Traforo delle Torricelle
è scontro totale sul referendum
GRANDI OPERE. Giornata di polemiche roventi sul tema del Passante delle Torricelle. La Lega continua a dire no ai quesiti referendari, ma gli alleati aprono. Il Pdl si spacca: Polato attacca Giorgetti che si era detto disponibile alla consultazione. L'opposizione: «Siamo al caos»
Verona. Com'era prevedibile, la presa di posizione dell'assessore regionale Massimo Giorgetti a favore del referendum consultivo sul Traforo delle Torricelle, chiesto dal comitato ma sul quale il sindaco leghista Flavio Tosi si è sempre espresso negativamente, ha scatenato una bufera politica senza precedenti nella maggioranza di centrodestra che governa a Palazzo Barbieri.
«Giorgetti parla a titolo personale, non certo a nome del Pdl» sbotta Daniele Polato, Pdl, assessore al patrimonio e referente del sottosegretario Aldo Brancher. «Trattandosi di un'opera primaria e di rilievo provinciale che come Pdl, tra l'altro, abbiamo contribuito a migliorare, sarebbe opportuno che prima di fare dichiarazioni di questo tipo se ne discutesse nel direttivo del partito, ma non è lo stesso Giorgetti a dire che bisogna rapportarsi con i colleghi?». E continua: «Quando ero coordinatore cittadino abbiamo fatto le due del mattino insieme al sindaco Tosi, al sottosegretario Brancher, al collega Bertacco e a Giorgetti condividendo un percorso comune sul Traforo che non prevedeva l'appoggio ad un eventuale referendum. Il consenso di cui gode questa amministrazione è il miglior referendum, per non dire che di questi tempi sarebbe folle spendere centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per tale consultazione».
Concorda con Giorgetti invece il capogruppo di An in Consiglio comunale Ciro Maschio: «Premettendo che sono favorevole all'opera, che come Pdl-An abbiamo contribuito a migliorare, mi ero detto favorevole al referendum, se ce ne fossero i presupposti tecnici e giuridici, più di un anno e mezzo fa, considerando l'enorme impatto per la città. Credo non ci sia niente di male a chiedere il parere dei cittadini». E a chi parla di spreco di denaro pubblico per i 900mila euro necessari alla consultazione, replica: «Per un'opera da quasi 400 milioni di euro, non penso farebbe problema».
È di tutt'altro parere Andrea Miglioranzi, capogruppo della Lista Tosi, che taglia corto: «L'opera è stata definita in giunta, è stato fatto il bando per il progetto, il difensore civico ha disposto l'accesso agli atti, il Collegio dei garanti si è espresso sui quesiti referendari e il tribunale ha confermato la loro inamissibilità, quindi credo che dal punto vista tecnico si siano fornite le più ampie garanzie e, inoltre, nel 2007 i cittadini hanno votato il programma elettorale che comprendeva quest'opera. Ma», esclama, «il problema è politico: o Massimo Giorgetti cerca un po' di visibilità con sparate fini a se stesse perché è in campagna elettorale o dobbiamo dedurre che An ha deciso di fare opposizione all'interno della maggioranza. Anch'io», aggiunge, «ho sempre dialogato con il comitato e se il tracciato sarà tutto interrato fino a Quinzano il merito è di tutta la maggioranza».
Nel centrosinistra, il capogruppo Pd in Consiglio provinciale Vincenzo D'Arienzo, parla di «centrodestra spaccato fra due partiti alternativi con il risultato che la città non è governata». Per D'Arienzo «la scusa accampata da Tosi della campagna elettorale in corso non può spiegare le divisioni, è come dire che fino al 28 marzo il Pdl la pensa diversamente per smarcarsi dalla Lega e dal giorno dopo dirà che ha scherzato. Né è credibile il sindaco», afferma, «quando si rimanda al voto di due anni fa a suo dire favorevole al traforo poiché come è noto, a sua firma autografa, nella zona aveva fatto circolare un volantino in cui diceva che il traforo sarebbe passato lontano da Avesa e Quinzano». E lancia una sfida a Giorgetti: «Vuole dare una mano al comitato? Si spenda in prima persona nella raccolta delle firme per il referendum. Se invece tutto rimane sulla carta la gente capirà».
Infine, per Giuseppe Campagnari, consigliere provinciale della Federazione della sinistra, «pare che la destra abbia finalmente capito ciò che noi sosteniamo da anni, cioè che traforo e autodromo sono due opere inutili e nocive. Ben venga dunque il referendum proposto dai cittadini sul primo e quello avanzato dal leghista Fabio Venturi sul secondo. Peccato che finora Pdl e Lega si siano lasciati sfuggire tutte le occasioni per esprimere le rispettive contrarietà con un voto che conti davvero».E.S.
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1 Folcus 13/02/2010 11:38 518 commenti
quinzano e avesa cosa sono? di serie A? e borgo venezia? borco roma? e tutte quelle zone dove passa la tangenziale est-sud? quelli non erano luoghi da preservare? no, quelli sono di classe inferiore e quindi è giusto che si becchino tutto il traffico di questo mondo...e chissenefrega se ci si impiega 1ora in più per fare pochi km...tanto non interessa a nessuno la salute "globale"...basta che il mio giardinetto sia lindo...gli altri si devono semplicemente attaccare al tram...perchè noi siamo più più più più più più più più più più più...e voi siete meno meno meno meno. Noi guardiamo all'europoa, noi siamo per il verde...ma poi non ci interessa se il camion, il professionista, il lavoratore e tanti altri sono costretti a inquinare di più perchè a noi non piace l'idea di migliorare la viabilità... facciamo così dai, visto che quinzano e avesa (e limitrofi) non vogliono il traforo, chiudiamo al traffico COMPLETAMENTE queste zone...niente auto, motorini o camion...tutti a piedi o in bicicletta...perchè a loro non interessano le vie di comunicazione...no, a loro piace il verde...e allora dai, chiudiamo...vediamo quanti REALMENTE faranno a meno dell'auto o motorino...sono curioso... PS: satan2020 è l'emblema della vostra voglia di dialogare...zero! ti ringrazio...continua così che andrai lontanto...