Napolitano nella redazione de L'Arena
«E tornerò per il vostro 150° compleanno»

«Sarà un fatto di generazioni perché vedo che per i miei nipoti ad esempio non è così. Ma io non riesco ad abituarmi al fatto che si debba apprendere ciò che accade in Italia e nel mondo solo attraverso internet», ha detto il presidente della Repubblica incontrando la redazione de L’Arena.
09/04/2010
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Napolitano a Verona

Verona. Il centocinquantesimo dell’unità nazionale che ricorre l’anno prossimo va celebrato «fuor di retorica, in modo non scioccamente acritico, guai a perdere il senso del raggiungimento dello stato unitario» ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano visitando la redazione del quotidiano L'Arena. Bisogna ricordare, ha detto, le fasi della costituzione dello Stato unitario al quale, ad esempio, ha ricordato il capo dello Stato, Verona e il Lombardo-veneto si unirono cinque anni dopo. Bisogna ricordare anche che nella nascita dello Stato unitario «ci fu un vizio centralistico e accentratore» che successivamente è stato corretto per rafforzare la coscienza dell’unità nazionale.

Parlando poi del futuro dell'informazione ha aggiunto: «Sarà un fatto di generazioni perché vedo che per i miei nipoti ad esempio non è così. Ma io non riesco ad abituarmi al fatto che si debba apprendere ciò che accade in Italia e nel mondo solo attraverso internet».

E per quanto riguarda il ruolo della carta stampata nel giornalismo, Napolitano ha risposto al saluto del direttore Maurizio Cattaneo dicendo che questo giornale storico, fondato cinque anni dopo la proclamazione dell’unità d’Italia, è la dimostrazione, «la prova che la carta stampata non ha solo un grande passato, ma anche un grande futuro. La carta stampata, i libri - ha aggiunto - sono qualcosa di assolutamente insostituibile nel patrimonio culturale del nostro Paese e dell’umanità». Napolitano ha salutato la redazione con uno scherzoso arrivederci al 2016, quando L’Arena festeggerà il suo centocinquantesimo anniversario. «Spero di tornare in quella occasione. Verrò da semplice cittadino e quindi potrò muovermi più liberamente», ha detto.




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