Cani, il patentino è un aiuto
per comprenderli meglio

BENESSERE ANIMALE. In Gran Guardia convegno sulle novità introdotte dal provvedimento voluto dal sottosegretario


Francesca Martini: «Essere proprietario significa avere delle responsabilità». In calo gli abbandoni. Corsi con le Asl
14/06/2010
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Un momento del convegno «Educare l’uomo per educare il cane» FOTO MARCHIORI

Verona. Educare l'uomo per educare il cane. E questa la "rivoluzione Martini", come è stata ribattezzata la l'ordinanza voluta dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Se ne è parlato nel convegno promosso dall'associaizone gruppo cinofilo Verona onlus che si è tenuto alla Gran Guardia. La "legge Martini" dopo avere abolito le cosiddette "black list" delle razze più pericolose oggi prevede un patentino per quanti desiderino avere per compagno un cane. Non è obbligatorio, salvo per i per i cani cosiddetti impegnativi e morsicatori, ed è gratuito. Ma i medici veterinari, coinvolti in una rete, la prima, che riguarda tutti i professionisti che hanno a che fare con gli animali e le associazioni, possono invitare i proprietari di cani "poco educati" a conseguirlo. Insomma non solo cani di grosse taglie, anche i medi e i piccoli.
Il sottosegretario Martini nel suo intervento non ha nascosto di avere notato grosse differenze, tra il sud ed il nord d'Italia, differenze che si manifestano nella gestione dei canili, nella poca considerazione degli animali, nel randagismo. Non ha nascosto di avere avuto a che fare con sindaci che non capivano che la responsabilità per la salute pubblica di chi governa la città non si limita solo agli esseri umani, ma anche agli animali. Insomma, la "rivoluzione Martini" parte proprio dalla base e si sofferma sul diritto alla vita di ciascun essere vivente. Ed è per questo che l'intera platea ha apprezzato il suo intervento, accompagnato anche da un video che riguarda la task force messa in campo dal sottosegretario veronese per la tutela degli animali di affezione e la lotta al randagismo. «Il ministero alla Salute ha aperto le porte ai professionisti che amano gli animali e alle associazioni che li tutelano», ha detto.
A organizzare la giornata di approfondimento è stata l'associazione Gruppo cinofilo Verona onlus, che in dieci anni di attività ha messo le basi per un cambio di mentalità radicale per chi desidera un animale da compagnia. L'affermazione decisa dal ministero "proprietario uguale responsabilità" è quindi stata accolta con entusiasmo. I dati offerti da Federico Coccìa, consulente tecnico per il ministero della Salute, sottolineano che la risposta a questo principio è data dalla riduzione degli abbandoni. Al riguardo la prossima settimana Martini presenterà in Provincia la campagna contro l'abbandono.
Si è parlato di percorsi formativi organizzati dalle Ulss in collaborazione con i Comuni. Il primo nel veronese sarà ad Oppeano. Lo ha annunciato l'onorevole Alessandro Montagnoli, intervenuto anche in rappresentanza dell'Anci. Anche l'assessore comunale Federico Sboarina con il consigliere provinciale Fabio Venturi ha plaudito a questa rivoluzione dei comportamenti. Entrambi hanno ribadito il sostegno e sottolineato l'ulteriore supporto che ne verrà. L'associazione gruppo cinofilo ha quindi fatto ancora centro mettendo in chiaro quelle che sono i bisogni da colmare per la buona educazione del cane. Ora è certo, con un guinzaglio lungo massimo un metro e mezzo c'è sicurezza per l'uomo e per il cane. Le aree destinate a far correre e giocare il miglior amico dell'uomo sono necessarie e obbligatorie per legge. E raccogliere le deiezioni è segno di educazione e civiltà. L'etologo Giorgio Celli lo ha detto chiaramente: «per sapere educare bisogna conoscere e sapere decifrare anche lo sguardo del cane».A.Z.

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1girmi - 14/06/2010 10:42

Ben venga l'educazione ma se pensiamo che moltissimi non sono in grado di educare i propri figli ma delegano a scuola e ad altri enti figuriamoci per i cani!!! Moltissimi irresponsabili, ad esempio, pensano che basti un giardinetto dove si puo' "mollare" il cane e' tutto finisce li. Conseguenza di cio' sono moltissimi i cani NEVROTIZZATI che abbiano in continuazione. I cani da guardia NON abbaiano in continuazione perche' equivale ad avere un allarme che suona in continuazione. Anche i cani che stanno bene NON abbaiano in continuazione. Ma purtroppo molti sono cosi'. ABBANDONATI nel giardino di casa. Ma si sa portare il cane in montagna o sul lago costa fatica: bisogna avere la gabbia o lo spazio protetto in auto, ecc..... Ci sono gia' i bambini, i bagagli,......e allora il cane rimane a casa PENSANDO che "tanto e' in giardino". MA NON E' COSI'. Il cane si nevrotizza e diventa antisociale con i suoi proprietari e con le altre persone che potrebbe incontrare un giorno che magari scappa dal giardino. Poi ci sono quelli che parlano ai cani come se si trattasse di umani e ottengono SOLO un cane NON EDUCATO che non esegue nesssun tipo di ordine e finisce magari sotto un'auto o dentro un canale ma quello dell'antropomorfizzazione degli animali e' un altro capitolo e molto complesso.........purtroppo. Grazie.

2tom100@email.it - 14/06/2010 10:38

IO AGGIUNGEREI CHE PER EDUCARE UN CANE BISOGNA ANZITUTTO ESSERE EDUCATI NOI STESSI!... SENZA MANIE DI PROTAGONISMO!.... Tante belle regole ma nessuno le applica, vorrei vedere se le USLL locali hanno autorizzato la costruzione dei box ai privati... diamo per scontato che i cani vivono in casa MAGARI LE NORME IGIENICO SANITARIE vanno a farsi friggere visto che la pipì non la fanno nel vasino...

3robsolda - 14/06/2010 09:59

soprattutto forse servirà a quelle persone idiote che non sanno che è meglio non entrare nei campetti appositi senza chiedere il permesso al proprietario del cane che è già dentro, come è successo a me qualche sera fa. è entrata una famiglia con un rotwailler al guinzaglio, per fortuna, e un altro cagnetto. per non litigare sono uscita io, mia figlia invece si è fermata per far capire l' errore di quel gesto, e l' altro le ha dettto ( non pensavo bisognasse chiedere il permesso per entrare) , senza neanche pensare che ci potevano essere delle conseguenze visto che erano 3 maschi.

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