Sicurezza stradale e prevenzione
«Giovani in auto poco preparati»
PREVENZIONE. Nel corso promosso dall'istituto Provolo simulate diverse manovre su strade bagnate o ghiacciate. Moneta: «Non conoscono le reazioni che può avere l'auto in caso di pericolo. Per esempio, non sanno frenare con l'Abs»
Verona. I giovani neopatentati sono preparati a districarsi nella jungla d'asfalto e nella città che quando dorme interrompe anche l'alternarsi del verde e del rosso dei semafori? E ancora, i guidatori in erba riescono ad arrampicarsi in sicurezza per le strade di montagna o ad immettersi velocemente in autostrada? Decisamente no.
Ne sono convinti gli istruttori della Sed, Safe and eco drive academy un corso di guida sicura, promosso dall'Accademia automotive dell'istituto Antonio Provolo. E che fanno scuola ai neo patentati, ma anche ad aziende, associazioni di soccorso e protezione civile; qualche mese fa hanno fatto lezione agli studenti del Carlo Anti di Villafranca.
«Anche se l'esame di guida è superato, i ragazzi non hanno l'autonomia per affrontare le situazioni di pericolo che potenzialmente potrebbero capitar loro», spiega Michele Bonetti, uno degli istruttori del Sed che ieri pomeriggio nel parcheggio dello stadio ha organizzato una dimostrazione di guida sicura. Esempio concreto di quanto dichiarato lo è l'esperienza recente al Carlo Anti, dove a primeggiare, qualcuno esclamerebbe a sorpresa, nello slalom tra i birilli a tenere dritta la macchina anche con l'acquaplanning, sono state le ragazze. «I ragazzi, più delle compagne, erano convinti di sapere già tutto, di conoscere le reazioni della macchina a fronte di sterzate brusche e altre simulazioni che abbiamo proposto e l'hanno presa alla leggera», aggiunge Carlo Moneta, un altro degli istruttori. Ma una volta ingranata la marcia anche i più temerari hanno dovuto fare i conti con la realtà e cioè con il fatto che, è questo proprio il caso di dirlo, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. O ,meglio, c'è la possibilità di effettuare, oppure no, la manovra giusta al momento giusto in grado magari di salvarti la vita.
«Nessuno insegna loro, ad esempio, come frenare con l'Abs. E quando capita davvero, in strada, appena il freno si blocca i giovani mollano istintivamente il pedale e si schiantano», aggiunge Bonetti. «È molto meglio che provino queste sensazioni e prendano confidenza con l'auto in piena sicurezza, come nei circuiti . Se al posto del percorso ci fosse una strada vera e al posto dei birilli dei bambini? La teoria è giusta e necessaria. Anche noi proponiamo una serie di temi teorici prima di salire in macchina e provare i vari circuiti. Ma non può bastare. Bisogna sperimentare la guida e soprattutto le manovre pericolose», aggiungono tra una dimostrazione e l'altra di sovrasterzo, con un'auto con le ruote posteriori fissate su un carrellino a simulare la reazione su una strada ghiacciata, acquaplanning, curve secche.
A far stridere le gomme, cercando di evitare i birilli posti ai lati delle curve a gomito, sono stati ieri anche gli assessori al Traffico Enrico Corsi e alla Protezione Civile Marco Padovani, che hanno preso parte attivamente alla dimostrazione. «L'istruttore mi ha affibbiato un dal 6 al 7, ho toccato qualche birillo e la posizione delle mani non era perfetta», ha raccontato Padovani appena sceso dall'auto. «Sono molti gli errori anche per chi ha la patente ormai da tempo. In pochi, ad esempio, tengono correttamente le mani sul volante e hanno una giusta posizione», spiega Moneta. «Persino sapere dove e come mettere la borsetta quando si sale in macchina può salvare la vita. È sufficiente che un oggetto cada e finisca dove ci sono i pedali per impedire magari al guidatore di frenare».
Nel piazzale è arrivato anche l'assessore all'Istruzione Alberto Benetti che ha preferito però rimanere con i piedi ben piantati per terra anziché farsi coinvolgere dai testa-coda degli istruttori.
Ilaria Noro



1azul - 26/02/2010 14:21
Comunque il giovane sarà inesperto ed impulsivo, ma è molto + reattivo del classico "vecio col capel" e di tanti Blasonati 30, e 40 enni che se hanno l'auto in panne non si ricordano nemmeno a quanta distanza va messo il triangolo, solo per fare un'esempio.