Il motociclista dei record
da Santa Maria all'Africa
NEGRAR. Dopo Alaska, Terra del Fuoco, Giappone e Tibet una nuova avventura su due ruote Bruno Bonizzato, 66 anni, torna in sella per attraversare il cuore del Continente e ritornare: passando attraverso la Serbia
Negrar. Nuova avventura per l'instancabile motociclista di Santa Maria di Negrar Bruno Bonizzato. Dopo aver macinato un milione di chilometri nei cinque continenti (tra i suoi numerosi motoraid solitari l'Alaska-Terra del Fuoco, la Verona-Tokyo e la Verona-Tibet) ora sta facendo girare le ruote della sua inseparabile Honda Africa Twin 750 RD04 del 1991 sulle piste sterrate dell'Africa. Quindicimila chilometri da percorrere tra Tanzania, Kenya, Etiopia, Sudan, Egitto, per poi passare in Giordania, Siria, Turchia, Bulgaria, Serbia e da lì tornare a Santa Maria di Negrar.
Oltre due mesi senza comodità e in balia degli eventi atmosferici. Con un unico scopo: scoprire il mondo, le sue bellezze e le popolazioni che lo abitano alle diverse latitudini. Tra i suoi obiettivi, il Kilimangiaro, la fossa tettonica della Rift Valley, il parco nazionale del Serengeti in Tanzania e i castelli dell'etiope Gondar, la Camelot africana. «Mi piace conoscere i Paesi con i miei occhi», ha spiegato lo scattante pensionato, 66 anni, prima di partire per il continente africano. «Amo vedere la gente che li abita, scoprire le sue tradizioni, la sua cultura e assaggiare i suoi piatti tipici». Motivo per cui Bonizzato non batte mai le piste dei turisti, ma sfidando la sorte, sceglie sempre percorsi alternativi, alla ricerca delle aree meno globalizzate. Quando il sole tramonta chiede ospitalità agli abitanti dei paesi che raggiunge e, se si trova lontano dai centri abitati dorme nella sua tenda sotto le stelle. Così fa per nutrirsi: con sé porta solo l'acqua, per il resto si adatta a mangiare ciò che trova lungo la strada, che siano mercatini di villaggi o capanne di paglia. Essere schizzinoso non fa parte del suo carattere, così come l'essere sedentario.
L'unico «ponte» con la sua famiglia durante il viaggio sarà il cellulare satellitare, ma prima di partire non era sicuro che funzionasse a sud del Sahara. «Ormai mia moglie e i miei figli sono abituati ai miei motoraid», ha spiegato Bonizzato. «Sanno che non resisto a casa più di qualche mese. Ho questo profondo bisogno di partire. Certo quando sanno che viaggio da solo in certe zone un po' si preoccupano». Come in questo caso, visto che il motociclista solitario di Santa Maria non solo dovrà fare i conti con una natura impervia e piste poco battute, ma anche con la guerriglia e la malavita presenti in alcuni paesi che intende attraversare. «Qualche preoccupazione ce l'ho», ha infatti confessato prima di iniziare la nuova avventura. «Mi preoccupano un po' le bande armate che dalla Somalia si spostano in Kenya depredando e facendo sequestri di persona e poi il sud del Sudan. Attraversare paesi "caldi" in tutti i sensi non sarà facile, ma me la sono sempre cavata e vedrò di farcela anche questa volta». Quanto al prossimo obiettivo, punta su India e Indocina. «Poi appenderò definitivamente gli stivali al chiodo e farò il nonno», ha assicurato. Ci riuscirà davvero?
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1 cencionissimo 24/03/2010 12:34 229 commenti
Buon per lui che non c'ha un c....o da fare!!! Comunque per quanto anch'io ho sempre viaggiato tenendomi lontano dalle rotte turistiche ho anche cercato di tenermi fuori dai guai. Questo se le va a cercare: occhio Farnesina! Non spenderci un quattrino....già ne abbiamo tanti!!!