Tribunale, scatta l'emergenza
«A Soave attività bloccata»
GIUSTIZIA VERSO PARALISI. L'allarme dei presidenti del tribunale Gianfranco Gilardi e degli avvocati Bruno Piazzola. Nella sezione dell'est, non ci sono più ufficiali giudiziari a causa di malattie e vuoti e all'ex Mastino il personale è al di sotto del 10% dell'organico previsto negli uffici.
A Soave c'è un solo ufficiale giudiziario in servizio ma ora è malato e quel ruolo rimarrà per almeno un altro paio di settimane.
Una carenza non da poco, basta pensare a chi, per esempio, ha avuto ragione in una causa di sfratto, non può procedere alla sua esecuzione. «E si tratta di centinaia di fascicoli congelati», preme sull'acceleratore dell'emergenza il presidente del tribunale, Gianfranco Gilardi. La situazione nella sede distaccata del tribunale di Verona, è solo la punta di un iceberg. «Anche qui all'ex Mastino siamo oramai al limite:», rincara la dose Gilardi, «il personale amministrativo è sotto organico del 10% se non di più».
Benvenuti all'ex Mastino dove la luce rossa dell'allarme sul sistema giustizia sembra roteare sempre più velocemente a causa dell'evolversi della situazione negli uffici di cancelleria. E l'emergenza scatta su uffici ieri semi deserti per lo sciopero, organizzato dalla Cgil contro la riforma del personale di cancelleria.
A descrivere il quadro color tempesta, ieri, oltre a Gilardi, c'era anche il neo presidente dell'ordine degli avvocati di Verona, Bruno Piazzola. «La sezione di Soave copre una decina di Comuni», ha ricordato, «e questo vuoto nell'organico, provocato dalla malattia dell'unico ufficiale giudiziario, rappresenta un duro colpo al sistema giustizia nell'est Veronese».
In realtà, ha incalzato il presidente Gianfranco Gilardi, «siamo corsi ai ripari cercando di sostituire quell'assenza con i colleghi di Verona ma lo possiamo fare solo per gli atti urgenti». Si tratta, precisa un comunicato del tribunale, «di rimedi provvisori, precari ed inidonei a risolvere il problema oltre a determinare forti tensioni» tra gli stessi lavoratori, costretti a ulteriori tour de force.
Una mezza debacle, quindi, sulla quale i venti di tempesta erano già stati anticipati più volte dai vertici degli uffici giudiziari di Verona. Ma si tratta delle solite urla nel deserto. In città e a Soave la situazione continua ad essere da anni quella di chi si trova sull'orlo del burrone. L'Unep, l'Ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti a Verona lamenta da anni una serie e grave carenza di posti in organico. Basta pensare che la media nazionale è di un ufficiale giudiziario ogni 11814 abitanti mentre in riva all'Adige questo rapporto sale a uno ogni 24411.
Questo grosso, cronico buco nell'organico si ripercuote anche su altri uffici. Il numero insufficiente di ufficiali giudiziari, riporta una nota, «costringe tra l'altro il tribunale a destinare al servizio di chiamata nelle udienze penali personale che viene sottratto ai propri compiti da espletare nelle cancellerie». E così il lavoro negli uffici dell'ex Mastino viene ritardato con disagi per le parti del processo oltre che per avvocati e gli altri addetti ai lavori.
Le risposte della politica tardano ad arrivare, fanno sapere dall'ex Mastino. Anzi, a Roma sembrano poco interessati alle sorti del tribunale scaligero. «Nonostante le tante difficoltà, il tribunale a Verona», conclude Gilardi, «continua a funzionare con delle buone perfomance».GP.CH.
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1 zanuso stefano 04/04/2010 21:52 1 commenti
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