L'arte e l'aria condizionata,
musei e chiese fanno il pieno

ESTATE ROVENTE. A Castelvecchio importante aumento di presenze. Gli edifici sacri ricercati per la frescura naturale

Turisti a caccia di cultura per refrigerarsi. Non mancano le critiche per il paesaggio deturpato con Tir, scenografie e pannelli pubblicitari in piazza Bra e piazza Erbe
05/07/2010
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Il solleone ha spinto turisti e non a cercare refrigerio nei luoghi d’arte. Alcuni visitatori all’ingresso del Museo di Castelvecchio FOTO MARCHIORI

Verona. Fa caldo. Troppo caldo. Lo soffrono i veronesi e lo patiscono anche i molti turisti che ieri però non hanno ceduto al solleone ed hanno comunque voluto visitare le bellezze della città. Riparati sotto cappelli di paglia a maglia larga, bevendo litri d'acqua e rinfrescandosi mani, capelli e piedi alla fontana di Madonna Verona, in barba all'ordinanza comunale che lo vieta, hanno preso d'assalto il centro storico, i suoi musei e le sue chiese.
«Il caldo è davvero insopportabile ma abbiamo prenotato questa vacanza da tempo e non abbiamo voluto perderci il tour della città e soprattutto il balcone di Giulietta», spiega un arzillo sessantacinquenne inglese, ieri in centro storico insieme ad una comitiva di coetanei tutti provenienti da una cittadina vicino a Bristol.
MUSEI E CHIESE. I primi gruppi di turisti hanno inziato il giro degli scorci più belli e suggestivi della città verso le 8.30 della mattina. Avanzando con le ore, un refrigerio dal caldo soffocante, molti turisti l'hanno trovato dentro i musei e le chiese del centro storico. I primi per i locali climatizzati, le seconde per il fresco naturale che spesso riesce a conservarsi all'interno delle loro spesse mura. «Negli ultimi giorni l'affluenza è stata alta e costante», spiegano dalla cassa del museo di Castelvecchio. «Circa l'80% dei visitatori è straniero: si tratta per lo più di turisti tedeschi e inglesi ma ci sono anche molti spagnoli e americani».
LE METE PIÙ GETTONATE. La nostra città piace e molto. Ad incuriosire i turisti stranieri sono sì l'Arena e la Casa di Giulietta ma molti dichiarano di essere affascinati anche dalle viette e dai vicoli più stretti e caratteristici del centro storico, dalle piazzette minori, dalle passeggiate sui lungadige della riva interna delle mura. Percorsi "alternativi", irresistibili sono le zone della Cadrega e via Sottoriva. Molto gettonata è anche la vertiginosa visita sopra la Torre dei Lamberti. Non solo turisti: ieri dal tardo pomeriggio in poi, hanno sfidato il caldo anche molti fan, veronesi e non solo, di Dalla e De Gregori che si sono messi in coda sotto il sole per guadagnare i posti migliori in Arena.
PAESAGGIO DETURPATO. Una nota negativa, però, è quella dell'affollamento nelle piazze maggiori. Non di gente ma di «presenze» che di fatto oscurano il paesaggio e difficilmente si riescono a tagliar fuori dalle foto ricordo. Piazza Bra era occupata dalle scenografie areniane fin davanti alla scalinata di Palazzo Barbieri. Verso via Mazzini, a rovinare la visuale era invece una struttura pubblicitaria. In piazza Erbe, sono state le tensostrutture di un'altra iniziativa, per altro pregevole e volta alla valorizzazione della frutta veronese, a nascondere il panorama. E a rovinarne il fascino, soprattutto in una domenica in cui disadorna dei tradizionali banchetti avrebbe potuto mostrarsi in tutto il suo splendore. Emblematico inoltre l'episodio accaduto a un gruppo di turisti tedeschi, una comitiiva di ingegneri costruttori di aeroplani provenienti da Monaco e Hannover, che dopo l'opera si sono gustati un'ottima, e salata, cena sul Liston. Nel prezzo dei locali che si affacciano sulla piazza oltre al buon servizio e alla qualità è compreso, si sa, anche la splendida vista. Oscurata però, come riportano gli stessi turisti, dal via vai di camion che già iniziavano ad allestire per il concerto di ieri sera, «rovinando cena e paesaggio».

Ilaria Noro




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