Scorie radioattive, carburanti e veleni
Quando le «bombe» viaggiano sui binari

TRASPORTI PERICOLOSI. Sui treni si sposta ogni sorta di materiale ad alto rischio per la salute e per l'ambiente e a volte basta un piccolo problema per causare disagi. Ma l'emergenza più grave resta quella dei ritardi, molti dovuti ai guasti: nel 2009, nel Veronese, sono stati 2.300, più di 6 al giorno
09/02/2010
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Sui binari del Veronese viaggiano cisterne con materiale infiammabile, ma anche sostanze pericolose come il cloro

Verona. Non solo Gpl e carburanti vari. Sulla strada ferrata viaggiano molte altre sostanze pericolose e micidiali come scorie radioattive proveniente dagli ospedali, cloro e veleni. Cisterne cariche di materiali altamente infiammabili e tossici, etichettate dagli addetti ai lavori come «potenziali bombe» che viaggiano su rotaia.
Lo scorso lunedì, una di queste cisterne, che trasportava gas propano liquido, ha perso parte del contenuto e solo grazie allo spirito d'osservazione di un ferroviere che, accortosi del problema ha lanciato l'allarme, e al rapido intervento delle forze dell'ordine, si è potuto evitare il peggio.
Eppure, nonostante questo quadro ben poco rassicurante, aggravato anche da controlli sulla sicurezza ritenuti insufficienti e dalle molte aziende private che, in seguito alla liberalizzazione, ora trasportano autonomamente, i rischi maggiori per i passeggeri rimangono quelli legati ai ritardi, dovuti ai continui guasti.
Nel 2009, sulle linee che coprono la zona del veronese, Mantova e Vicenza, i guasti sono stati 2.300. Mediamente, più di sei al giorno. Si tratta per lo più di mancate chiusure dei passaggi a livello, e quindi di sbarre che non si abbassano, guasti ai «deviatoi», ovvero agli scambi dei binari che dirottano il treno su una o sull'altra linea. E ancora, rotture dei fili della tensione. Tra le linee più malridotte quelle del Basso veronese come Legnago.
«Sembrano episodi gravi. In realtà il sistema di sicurezza complessivo è efficiente. Il treno si ferma, in attesa che lo scambio venga riparato o le sbarre abbassate. Ma ciò si traduce, nella miriade di ritardi che poi si aggravano a catena e che i passeggeri, soprattutto i pendolari, ben conoscono», spiega Claudio Capozucca, segretario regionale di Fit Cisl.
Ad andarci di mezzo, sempre e comunque, è la tabella di marcia. Insomma, si sa che, prima o poi, si parte. Si sa che, bene o male, si arriva. Ma non si sa quando si arriva, molto probabilmente non in orario. Vittime dei continui ritardi delle ferrovie lo sono soprattutto i pendolari e gli studenti che, per risparmiare sulle tratte che effettuano quotidianamente, scelgono i treni regionali. «Si è creata una sorta di discriminazione tra passeggeri di serie A, quelli che viaggiano sui treni veloci quali ad esempio il Frecciarossa, e quelli di serie B, che viaggiano sulle tratte minori e sui regionali. Tratte in cui guadagno per l'azienda è minore e che quindi vengono sacrificate, a favore delle altre», prosegue Capozucca. A causare questa situazione di disservizio costante avrebbe contribuito anche il forte ridimensionamento di personale attuato negli ultimi anni. Se nel '93 i ferrovieri nel compartimento veronese erano 12 mila oggi sono circa 3.700. «E per supplire alle carenze, si vive di appalti, sub appalti e contratti di lavoro che molto hanno a che vedere con le logiche di mercato e di quantità e ben poco con quelle di qualità, formazione, professionalità. Lo stesso vale per la manutenzione ordinaria delle infrastrutture ferroviarie, ormai di fatto del tutto sostituita con quella straordinaria: si interviene solo a fronte di un guasto», denuncia Capozucca.
Inoltre, complice sarebbe anche la liberalizzazione, rea di aver fatto colare a picco gli standard di sicurezza. «In Inghilterra, prima di dire che la liberalizzazzione ha fallito ci sono volute centinaia di morti. Noi speriamo che ci si renda conto prima che è necessario dettare delle linee minime e condivise sulla sicurezza e le condizioni di lavoro», spiega Capozucca, annunciando che il prossimo 19 febbraio ci sarà uno sciopero nazionale per ribadire tutte queste problematiche, cui parteciperanno anche gli autoferrotramvieri. «Viaggiano più camion che treni e soprattutto per quanto riguarda il trasporto di materiali pericolosi, il rapporto è di uno a tre. Senza contare il fatto che un camion stipato di gas e altro transita anche in pieno centro città».

Ilaria Noro

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1olicla - 11/02/2010 16:33

... e l'Alta Velocità servirà a farle transitare più velocemente?

2azul - 09/02/2010 16:45

Certo Scorie Radioattive, che entrano a Verona, Vi Stazionano, per poi prendere la Via Dell'Est, Ecco ciò che succede da oltre 15 anni di tacito Mafioso, occultismo.A Danno Di Una VErona Compiaciente, per non dire FOLLE!

3olicla - 09/02/2010 12:52

"SCORIE RADIOATTIVE?"

4FabioMiotto - 09/02/2010 12:02

Concordo in tutto e per tutto con quanto scritto da Michele. Oltretutto, non so se avete notato, nell'articolo c'è una grandissima contraddizione. Analizzate questi due passaggi: Sui treni si sposta ogni sorta di materiale ad alto rischio per la salute e per l'ambiente e a volte basta un piccolo problema per causare disagi. «Viaggiano più camion che treni e soprattutto per quanto riguarda il trasporto di materiali pericolosi, il rapporto è di uno a tre. Senza contare il fatto che un camion stipato di gas e altro transita anche in pieno centro città». Non è chiaro se questa giornalista preferisca i treni, o i camion! Si contraddice da sola!! Ah, io tutti questi ritardi stratosferici ( credo che in un paese dove la ferrovia è usata molto, ritardi di 5-10 minuti possano anche starci ), e degrado delle linee della bassa, non li vedo. Mi sa che ha sbagliato città.

5michele.carpane - 09/02/2010 09:50

A mio avviso più che informazione questa è disinformazione. Smettiamola di cercare a tutti i costi questa "classificazione" di cittadini di serie A e di serie B. L'Alta Velocità serve, così come un servizio urbano - regionale efficiente. Ci vogliono linee dedicate ed è quello che si sta facendo. Sono inoltre state appaltate vetture per 1,5 miliardi di euro per il trasporto regionale, il tempo che vengano costruite e saranno a disposizione delle regioni. In Inghilterra la liberalizzazione era senza freni, senza controlli (o pochi controlli): ora dietro a tutto c'è la Comunità Europea, che impone vincoli, giustamente, di sicurezza molto pesanti che vanno ad incidere anche sui costi delle infrastrutture. E' vero che una volta c'era più personale ma le vecchie FS funzionavano molto male ed era un carrozzone che aveva un buco pari a quello di Alitalia, e sappiamo che fine ha fatto la nostra ex compagnia di bandiera, che anche ora non è che vada a gonfie vele, anzi... Una domanda... ma preferiamo che tutte queste merci pericolose viaggino su gomma? Conseguenze? Più Tir sulle strade, più inquinamento e un maggior rischio di incidenti con conseguenze devastanti per persone e ambiente. Le nostre ferrovie hanno i loro problemi, ma si sta lavorando per renderle migliori, ed è ora che tutti i giornali, di qualsiasi simpatia politica, la smettano di fare campagna contro, ma vedere anche le cose positive.

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