Nucleare a Torretta? «Rischio non escluso»
AMBIENTE. Per Realacci potrebbe rispuntare la mappa Cnen del 1979. Intanto, è nato a Legnago un comitato anti centrale
Il timore di veder sorgere una centrale nucleare a Torretta è tornato a farsi sentire nella Bassa. Dopo l'allarme lanciato nelle scorse settimane dagli ambientalisti legnaghesi, a rimettere sul tavolo un'ipotesi già circolata in città negli anni Ottanta ci ha pensato Ermete Realacci del coordinamento nazionale del Partito democratico.
Il quale, in un'intervista apparsa ieri sul quotidiano «La Repubblica», sostiene che la mappa all'interno della quale si individueranno i luoghi dove localizzare i nuovi reattori inseriti nel piano governativo è la stessa stilata nel 1979 dal Comitato nazionale per l'energia nucleare (Cnen) incrociando i dati sul rischio sismico, sulla popolazione e sulla disponibilità d'acqua.
Quindi, secondo l'esponente del Pd, che invita il Governo a sciogliere le riserve prima dell'imminente appuntamento con le Regionali, la zona delle Valli Grandi, fra l'Adige ed il Po, sarebbe uno dei 45 siti potenzialmente idonei ad ospitare i futuri impianti. «Da allora poco è cambiato: è questa la rosa entro cui scegliere», afferma Realacci. Una convinzione che sta prendendo sempre più corpo anche a Legnago dove lo scorso 21 dicembre - al termine di un'assemblea convocata proprio a Torretta - si è costituito il comitato anti-nucleare abozzato in due incontri preparatori promossi dal locale circolo di Legambiente. A guidare il fronte trasversale, che contrasterà l'eventuale insediamento del reattore nelle campagne a sud di Legnago, sarà il vicepresidente di Legambiente Lino Pironato affiancato da un direttivo di sette persone e da Alberto Pedron, uno dei promotori del primo comitato formatosi in città quando Torretta ottenne l'avversata «nomination» nel piano del Cnen. A sostenere l'azione del coordinamento legnaghese contribuirà anche il consigliere provinciale di Sinistra e Libertà Giuseppe Campagnari, che ieri si è impegnato a ripresentare la mozione contro il nucleare partendo dal presupposto «che Verona e il Veneto hanno una lunga tradizione nelle energie alternative». S.N.



1cassius - 21/01/2010 01:01
Primo punto: Rubbia non sostiene questo nucleare, ma in Italia verrano piantate centrali di 3 generazione. Secondo punto: la Germania ha ridotto la produzione da nucleare, perchè non può fermarle, altrimenti lo avrebbe fatto, se sono così siocure, pulite e vantaggiose, anzichè scommettere sulle rinnovabili poteva piantare altri 10 reattori nucleari... O no?? Terzo punto: come vengono ammortizzati i soldi che spenderemo per il ritorno al nucleare? Ha presente quanto soldi ci vogliono per costruire una centrale? E quanti soldi servono per fare il processo di decomission una volta che la si deve chiudere? Credo che lei abbia le idee un pò confuse... Alessio R.