Un'Arena per Rod Stewart
il «leone» del rock inglese
L'EVENTO. Stasera l'unica data italiana della tournée che celebra l'ultimo discoIn scaletta i brani di «Soulbook», rilettura di alcuni classici del pop afroamericano degli anni 60-70
Verona. Mentre la sua ex band, i Faces, sta pensando di tornare a esibirsi senza di lui (a sostituirlo, in questa impresa impossibile, ci sarà Mick Hucknall il rosso dei Simply Red), il "vecchio leone" del rock inglese, Rod Stewart, continua il suo Soulbook tour 2010 e non se ne cura. Stasera (alle 21) sarà in concerto in Arena per l'unica data italiana della tournée che celebra il suo ultimo disco, Soulbook, rilettura di alcuni classici della musica soul anni '60-'70. Per Rod si tratta della riproposizione di brani che per lui rappresentano veri e propri libri di testo.
Il giovane Stewart degli anni '60, infatti, prima di conoscere la fama con i Faces e poi come solista, imparò a cantare apprendendo il fraseggio da Sam Cooke, la grinta da Otis Redding, la potenza da Wilson Pickett e la sensualità da James Brown. Oltre a brani soul, la scaletta del concerto di stasera sarà formata dagli hit di Rod, tra i quali non mancheranno (presumibilmente) Tonight's the night, Hot legs, Forever young, Downtown train di Tom Waits, You wear it well, Rhythm of my heart, Some guys have all the luck, Young turks, It's the same old song, Maggie may e Have I told you lately that I love you di Van Morrison.
Tra le chicche, una versione elettrizzante di Sweet rock and roller di Chuck Berry. Dicono anche che non abbia perso l'abitudine di calciare verso il pubblico una serie di palloni autografati, in onore della sua passione per il football. Tra i componenti della sua band, spicca la bionda saxofonista Katja Rieckermann e la nuova vocalist, Lorelei McBroom, già in tour con i Pink Floyd e i Rolling Stones. I presupposti di una notte di grande spettacolo ci sono tutti. G. BR.
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