Glaxo, interviene il governo

Sulla chiusura del centro ricerche Glaxo intervengono il ministro della Salute Fazio, che dice di cercare soluzioni, il sindaco di Verona Tosi, i sindacati. Per l'assessore regionale Sandri, è da rilanciare la ricerca. E per la senatrice Garavaglia, che presenterà un'interrogazione all'esecutivo, sarebbe un danno per tutto il Paese. La Guna, azienda omeopatica, pronta ad assumere ricercatori.

06/02/2010
Zoom Foto
Manifestazione alla Glaxo

Verona. «Il governo intende intervenire» sulla questione della chiusura del centro di ricerca della Glaxo di Verona «senza poter garantire nulla ma cercando soluzioni locali e non per non disperdere questo patrimonio creato negli anni». Lo ha detto il ministro della salute , Ferruccio Fazio. E il sindaco Tosi ha incontrato i vertici della società, riuscendo a intravvedere qualche spiraglio.
Intanto un'azienda milanese di farmaci naturali e biologici, la Guna, si è detta pronta ad assumere ricercatori che dovessero essere licenziati dall'azienda farmaceutica di Verona. Guna spa, leader italiano del «pharma naturale» – è scritto in una nota - chiede però anche l'aiuto del Governo affinché applichi finalmente la nuova direttiva europea sui farmaci e permetta di aprire nuove linee di prodotto.

I sindacati.
Intanto i sindacati sono in allarme. Lo smantellamento dovrebbe avvenire entro fine anno e questo comporterà la perdita del lavoro per 550 ricercatori. Per Carla Pellegatta, segretaria Cgil di Verona “Con l’annuncio di Glaxo la situazione economica e occupazionale del nostro territorio assume connotati pesantissimi”. La sindacalista punta il dito contro “il processo di de-industrializzazione che da anni è in atto nella nostra provincia” e che “deve essere fermato”. Secondo il segretario Cisl Massimo Castellani, “serve un progetto industriale, nazionale, regionale e locale”.

Tosi. E il sul caso Glaxo il sindaco di Verona, Tosi, ha incontrato ieri l'amministratore delegato, Luc Debruyne, per avviare una soluzione. «Qualche alternativa alla chiusura del centro ricerche è possibile, la società è disponibile a valutare diverse ipotesi». Lo ha detto il sindaco al termine del faccia a faccia svoltosi ieri mattina a Palazzo Barbieri con i vertici della Glaxo-SmithKline. All'incontro nell'ufficio del sindaco hanno partecipato l'assessore regionale alla sanità Sandro Sandri, il presidente ed amministratore delegato di Gsk, Luc Debruyne e il vicepresidente per affari istituzionali, comunicazione e vaccini, Daniele Finocchiaro. Era stato lo stesso Tosi a sollecitare l'incontro subito dopo che si era diffusa la notizia della chiusura, prevista per fine anno, della struttura che dà lavoro a 550 addetti. 

Il ministro Fazio. Da Roma intanto il ministro della salute Ferruccio Fazio fa sapere che «il governo intende intervenire, senza poter garantire nulla», sottolinea, «ma cercando soluzioni, locali e non, per non disperdere questo patrimonio creato negli anni. Quella della Glaxo», dice il ministro, «è una vicenda che ci ha lasciati con l'amaro in bocca ma come ho già detto ai dirigenti dell'azienda c'è la mia attenzione personale e dell'intero governo oltre alla disponibilità del ministro Sacconi di intervenire, qualora sia necessario, sulla vertenza lavorativa per cercare soluzioni». E il primo incontro tra Governo e Glaxo a Roma potrebbe svolgersi, ma è da confermare, già lunedì prossimo. A colloquio finito i dirigenti della multinazionale si limitano a distribuire una nota che, al primo punto, ribadisce che «la riorganizzazione riguarda il solo settore delle ricerche e non mette in alcun modo in discussione la continuità delle altre attività presenti nel polo di Verona, cioè la produzione di antibiotici per oltre 120 paesi nel mondo e le strutture del quartier generale di Gsk Italia». La nota della società, inoltre, evidenzia la scelta di «interrompere la ricerca in alcune aree terapeutiche che presentano un rapporto meno favorevole rispetto ad altre fra gli investimenti necessari e la possibilità di scoprire terapie utili». Fra queste aree terapeutiche, viene specificato, «sono stati scelti per la dismissione alcuni settori delle neuroscienze» che riguardano i centri di Verona e di Harlow in Gran Bretagna. La Glaxo, inoltre, definisce «speculazioni destituite di fondamento» le voci di trasferimento della produzione in Cina che «non solo creano confusione ed ingiustificate ansie nella popolazione e nei dipendenti ma ostacolano il dialogo fra le parti sociali». La nota termina con l'affermazione che «i dipendenti, pur nella necessità di una ristrutturazione, rimangono in cima alle priorità dell'azienda». Tosi assicura tuttavia di aver intravisto «un'apertura». Ma, aggiunge subito, «serve un impegno congiunto della città, con le parti sociali, i soggetti economici e, lo sottolineo, finanziari, della Regione e del governo nazionale». Dal colloquio il sindaco esce con la sensazione che «un'alternativa è possibile» e afferma: «Qualche idea c'è, ma bisogna fare presto, ciò che si può fare», si limita a dire, «è mettere insieme le categorie economiche, finanziarie e sociali della città per mantenere il centro ricerche e valutare quali risorse si possono mettere in campo».

Rilancio della ricerca. L'idea, alla quale sta lavorando anche l'assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri, è quella di cogliere l'occasione per rilanciare la ricerca a Verona dopo l'esperienza negativa del Parco Star dal quale tutti i soci si stanno sfilando o lo hanno già fatto. Sandri, che è ingegnere ed è stato presidente di Veneto Innovazione, sta sondando la possibilità di creare un vero centro di ricerca che abbia alle spalle una multinazionale (con il know how e i laboratori di Glaxo), una università di riferimento (con il nostro ateneo ci sono già molte collaborazioni aperte) e il mondo delle imprese. A questo proposito si dovrebbe aprire un tavolo di concertazione con Glaxo e tutti gli attori interessati per capire con un piano finanziario quali sarebbero i costi e chi sarebbe disponibile a sostenerlo. «Stiamo ragionando», riferisce lo stesso Sandri, «se si riesce, a fronte di questa perdita, a rilanciare un progetto per la città che consenta di non disperdere conoscenze e patrimoni. Glaxo sarebbe disponibile a prestare la sua collaborazione e noi potremmo creare un nuovo indotto per imprese che investono nella ricerca».

Interpellanza parlamentare. Massimo Calearo Ciman, parlamentare del gruppo Misto e coordinatore di Alleanza per l’Italia in Veneto, annuncia un’interpellanza urgente al governo sullo stabilimento Glaxo di Verona, per fronteggiare quella che definisce «una grave emergenza per il Paese». «Non ci sarà ripresa economica che potrà un giorno restituirci il lavoro scientifico che perderemmo - rileva Calearo - Oltretutto nel caso della Glaxo di Verona, che ha chiuso il 2009 con un leggero calo degli utili, ma in attivo, il discorso economico non centra nulla». «Il governo, con i suoi tre ministri veneti, non ha scusanti - rileva l’esponente dell’Api - e deve intervenire subito perchè non può cedere alle logiche di una multinazionale che dopo aver ricevuto anche finanziamenti pubblici decide all’improvviso di delocalizzare».

La senatrice Garavaglia. E la senatrice Mariapia Garavaglia (Pd) chiede che il governo, con i ministri Fazio e Sacconi, si impegni al massimo per scongiurare la chiusura da parte della GlaxoSmithKline del centro ricerche di Verona. Sulla vicenda Garavaglia annuncia la presentazione di un’interrogazione all’esecutivo. «La possibile chiusura del centro ricerche veronese - afferma - rappresenta un danno non solo per quella città ma per l’intero Paese. La priorità va naturalmente data alla tutela dei posti di lavoro a rischio e per questo è bene che si muova il governo, così come avvenuto nel caso di un'altra multinazionale, l’Alcoa, i cui stabilimenti in Italia rischiano di essere chiusi». Garavaglia ricorda che i dipendenti Glaxo, tra l’altro, sono lavoratori estremamente specializzati e preparati «che, con ogni probabilità, sarebbero costretti a cercare altrove, all'estero, un nuovo impiego, con conseguente ulteriore danno al settore della ricerca».

Farmindustria.
L'annuncio della prossima chiusura del Centro di ricerca GlaxoSmithKline a Verona «si inserisce in una profonda riorganizzazione dei modelli organizzativi delle imprese farmaceutiche a livello internazionale dovuta alla scadenza di importanti brevetti e ai costi sempre crescenti dell'attività di R&S. Un processo, in corso da qualche anno, che ha subito un'accelerazione a causa della crisi economica che ha investito anche il settore». Lo afferma Farmindustria in una nota. La GlaxoSmithKline, si legge, «può essere considerata a giusto titolo un'azienda italiana, seppure a capitale estero, dato il suo radicamento quasi secolare nel Paese e gli ingentissimi investimenti fatti negli ultimi decenni in produzione e ricerca». Farmindustria chiede quindi «l'avvio immediato di un Tavolo con il Governo e i sindacati per affrontare la problematica nell'interesse dei dipendenti, tutti altamente qualificati, dell'economia e della stessa capacità di innovazione del Paese. Sarà l'occasione anche per analizzare la situazione più generale delle imprese del farmaco e della Ricerca in Italia, che a tutt'oggi, nonostante importanti passi avanti realizzati, mancano di una visione di insieme e delle necessarie garanzie per il mantenimento e lo sviluppo di un settore che realizza il 53% di export, che vanta 200 progetti in sviluppo e che investe circa 2,3 miliardi all'anno». «Siamo fermamente convinti - conclude Farmindustria - della necessità di un approccio olistico per la valorizzazione e il mantenimento del più importante comparto italiano per l'economia della conoscenza».

Federico Bricolo. «I lavoratori della Glaxo devono essere aiutati: l’azienda non può chiudere lasciando a casa oltre 600 persone, questo è inaccettabile». Lo dichiara Federico Bricolo, capogruppo della Lega Nord al Senato e parlamentare veronese, sul caso Glaxo. «Mi sono già attivato personalmente con i ministri Fazio e Sacconi per individuare una strategia comune a favore dei lavoratori veronesi - annuncia - . Il momento che le aziende stanno vivendo è sicuramente difficile per molti settori, però ognuno deve fare la sua parte per tutelare i posti di lavoro».

commenti - 47

  • 1
pagine
2
di
15
1girmi - 07/02/2010 15:57

Se Tosi e c. non c'entrano nulla, come dice Corsi, allora che se ne stia A CASA e non faccia continue COMPARSATE patetiche e ignobili che offendono i lavoratori veronesi e le loro famiglie. Cosa fa i "faccia a faccia" e cose dice "ci sono spiragli" se veramente Tosi non c'entra nulla!?!?!? Se invece ci sono VERAMENTE degli spiragli ed il sindaco di una citta' "e' parte in causa" quando una multinazionale chiude i battenti, allora muoversi adesso quando c'e' il cartello "chiuso per fallimento" mi sembra ancora di piu' offensivo. E' questa la politica del NON FARE in particolare QUANDO BISOGNA FARE. Quando i buoi sono scappati.......oramai. Si fa una comparsata per "salvare la faccia" ma le famiglie veronesi restano senza stipendio. Il sindaco di una citta' moderna puo' fare qualcosa ma Tosi evidentemente NON L'HA FATTO e adesso e' troppo tardi. Ma a parte queste scontate critiche sulla giunta attuale, ma sicuramente anche le precedenti non hanno fatto molto per evitare queste chiusure e di conseguenza questi licenziamenti, gli economisti, ammesso che ci si possa ancora credere (come ai politici locali e nazionali che "tagliano le tasse") dicono che per una ripresa, tipo Germania dove le cose vanno un PO' meno peggio che qui da noi, e' possibile SOLO se si investe sulle CAPACITA' e PROFESSIONALITA' locali che NON sono riproducibili altrove. In pratica su quello che siamo bravi a fare NOI ITALIANI e che nessun altro puo' fare come noi. Con tutto il rispetto per le imprese che dal 2009 sono uscite in ATTIVO e che investono e assumono, dobbiamo concludere che la nostra capacita' locale a Verona, ma visto il volume di affari anche nazionale, riguarda piu' la confezione di intimo che la ricerca bio-farmaceutica. Niente di male per le confezioni, per carita', ma possibile che un Paese di premi Nobel (che sicuramente non vince per un paio di mutande) e di Scienziati con la "S" maiuscola non sia in grado di PRODURRE RICERCA E CONOSCENZA di alto livello e NON riproducibile altrove? Perche' e' questa la soluzione degli economisti: Si deve puntare su quello che SAPPIAMO FARE NOI ITALIANI MEGLIO DI CHIUNQUE ALTRO. Altrimenti la fanno gli altri e ad un prezz molto inferiore. Si, ovviamente c'e' di mezzo anche la questione del PREZZO di un certo livello di qualita'. Ma forse ci sono cose che NON HANNO PREZZO e dove e' richiesta un'elevata qualita' altrimenti quella cosa NON e' vendibile. E Glaxo NON e pubblica, visto che la prima cosa che viene in mente quando si parla di ricerca in Italia sono i presunti buchi neri del CNR e dell'Universita'. Che magari hanno anche delle sacche di inefficienza ma dove ci sono persone appassionate alla ricerca. Se anche un privato, e che privato!!, NON riesce a PRODURRE RICERCA ad alto livello e competitiva, significa una sola cosa: CHE NON SI INVESTE ABBASTANZA IN RICERCA E CONOSCENZA. Grazie.

2graffetta1 - 07/02/2010 15:14

Detto cio' la notizia ci e' stata data come un fulmine a ciel sereno, durante una riunione dove si doveva parlare d'altro. nessuno si aspettava una cosa cosi'. Stavamo tutti lavorando a pieno ritmo per progetti di interesse del gruppo. Dopo la recente ristrutturazione nessuno parlava di chiudere almeno per anni . L azienda non e' in crisi. Se passa questa cosa e' la fine per noi 570 , ma lo e' per tutti perche` si ammette che cio' possa succedere.

3graffetta1 - 07/02/2010 15:10

Sono una ricercatrice Glaxo. Tra il 2008 e il 2009 Glaxo Verona IN SORDINA E LONTANO DALLA STAMPA ha gia' fatto fuori circa 200 ricercatori. Gli ultimi usciti a settembre, c'e' ancora aperta la mobilita' per quelli. Rimasti quelli che come me hanno un'eta' e un ' esperienza difficilmente ricollocabile nella realta' locale, coppie di coniugi con figli, quasi tutti hanno mutui accesi.

4paolorpt - 07/02/2010 14:51

Una riflessione merita il caso GSK. Non è un azienda in perdita. solamente che un decremento dei profitti potrebbe rendere l'azienda meno interessante per gli investitori. Eliminando alcuni centri di ricerca tra cui quello di Verona , si pensa di invertire questa tendenza. E' la logica delle società per azioni. Sarebbe tuttavia improprio attribuire tutto ciò al classico capitalista che viene rappresentato in forma caricaturale con cilindro e cravatta o orologio d'oro. Tra gli investitori in azioni vi sono anche i fondi pensione. Questi fondi nati per tutelare la previdenza dei lavoratori , investono in azioni per assicurare ai lavoratori attuali e futuri pensionati un trattamento pensionistico accettabile. I lavoratori chimici hanno un fondo chiamato FONCHIM . Tale fondo effettua investimenti in varie società usando come criterio quello di ottimizzare i rendimenti del portfolio titoli. Quando come dipendenti controlliamo gli andamenti del fondo e ci confortiamo quando vediamo che sono positivi non sempre ci poniamo il problema della eticità delle scelte che hanno portato a questi andamenti. In particolare se siano applicate le stesse logiche di ottimizzazione che hanno portato alla chiusura del centro di Verona. Questo per dire che siamo, volenti o nolent, parte di uno stesso sistema di cui accettiamo le regole quando va bene ma non esitiamo a criticarlo quando queste stesse regole ci si volgono contro. Tanto per fare un esempio , i metalmeccanici , considerati dall'opinione comune come l'avanguardia delle rivendicazioni sociali, hanno un fondo pensione (COMETA) che aveva investito parte del denaro nella banca Lehmann che tutti noi conosciamo.

5sanfeg - 07/02/2010 12:38

Visto che il “nostro” Luc, amministratore delegato da NOVEMBRE (da 3 mesi, quindi cosa sa di R&S?) e Finocchiaro (neppure lui è delle ricerche) è il meglio che l’azienda abbia trovato per rispondere a Tosi, come mai non hanno citato gli investimenti di Glaxo in Cina, con l’apertura di un nuovo centro ricerche nel 2007? Basta leggere sul seguente sito istituzionale “http://www.gsk-china.com/english/html/research-development/collaborations-in-china.html” e soffermarsi sul terzultimo e penultimo paragrafo: non vi ricordano tanto Verona? Andatevi poi a vedere i risultati per il 2009 (http://www.gsk.com/investors/quarterly_results.htm): aumento delle vendite del 17% rispetto al 2008, con un aumento dei ricavi pre-tasse del 19% (l’hanno detto a Tosi?). C’era bisogno di chiudere Verona e trasferire tutto in Cina per dare ancora di più agli azionisti? Non era forse il caso di “accontentarsi” di quel “misero” 19% (mentre tutto l’occidente è in crisi) e pensare a strategie alternative di successo ma più etiche e morali? Ad esempio, convertire a ciò che è il target del centro in Cina (la ricerca sulle malattie neurodegenerative) un centro esistente come Verona, visto che si occupa già di neuroscienza? Troppo “costoso” per loro… A noi hanno fatto firmare un “Codice Etico di condotta” qualche anno fa, ma loro l’hanno firmato? No, quello che hanno fatto è pianificare il taglio di Verona (e altri 5 siti R&S nel mondo occidentale), nel 2010, per ridurre i costi. Come dice un nostro collega inglese: “i nostri top managers sono come bambini in un negozio di giocattoli, pensano solo a loro stessi e le loro priorità sono anni luce più avanti di tutto; non interessa loro se devono tagliare migliaia di posti perché l’importante è raggiungere gli obiettivi di crescita dell’utile per distribuire i dividendi agli azionisti, così da ottenere i bonus di fine anno. Non hanno vere soluzioni per alcun problema finanziario se non ridurre i costi tagliando posti di lavoro, cosa che ogni scimmia saprebbe fare. Ci vogliono VERI leaders per fare una società di successo”.

6PolentaEMusso - 07/02/2010 12:02

Sempre + patetici commenti dei soliti sinistrati !!!

7azul - 06/02/2010 21:58

Vorrei SApere Qual'è una Ditta Solida a Verona che sia in Continua Espansione in Cerca di Personale...Ben Pagato.

8azul - 06/02/2010 21:55

Questa sera, Il Cavaliere, rideva sul Fatto che in Italia si Parli Ancora Di Crisi....Ha ridotto persino le Tasse...Siamo a Posto, L'Italia è una Potenza!

9linotaietta - 06/02/2010 13:29

I politici si stanno svegliando tutti, la soffiata della Glaxo che probabilmente chiuderà tutta, non solo la ricerca, è arrivata dalle Ronde Padane.

10azul - 06/02/2010 11:28

@Simone, Quanto Me lo AUGURO; E QUANTI FINALMENTE LO ASPETTIAMO QUEL MOMENTO!RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA DIGNITà.

11azul - 06/02/2010 11:24

Vieni Tremonti a Dirci che siamo in netta Ripresa, che la Crisi è Stata Superata, vieni Caro....Vieni con la Macchina Blu, che ti Paghiamo NOI, Vieni....Con la Marcegaglia.

12prodima - 06/02/2010 11:23

A forza di restringere il bacino del lavoro, a Verona, per i giovani non resterà che andarsene. Va detto infatti che mobilità e prepensionamenti, se mitigano il problema nel breve, creano voragini di indisponibilità per le generazioni future.

13azul - 06/02/2010 11:11

Il FAtto è che non c'è + Nulla, non esistono Governati Seri, VEri, Ma un'accozzaglia di Mercenari, ecco i Risultati, LOde al Disastro, E di Chi li Ha Votati, Adesso si Volta Pagina..Cosi Non Può Durare...Non Può!

14gibux - 06/02/2010 11:02

Non abbiamo ancora toccato il fondo, la gente non vuole capire, qualsiasi thread di discussione sui vari giornali dopo pochi post tira in ballo Berlusconi, i sindacati, i comunisti, il sindaco (magari eletto da poco). Qualcuno ha accusato il sindaco di aver sperperato i soldi per altri progetti inutili, ma lo sapete cosa ci farebbe GSK con 1,5 milioni di Euro? ci paga lo stipendio annuale di un pugno di dirigenti .... La verità è che che abbiamo i politici che ci meritiamo, di destra e di sinistra, e giocare sulle contrapposizioni gioca solo a loro favore, con i loro mega stipendi, liquidazioni e pensioni assicurate con pochi anni di "duro" lavoro. Fino a che l'Italia non toccherà il fondo (e siamo sulla buona strada) non cambierà mai nulla, i commenti di certi post che si trovano su tutti i forum mostrano di quanta ignoranza, ottusità, egoismo e qualunquismo sia pervasa la nostra società. In pochi decenni di "benessere" questo paese ha disperso un patrimonio di civiltà e cultura accumulato in secoli, pensate ai politici che hanno fondato la repubblica (molti oramai scomparsi) e paragonateli a chi va in politica ora, cosa pretendete? Ed è triste dirlo, ma non abbiamo neanche nessuna possibilità di cambiare le cose andando a votare .... devi votare come e chi dicono loro. Possibile che qualcuno creda ancora che una parte o l'altra della politica possa fare meglio? al limite solo peggio. Bisognerebbe cacciarli TUTTI in blocco e far diventare la politica un lavoro di passione come puoò essere quello di un ricercatore universitario che guadagna meno di un operaio, non la via più rapida e semplice per arricchire chi non ha ne arte ne parte. La rivoluzione deve partire dalla famiglia, dall'educazione, dalla civiltà .. tutte cose in via di estinzione. Saluti da un prossimo ex dipendente GSK. Giorgio

15mauri62 - 06/02/2010 10:30

Arrivano loro, i politici che hanno pensato a tutto fuorché alla politiche di sviluppo, a progettare e contrastare la crisi, a governare la finanza .. ora fanno le statuine del “sono triste” o “c’è uno spiraglio” . . imbonitori sempre, anche sulla pelle di 550 famiglie che hanno creduto al populismo e demagogia di governanti del qui ed ora .. ma lavoro, sviluppo, ambiente non si governano con le ronde o con i manifesti stradali .. purtroppo ci sveglieremo ma quanti disastri erano evitabili? Invece che un altro centro commerciale alle cartiere e un traforo non potevano pensare alle strutture e servizi per l’industrializzazione e gli insediamenti produttivi? Tornerà la sussidiarietà , la solidarietà, ma dobbiamo proprio tornare poveri per farlo? Chi ci governa, la chiesa, chi ha responsabilità politica, economica e istituzionale in città cosa ha fatto per il futuro in questi anni? Svegliamoci, la cultura del tutti per se e della divisione e degli egoismi personali, corporativi, razziali è un danno per tutti, anche per chi oggi è ricco .. questa la morale ,, siamo tutti interdipendentil la glaxo insegna, non sci sono poveri e ricchi, italiani o stranieri .. la crisi non guarda in faccia nessuno, impariamo subito a coltivare ancora futuro e solidarietà o pensiamo ancora “ a me è andata bene, non lavoro mica alla glaxo? Questo il male del paese, incarnato dai suoi attuali governanti …

16simone - 06/02/2010 09:22

TRANQUILLI AMICI RICERCATORI, LE VOSTRE LACRIME, LE VOSTRE SOFFERENZE NON SARANNO INVANE! VI ASSICURO CHE QUESTO LURIDO REGIME IPER LIBERISTA, LIBERTARIO, CRETINOIDE, RELATIVISTA UN GIORNO FALLIRA' E CREPERA' CON TUTTI I SUOI BRIATORI, CORONA, NANI, BALLERINE, ESCORT, VENDITORI DI FUMO ECC... RITORNERA' IL TEMPO DELLA CULTURA, DEI VALORI AL GOVERNO, DELLA MERITOCRAZIA, DEGLI IDEALI, DEGLI OLIVETTI, DELLE VERE MAESTRANZE LAVORATIVE. ABBIATE ANCORA PAZIENZA. MORTE AL REGIME RELATIVISTA IDIOTA! TOTALE APPOGGIO ALLE NOSTRE MERITEVOLI E BRILLANTI MENTI! Paolo

17Veronese74 - 05/02/2010 22:38

MAMMA MIA QUANTA IGNORANZA LEGGO IN QUESTI MESSAGGI........ TOSI PRESIDENTE!

18giorgioelle - 05/02/2010 21:23

Ma cosa si sta dicendo? Quando i buoi sono scappati con la complicita’ silente di TUTTA la classe politica, allora si cerca, a parole,di chiudere il recinto? Ma vergognatevi, siete come i vampiri pronti a succhiare il sangue delle vittime!! Fingete di interessarvi solo per farvi propaganda per le elezioni, dopodiche’, costernati e avviliti, dichiarerete la vostra impossibilita’ ad intervenire, probabilmente scaricando la colpa “sul governo precedente”. Ma cosa credete di fare? La Glaxo ha COMUNICATO la chiusura del centro ricerche, punto. E se ne impippa sia del governo Nazionale e locale, che ora si sveglia e cerca (finge) di fare qualcosa. Un durissimo colpo sia per l’ Italia che per Verona, d’ altronde in linea con la classe politica (TUTTA) che ci meritiamo perche’ li abbiamo votati!

19azul - 05/02/2010 18:02

Ma Ci Sono I Parchegghi, che diventeranno Dormitori pubblici, per i Disoccupati, me ne se sono già pren. un posto..Grazie Tosi & Corsi....

20azul - 05/02/2010 17:58

Si SA chje ci Sono Industrie ormai al Collasso, che erano Motori trainanti di VR, e quando Chiuderanno loro Quante altre ci andranno dietro...lo si SA Questo ALMENO?

21azul - 05/02/2010 17:43

Quante Multinazionali hanno finora chiuso o si sono ridimensionate a Verona, Industrie Veronesi Pure, Solo adesso ci sveglia? Invece di Trafori, e Busi caro Tosi Ecco la Grande Patata Bollente, Il Vero problema Prioritario di VERONA, il FLOP INDUSTRIALE

22igorruffo - 05/02/2010 17:35

Dove sono ora gli slogan della Lega e del PDL? "Più sicurezza per tutti"...."Padroni a casa nostra..." ecc.... Purtroppo il lavoro non sembra far così leva nel cuore dei cittadini Veronesi, troppo abituati ad avere comunque il portafoglio pieno. Ora però il vento sta cambiando anche qui.... Più sicurezza e padroni a casa nostra si ottengono anche con una politica costruttiva fatta di dialogo, di ascolto ai bisogni della gente e non di spot rumorosi. Vergogna......avete dimostrato tutta la Vostra incapacità. Speriamo almeno che i cittadini ora se ne accorgano.

23olicla - 05/02/2010 17:31

Glaxo non può fare quello che vuole, tanto più in un momento in cui gode di ottima salute e specula soltanto sulla crisi a danno dei cittadini. Se fossi il governo nazionalizzerei lo stabilimento

24giga.admin - 05/02/2010 17:29

Cara Concetta (15:59): purtroppo devo smentirti, il bravo TOSI ci lascerà tante belle buche e parcheggi costruiti a casaccio! Speriamo che non portino via anche l'Arena!

25mystere - 05/02/2010 16:36

Io guardo alla realta' locale, a quello che possiamo fare SUBITO. alle risorse economiche di cui disponiamo DA SUBITO. Per questo sono contro gli sprechi di quest'amministrazione e dico che invece che sperperare 1.200.000 euro = 2 Miliardi e 300 milioni per rifare una vasca, *SI PUO' E SI DEVE* dirottare tutte le risorse e soprattutto *tutta l'attenzione* verso quelli che sono i bisogni primari, ovvero *le persone*, i servizi e l'assistenza alle famiglie bisognose, non a piazzette, colate di cemento e marciapiedi, FALANSTERI inutili come i parcheggi che stanno realizzando. Questo dico. Ma lo sapete qunata assistenza a quante famigli bisognose si puo' dare con 1.200.000 euro? Moltissima! E questa e' solo una goccia negli sprechi. Bisogna riprendere in mano noi cittadini il timone, perche' qui si e' persa la rotta. Dobbiamo ricordare ai nostri amministratori che sono solo dei delegati. Siamo noi che comandiamo, altrimenti non e' piu' democrazia.

26concetta - 05/02/2010 15:59

Complimenti a TOSI e predecessori! La NATO e’ andata via, Unicredito software e BMW pure e adesso la Glaxo. Ci rimarranno qualche pandoro , pollo e tortellino e i tanti camion, del marmo e non, e con tanto particolato che piacciono a Flavio. Tutte le citta’ del mondo fanno carte false per avere insediamenti di multinazionali ad alto valore aggiunto, quelle tecnolgiche o farmaceutiche. Tosi no, lui e’ piu’ intelligente, lui canalizza gli investimenti su una ridicola autostrada per portare tanti camion puzzolenti vicini alle nostre case mentre tante delle nostre case non hanno neanche un collegamento DSL degno di questo nome (le centraline Telecom di Verona sono vetuste). Dottori e ingegneri fuggite! A Verona si pensa solo ai camion e se ancora siete qui e se avete dei figli comprate delle belle mascherine antismog, modelli suggeriti dall’assesore Sboarina. Al diavolo le multinazionali e le autostrade informatiche e le ricerche farmaceutiche ed il mondo moderno. Noi staremo nel nostro anello autostradale circondati da tanti bei camion che ci porteranno tanto particolato e tanta ricchezza col pedaggio di 46 centesimi al km…

27rugbytime - 05/02/2010 15:37

Glaxo è una multinazionale e quindi come tale può decidere liberamente in nome della redditività della propria azienda la chiusura e il trasferimento delle proprie attività dove trova "condizioni" più favorevoli ma noi come consumatori possiamo lanciare a Glaxo e ad altri un segnale forte boicottando, dove possibile, i loro prodotti visto che nella maggior parte dei casi i principi attivi sono gli stessi per medicinali prodotti da aziende diverse.

28lorenzo1903 - 05/02/2010 14:30

caro simone, prova a rispondere alle mie domande. prova a vedere quando è il no-tax day in Italia e in tutti gli altri paesi del mondo. quanti giorni al mese spende un'impresa, anche medio piccola, in oneri amministrativi. io non dico che sono contento, ma che con uno stato di questo genere, appesantito da decenni di indebitamento, esplosione della spesa pubblica per far mangiare democristiani e socialisti di ogni risma, opere pubbliche costosissime e inutili, se non irrealizzate, centralismo romano e così via è assolutamente INEVITABILE.

29pdverona - 05/02/2010 13:34

da tempo si sapeva del disagio serpeggiante tra i vertici dela GSK per una situazione veronese che vedeva l'azienda senza interlocutori politici a livello locale. Si sapeva e nessuno si è mosso! grazie sindaco,vediamo se anche i senza lavoro ti ameranno.... lorenzo dalai

30sandra1 - 05/02/2010 13:24

E intanto in parlamento si continua a cercare la soluzione per evitare i processi al sultano, ma tanto sono queste le cose che interessano ai nostri governanti, rimanere al potere e non importa se la gente è per strada l'importante è far vedere in tv che va tutto bene. Ma quando si sveglierà la massa? Che schifo.

31simone - 05/02/2010 12:37

x lorenzo1903 Sei proprio un benpensante, complimenti per l'approssimazione e gli ottimi slogan fasulli. Ti piacerebbe scrivere su libero?

32lorenzo1903 - 05/02/2010 11:37

è giusto così. dopo sessant'anni di statalismo, burocrazia, fallimento del sistema stato che ci ha portato ad avere un welfare americano con una tassazione svedese, cosa ci aspettiamo? perchè una multinazionale deve rimanere qui a dilapidare soldi in tasse, permessi, diktat amministrativi, rapportarsi con sindacati di scioperanti nullafacenti?

33ricercatore fottuto - 05/02/2010 10:33

non usate questa catastrofe (la chiusura del più grande centro di ricerche privato in Italia) per le solite beghe politiche da italiani. E' la fine di un sistema ! Significa che in Italia non si fa più ricerca ! Il messaggio è non studiate, non specializzatevi, non fatevi il culo: vi rimane solo il turismo, la moda ed il cibo... il resto ai cinesi ! E notate che ieri gsk ha annunciato un +83% di earnings per share !!!!

34Ggianni - 05/02/2010 10:02

E' vero quanto asserito da "musso da polenta". E' l'economia, e non la politica, che determina le nostre scelte. La politica è da sempre ancella fedele dei potentati economici. I nostri amministratori ( da Tosi in su ) non decidono un bel niente, sono solo fedeli esecutori di quanto deciso dalle lobbies economiche da cui hanno avuto i finanziamenti (vedi traforo, vedi inceneritore di verona).

35bonale - 05/02/2010 09:18

Non ho parole: una casa farmaceutica che taglia posti di lavoro per recuperare qualche punto percentuale di utile da distribuire agli azionisti? Altro che crisi, siamo tutti ricattabili da questi paperone de paperoni

36PolentaEMusso - 05/02/2010 09:03

Scusate ma, cosa centrano Tosi & C con le decisioni di una multinazionale, siete proprio patetici se non in malafede...

37imbriaghellas - 05/02/2010 08:52

X Caiop66: 1 - Impara prima la geografia. Verona non è Vicenza! 2 - 550 sono le famiglie che dal 2011 nn avranno più uno stipendio 3 - non ti dico altro perché *** *** come persona Solidarietà ai colleghi GSK R&D

38giogiox - 05/02/2010 08:45

HA RAGIONE PAVESE LA POLITICA MANGIA E NON SI VERGOGNA , OPERAI E IMPIEGATI A CASA E LA POLITICA CHE FA BOTTINO!

39stefanopoi - 05/02/2010 08:29

E c’è ancora chi, dall’alto della sua seggiola, continua a DIRE che dalla crisi si sta finalmente uscendo, naturalmente per meriti personali. E c’è ancora chi, mostrando i denti, vuole impedire ad altri di DIRE che non è vero, accusandoli di disfattismo. La realtà è che, chi può, non ha FATTO, né sta FACENDO una politica costruttiva per garantire il lavoro al nostro Paese, blaterando in continuazione fino a minare anche le basi stesse della nostra Repubblica.

40mystere - 04/02/2010 22:51

Tosi: "ci attiveremo subito". Si, e a far che? a organizzare un barbeque a base di salamelle e "Dai che cantemo"? Intanto si appresta a spendere UNMILIONEDUECENTOMILAEURO per rifare "la vasca del'arsenale"......... io l'ho sempre detto che questo sindaco butta letteralmente via i soldi (a essere molto buoni, senza indagare sui retroscena di tutto questo spendere..... parcheggi..... cantieri cantierini eccetera) tutto questo in un tempo in cui la gente finisce in mezzo ad una strada. Prima o poi tutte queste cose gli verranno fatte pesare.

41azul - 04/02/2010 19:01

Come mai , C'è gente che occupa il posto di lavoro?, Ahhh giusto, odia il Piano Ferie, e preferisce,Il suo Luogo di Svago..la ditta Fallita..Giusto.

42azul - 04/02/2010 18:58

Ma Siamo un Paese che è il migliore in Europa, con un Bilancio, finalmente in netta ripresa...daiii, è la solita Propaganda Cattaro-Komunista...non è vero Nulla , sono malati di "Scioperite"

43olicla - 04/02/2010 18:43

hanno ragione i nostri "amministratori". la crisi non c'è mai stata.. per loro. L'Italia che lavora invece sta affrontando una fase di depressione, che è appena iniziata! Il livello di PIL del 2007 non verrà mai raggiunto, perchè le industrie se ne sono andate o sono state chiuse dalla grande finanza. Fondamentale è che la gente non lo sappia...

44caiop66 - 04/02/2010 18:41

votate lega e pdl , su dai bravi vicentini , continuate a farvi del male, ma non piagete se poi vi lasciano a casa senza lavoro ed i vostri eletti si riempiono la pancia ed il conto corrente...... chi è causa del suo male, pianga se stesso !!

45linotaietta - 04/02/2010 18:21

Non capisco perchè tanta preoccupazione. I ministri di questo governo, dal primo all' ultimo continuano a dire che la crisi è finita, che l'Italia grazie a loro è messa molto meglio delle altre nazioni europee, che bisogna essere allegri e ottimisti, non catastrofisti.Quindi, un po di buon umore, accidenti.

46pavese - 04/02/2010 17:58

Cominciamo a tagliare gli stipendi dei politici nazionali, regionali, provinciali e locali. Il taglio servirà a costituire un fondo per le persone che perdono il posto di lavoro garantendo loro un introito fintantoché non si riprenderà l'economia che, come dice qualcuno, da noi va meno peggio che in altri paesi. Ho letto gli stipendi e le liquidazioni di Galan e compagnia varia e sono cose che fanno venire il voltastomaco.

47olicla - 04/02/2010 17:08

aspetta che mi risuonano le orecchie... "LA CRISI E' FINITA"

pagine
2
di
15
  • 1

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.