vuole ed a chi può. L'esonero è per chi non vuole (motivo religioso, per esempio: io non faccio vedere le gambe) e chi non può (io le gambe non ce le ho). Vedo che anche Lei non condivide il signore insegnante, ma presumendo la sua buona fede lo scusa. Dovrebbe essere un professionista e non lo è stato: che cosa vuol dire "come risulta nel nuovo articolo di oggi si tratta della prima volta, di un’eccezione ben specifica!" vuol dire che non si può incolpare chi sbaglia per la prima volta? Stando alla sua logica, domani potrei uccidere qualcuno, ma, dato che è la prima volta, la cosa rientrerebbe nella normalità, sarebbe scusabile. Stimo e rispetto i giornalisti de l'Arena e mi permetto di criticarli quando l'informazione è insufficiente, affrettata o vaga, ma questa volta non lo era sicuramente. La Sua volontà di aprirci gli occhi è lodevole: grazie, ma anche qualcuno di noi ha avuto delle esperienze di vita forti e, per esempio io, la vedo molto diversamente da Lei. Siamo su di un blog e la critica è permessa. Penso che quell'uomo abbia sbagliato, non invoco l'ergastolo, ma che gli si dia data un'altra possibilità, dopo la dovuta raddrizzata. Termino aggiungendo che un caso estremo come Adolf Hitler era continuamente maltrattato dal padre e si è anche arrivati a supporre che fosse il frutto di un corno della madre col suo datore di lavoro, un medico ebreo. Io non ho la minima compassione per quell’uomo, ma ho tanta ammirazione per chi, nonostante le proprie sofferenze riesce a dare agli altri amore e stima in se stesso. Trovo nobile anche il gesto di mikelino che difende un collega. Ripeto, stiamo parlando di una ragazza, non di un insegnante, che stava arrivando al suicidio. E’ perfettamente inutile incolpare alla famiglia: Conosco il problema per averlo vissuto in casa di amici intimi. Questo modo di pensare è una sberla in faccia ai parenti dei morti. Anche voi insegnanti dovete fare il vostro lavoro a regola d’arte. Fatelo e, tra gli effetti benefici, ci saranno meno suicidi.

5 giusy143 15/07/2010 11:17 4 commenti

Per Patriziatsn: ha per caso letto o sentito da qualche parte che il docente pesava la ragazzina ogni lezione? se così fosse allora le darò ragione! ma penso proprio che il docente fosse solito pesare gli alunni una volta all’anno come fanno la maggior parte degli insegnanti di ginnastica. Sono assolutamente d’accordo con Mickelino, che è riuscito a spiegare meglio di me quello che intendevo dire con quella frase: ovvero che i genitori della ragazzina si sarebbero dovuti accorgere ben prima di questo fatto che la loro figlia aveva dei problemi di non accettazione di se stessa che si sarebbero manifestati in ogni caso e non solo perché il professore la pesava! credo anch’io che avrebbero dovuto prendere prima contatto con la scuola, già dalla prima volta che la figlia era stata pesata, in modo da risolvere questa situazione in modo civile, senza creare tutto questo scompiglio inutile. In questo modo il professore sarebbe sicuramente intervenuto in modo professionale e non sarebbe successo tutto quello che invece si è verificato.

6 patriziatsn 15/07/2010 09:29 343 commenti

per giusy143: riporto una parte del suo scritto: "probabilmente quella ragazzina già soffriva di problemi psicologici legati alla non accettazione di se stessa e che in ogni caso si sarebbero manifestati con il rifiuto di farsi vedere in pubblico o a scuola, soprattutto perché i bambini a quell’età sanno essere molto più cattivi di quanto si possa pensare nei confronti dei compagni più deboli (ricordo bene le prese in giro che riceveva ogni giorno quella mia compagna da tutti i ragazzini della scuola) e sicuramente anche quella ragazzina veniva già derisa dai compagni ancor prima che il professore la pesasse". Secondo lei un professore non riesce a capire tutto questo??? E una volta capito, con un facile ragionamento, poteva anche capire il disagio di questa poveretta... se già aveva realmente un problema di non accettazione, perchè umiliarla ancora di più??? E dato che sappiamo tutti come possano diventare cattivi i ragazzini nei confronti dei più deboli, non poteva capirlo anche il professore che pesarla ad ogni lezione equivaleva ad infierire???

7 mickelino 15/07/2010 09:12 2 commenti

Buongiorno, io sono un giovane professore di matematica di un centro di formazione professionale, nonché allenatore di una squadra giovanile di pallavolo. Dalla mia esperienza posso in effetti evidenziare che il problema le peso nei ragazzi di quell'età sia abbastanza rilevante. Per ovvi motivi io mi trovo ad eseguire ogni anno test fisici sui ragazzi che partecipano ai miei allenamenti, e ricordo bene un caso di un ragazzino che mi ha esperssamente chiesto di non rivelare il suo peso agli altri compagni. Io ho ovviamente acconsentito e la questione non ha avuto seguito. Osservo inoltre che ho comunque spesso a che fare con ragazzi sovrappeso, ed è mio dovere come loro allenatore informarli che le loro condizioni fisiche possono comportare problemi anche gravi di salute. Nel caso del professore di questo istituto come docente sono sicuro della sia buona fede anche perché come già fatto osservare, questo episodio si è verficicato solo nei confronti di questa ragazzina, e non è una prassi razzista alla "Full Metal Jacket" con lo scopo di umiliare i ragazzi. Quello che a mio avviso è mancato è stata la comunicazione scuola-famiglia, elemento fondamentale nell'educazione di un figlio e molto spesso ignorata da parte dei genitori. Sicuramente il docente avrebbe dovuto capire che la ragazzina in questione aveva dei problemi nell'accettarsi per quello che era, ma dall'altra parte credo anche che i genitori abbiano avuto tutto il tempo per accorgersi che qualcosa nella figlia stava cambiando. Avrebbero dovuto a mio avviso contattare la scuola tempestivametne e chiarirsi con il docente, il quale sono sicuro sarebbe intervenuto in maniera professionale. Ossevo inotre che il tempo che passava il docente con quella classe e quindi con la ragazzina era al massimo di un paio di ore a settimana, mentre quello che passano i genitori tutti i giorni con i figli è molto di più. Al primo sintomo di disagio, ripeto, avrebbero dovuto intervenire e non laciare passare un anno intero e mandare la loro figlia TREDICENNE da una spicologa. Forse ho usato toni forti, ma non dobbiamo dimenticarci che i primi ad educare e formare i nostri figli siamo noi genitri, e che non possiamo sperare purtroppo che nel mondo saranno sempre protetti come lo sono in casa nostra. Dobbiamo pian piano formarli e lasciarli affrontare le loro prove, aiutandoli da dietro le quinte senza perdeli mai di vista. Michele

8 distefi 14/07/2010 21:12 5 commenti

...ma ve li ricordate i tempi incui si diceva: "mai chiedere l'età ad una donna..." ? Figuriamoci chiederne il peso:-) Eh, certo ma con i bambini è facile fare i prepotenti...è facile metterli in difficoltà:-) Ai docenti che formano i nostri ragazzi andrebbero fatti periodicamente dei test psicologici, quindi poi abilitarli alla professione, se idonei!

9 distefi 14/07/2010 20:24 5 commenti

Il docente che ora si trova in questa "spiacevole situazione" ...è lo stesso che ha messo per tre anni quella ragazzina ...in quella spiacevole situazione. Non credo assolutamente alla favola che nessun'altro ha manifestato insofferenza alla pesatura: falsità dettate da codardia, lecchinismo (genitori) e spirito di corpo.(colleghi del prof.) Che terribile dejà vu:-(((

10 giusy143 14/07/2010 19:26 4 commenti

Non era assolutamente mia intenzione criticarla, sono certa che lei sta solo facendo il suo lavoro, come probabilmente faceva anche quell’insegnante che ora si ritrova in questa situazione spiacevole. Capisco che tante persone non la pensino allo stesso modo ma ci tengo a sottolineare ancora una volta che non si puo generalizzare su un fatto come questo senza sapere esattamente come sono andate le cose. Io stessa da esterna non riesco a trovare un filo logico tra il disagio della ragazzina (che avrebbe potuto benissimo essere esonerata dalle ore di ginnastica) e la sua non ammissione agli esami con la conseguente minaccia di suicidio. Mi sembra abbastanza esplicito che i genitori stiano cercando di far ricadere la colpa di tutto ciò sul docente, ma se quest’ultimo fosse stato veramente un insegnante così pessimo e privo di scrupoli penso che si sarebbero verificati ben altri casi di disagio, ma come risulta nel nuovo articolo di oggi si tratta della prima volta, di un’eccezione ben specifica! (Risponde la giornalista: «L'analisi la lascio evidentemente a lei e ai lettori che, come lei mi conferma, oggi hanno avuto ulteriori elementi per costruirsi, sulla vicenda, una propria opinione». Paola Dalli Cani). Paola Dalli Cani

11 distefi 14/07/2010 17:32 5 commenti

Non conosco le dinamiche della "pesata pubblica" di questo genio di Verona. Posso serenamente asserire che il nostro caro prof di educazione fisica a Varazze era BEN CONSAPEVOLE del disagio di alcuni. Mia figlia, esonerata, è stata obbligata a presenziare alle sue lezioni per tutto il secondo quadrimestre, pena il non classificato in pagella e la conseguente probabile bocciatura. Ovviamente lui pesava… e ovviamente i compagni ogni volta incitavano affinché venisse pesata mia figlia… Nell'ultimo giorno di scuola, DICO L'ULTIMO, questo signore ha pesato tutti quanti e, gli occhi fissi sulla mia stella, ha sentenziato che il prossimo anno (terza media) tale pratica verrà inserita come…”complemento” di esame (!!!) Non ho parole per definire questa persona, dico solo che coloro che hanno il compito di formare i nostri ragazzi dovrebbero essere prima di tutto LORO ad andare in analisi …e di conseguenza eventualmente abilitati.

12 Beppe_da_Lugagnan 14/07/2010 16:29 1871 commenti

Bravo distefi, solidarietà e complimenti da parte mia.

13 distefi 14/07/2010 14:23 5 commenti

Scrivo da Varazze , provincia di Savona. Sfortunatamente anche mia figlia ha avuto la sventura di avere un professore come questo. La nostra battaglia noi alla fine l'abbiamo vinta... ma nostra figlia ha trascorso un intero anno scolastico nel più profondo sconforto ed emarginazione.... oltre a veder penalizzato fortemente anche il suo rendimento scolastico di quell’anno . Ha faticato non poco a riacquistare la propria autostima!. E questo per l'incompetenza del professore (...) e dell'allora dirigente scolastica (...) che non ha saputo minimamente gestire il problema. Un anno intero signori...per far smettere quell'assurda pratica....e un anno trascorso subendo pure (!) i commenti idioti di colleghi docenti : "i miei figli erano cicciottelli ma si sono sempre fatti pesare!" e quelli forse ancora più idioti di certi genitori: "mio figlio è magro e non ha problemi a farsi pesare...." e ancora, detto da una madre PSICOLOGA(!) "anche mio figlio, sovrappeso, patisce questa cosa....ma vogliamo restarne fuori...." (!!!!!!) In un anno abbiamo fatto di tutto e di più , ma il nostro malessere rimbalzava contro il muro di gomma di Dirigente e Corpo Docente! Non ci siamo arresi, abbiamo lottato con ogni mezzo compreso dare ad un quotidiano input affinché lanciasse l’allarme. Criticati e disapprovati dal popolo somaro abbiamo avuto la meglio solo con l’intervento del Difensore Civico. La provincia ci ha informati delle sanzioni disciplinari al professore che è stato anche rimosso dalla sezione frequentata da nostra figlia. Non ha più pesato nessuno.

14 giusy143 14/07/2010 12:00 4 commenti

Si fa presto a giudicare senza sapere e a dare ad una persona del narcisista senza sapere l’altra faccia della medaglia. Nemmeno io sinceramente condivido l’abitudine del docente di pesare gli alunni, ma questo non mi impedisce di pensare che magari l’abbia fatto in buona fede e non per deridere gli alunni in sovrappeso e farli sentire inferiori (visto che nell’articolo non sta scritta una cosa del genere ma l’avete interpretata voi in questo modo). Anche il mio professore delle medie era solito pesarci e misurare la nostra altezza i primi giorni di scuola semplicemente per vedere come ci eravamo sviluppati da un anno all’altro e senza mai mettere in imbarazzo nessuno. Ma una mia compagna di classe con gravi problemi di sovrappeso non è caduta in depressione per questo motivo. Se provaste ad analizzare questa storia in modo un po’ più obiettivo forse vi rendereste conto che probabilmente quella ragazzina già soffriva di problemi psicologici legati alla non accettazione di se stessa e che in ogni caso si sarebbero manifestati con il rifiuto di farsi vedere in pubblico o a scuola, soprattutto perché i bambini a quell’età sanno essere molto più cattivi di quanto si possa pensare nei confronti dei compagni più deboli (ricordo bene le prese in giro che riceveva ogni giorno quella mia compagna da tutti i ragazzini della scuola) e sicuramente anche quella ragazzina veniva già derisa dai compagni ancor prima che il professore la pesasse. Con questo non voglio giustificare l’insegnante, ma solo invitarvi ad aprire gli occhi e a risparmiare tutta questa cattiveria gratuita nei confronti di una persona che probabilmente ha sempre fatto il suo mestiere al meglio e che probabilmente ora sta pagando nel peggiore dei modi per aver commesso un errore. Sì perché ricordo che siamo umani… e quella dell’insegnante è una delle professioni più difficili e delicate in cui è purtroppo facile sbagliare, vista la fascia di età dei ragazzini in piena fase di crescita. Vorrei anche aggiungere che i genitori di questa ragazzina avrebbero potuto risolvere la situazione in modo diverso, senza scaricare tutta la colpa della depressione della figlia su terzi. Dovrebbero piuttosto riconoscere che si tratta di una bambina più fragile di altre, che avrebbe sicuramente avuto gli stessi problemi al di fuori degli episodi della pesatura da parte dell’insegnante. Non si tratta di insensibilità, ma semplicemente di saper vedere le cose in modo obiettivo, perché si fa presto a giudicare una storia, probabilmente montata da chi ha scritto l’articolo, lanciando malignità senza sapere veramente qual è la verità. E soprattutto si fa presto a cercare un capro espiatorio per scaricare i propri problemi sugli altri anziché concentrarsi per risolverli al meglio. (Risponde la giornalista che ha scritto l'articolo: Per quello che mi riguarda non ritengo di «aver montato» alcunché; casomai ho registrato un fatto, senza commentarlo, e dando alla «controparte» la possibilità di dire la sua. Non è il giornalista a dare addosso al professore; casomai la famiglia che solleva il problema: in più passaggi mi darà atto che ho chiarito come la ricostruzione dei fatti sia quella di chi lamenta un problema e che io stessa ho chiamato in causa il dirigente dell'istituto, figura legittimata a parlare in nome e per conto dell'istituzione scolastica. Che il problema ci sia o meno, che la ragazza in questione possa avere alle spalle altre situazioni che abbiano giocato come concausa all'epilogo della sua condizione psicologica, credo non stia a me accertarlo. Del resto anche il professor Pajno Ferrara, che ho interpellato per avere un parere professionale, si è giustamente limitato a intervenire su un piano generale. Converrà con me che lei e gli altri lettori, con l'articolo uscito in data odierna abbiate la più ampia possibilità di leggere anche, per così dire, «criticamente» il fatto sul quale, ribadisco, il giornalista non entra nel merito. Se solo lo avesse ritenuto opportuno, il docente in questione avrebbe potuto dire la sua: nessuno censura la sua decisione di rinviare un suo eventuale intervento; è pienamente libero di farlo ma va sottolineato che se ci fosse l'intento malevolo da parte di chi scrive, ovviamente non si sarebbe garantita a nessuna voce fuori dal coro la possibilità di intervenire. La ringrazio del suo intervento che ritengo prezioso in vista di un possibile sviluppo della vicenda. Paola Dalli Cani)

15 Beppe_da_Lugagnan 13/07/2010 17:27 1871 commenti

E' un argomento difficile da comprendere quello della gestione del sovrappeso. E' difficile capire se stessi e tanto più è difficile capire gli altri. Mi sono appena rivisto dopo uno shooting e non mi piacevo, ma alla mia età il problema è diverso. Solo un mona, censuratemi per cortesia se serve, può affrontare un caso simile pesando un'adolescente davanti ad una squadra eterogenea qual è una classe scolastica. Anche l'insegnante è un estraneo per i ragazzi e solo un narcisista cerebroleso non può arrivare intellettualmente al fatto che un'adolescente difficilmente sa reagire in maniera corretta a un'occorrenza simile. Prego quel signore di prendere sul serio le nostre critiche: Non esistono solo il suo pensiero, il suo fisico asciutto e il suo orgoglio. Con un po' di modestia si deve prendere del tempo per studiare come affrontare i singoli casi. Non deve nemmeno fare lo struzzo e ignorare i problemi futuri, ora che viene attaccato. Deve essere professionale, se crede che per incassare uno stipendio si debba fare qualcosa.

16 SILVIA62 13/07/2010 16:22 5 commenti

Concordo pienamente con Cabiria11..se fosse mia figlia (posto che non sono mamma) e avendo la possib ilità economica, mi rivolgerei ad un avvocato per valutare se è il caso di denunciare il docente e di portarlo davanti ad un Giudice...sarei veramente cattiva... C'è comunque da dire che purtroppo viviamo in un mondo dove ciò che conta è solo l'apparenza e l'aspetto estetico, pertanto è piuttosto facile che episodi (incresciosi) come questo si verifichino...

17 cabiria11 13/07/2010 12:53 458 commenti

Quel docente è da licenziare in tronco, buonafede o meno. Se non riesce a capire che il suo comportamento umilia inutilmente un'adolescente, deve trovar lavoro altrove. Nell'allevamento di suini, ad esempio, dove il peso è più importante che a scuola. Prima di essere insegnanti ed alunni, si deve essere persone rispettose.

18 la_sputasentenze 13/07/2010 12:04 517 commenti

Pure io sono stata pesata ogni anno davanti ai miei compagni di classe alle medie e, nel mio caso, dalla pesata dipendeva addirittura il voto di partenza dell'anno scolastico...TREMENDO! Purtroppo capisco alla perfezione i sentimenti della ragazzina in questione. In un'età in cui si è insicuri, psicologicamente deboli e spesso sovrappeso o sottopeso trovo questa cosa di una stupidità senza limite! @PaoloMudanda: sempre facile parlar dei fioi de quei altri, era?

19 PaoloMudanda 13/07/2010 11:32 377 commenti

Ricordo che è sempre possibile chiedere di essere esonerati dalle lezioni di educazione fisica

20 patriziatsn 13/07/2010 11:27 343 commenti

intendimento positivo?? facendo vergognare la poveretta davanti a tutta la classe???

21 cercaleo 13/07/2010 11:13 149 commenti

Solo una persona demente non arriva a cogliere il disagio che può provare un ragazzino/a di fronte a certe situazioni. Ma ci vuole tanto?

22 olicla 13/07/2010 10:13 1863 commenti

e dove la mettiamo la normativa sul trattamento dei dati sensibili, che ci viene imposta a tutti pena pesantissime sanzioni penali?

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