Rapina in casa, anziana legata e imbavagliata

CRIMINALITÀ. A Montorio un'ottantatreenne aggredita da due persone con accento veronese armate di coltello

L'allarme lanciato dalla vicina che ha sentito i lamenti provenire dall'appartamento «Era a terra, insanguinata e sotto choc. Le hanno strappato l'orecchino dal lobo»
09/03/2010
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La sorella dell’anziana rapinata con il marito nell’appartamento di Montorio FOTO DI COSTANTINO FADDA

Verona. Odilla ha 83 anni, e ieri pomeriggio è stata picchiata, legata e rapinata a casa sua. Ma Odilla non è una ricca vedova e nemmeno abita in una supervilla. Odilla da giovane faceva la donna di servizio, abita in una casa Agec a Montorio, in via della Prateria, e ieri in quella casa di 30 metri quadrati composta da una stanza e il bagno è stata rapinata della sua fede nuziale e degli orecchini che aveva comprato decine di anni fa. Unico lusso che si era permessa in tutta la vita.
Erano le due di ieri pomeriggio quando a casa dell'anziana hanno bussato. Lei credeva che fosse una vicina e ha aperto. Le sono saltati addosso in due in quel palazzone che sembra un ospizio, con corridoi lunghi e la luce che fa in fretta a spegnersi per non pesare sulla bolletta e quindi sulle tasche di chi tanti soldi non ha. Hanno strappato il filo del telefono e con quello hanno legato le gambe dell'anziana. Con un laccio di cotone le hanno immobilizzato le mani e poi, siccome lei continuava a lamentarsi le hanno messo un pezzo di nastro adesivo sulla bocca. «Salvatemi, salvatemi, aiuto», cercava di urlare Odilla. «Zitta che sennò ti sentono, smettila», ha sentito la vicina di casa Eleonora, quando ormai esasperata per quei lamenti che subito aveva scambiato per una canzone era andata a bussarle alla porta per chiederle di fare un po' di silenzio.
«Mi sono decisa ad andare a bussare alla porta perchè non riuscivo a fare un pisolino, e ho sentito quelli che le dicevano qualcosa. Sono tornata indietro per prendere le chiavi da dentro l'uscio, e nel frattempo loro sono andati via», ha detto Eleonora. Meno male, perchè i due, grandi, magri e veronesi avevano anche un coltello per minacciare Odilla. «L'ho trovata a terra con l'orecchio che sanguinava perchè le hanno strappato l'orecchino dal lobo. Poi le hanno fatto male alle costole perchè uno dei due dopo averla sbattuta a terra le si è coricato sopra per rubarle le cose. Non avete idea di come l'ho trovata, della situazione che ha vissuto e poi anch'io, perchè non sapevo cosa fare, avevo le gambe che mi tremavano, c'era sangue anche su un asciugamano», continua Eleonora e parla attraverso la porta perchè è così terrorizzata che neanche vuole vedere altri sconosciuti. Per oggi ne ha avuto abbastanza. «Mia figlia voleva portarmi a casa sua, ma io voglio stare qui, questa è la mia casa, ma certo che ho paura. Hanno rubato delle biciclette e un giorno mentre eravamo sedute fuori a goderci il sole sono entrati nella casa di un'altra anziana e le hanno portato via 70 euro. Questa è terra di nessuno. Qui abitano soltanto anziani e chiunque ci può far del male».
A casa di Odilla sono arrivati la sorella Pia, il cognato e il nipote. Un'altra nipote l'ha accompagnata in ospedale seguendo l'ambulanza. Bisognava verificare che non avesse nulla di rotto: le costole soprattutto, dato che Odilla lamentava male al torace, dove uno di quelli s'era seduto sopra di lei. L'anziana non ha niente di grave, è «soltanto» sotto choc. Poteva morire d'infarto per lo spavento, e per cosa? Per due orecchini e una fede nuziale che avevano valore soltanto per lei. Nel caso qualcuno si presentasse in qualche negozio che cambia oro in cambio di contanti, sarebbe bene che i commercianti avvisassero i carabinieri o la questura. Gli inquirenti ieri pomeriggio hanno cercato di avere una descrizione dei due, nelle prossime ore saranno mostrate delle fotografie, nella speranza di rintracciare questi delinquenti.

Alessandra Vaccari


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