Il Piano rifiuti si incaglia
dubbi anche da Lega e Pdl
PROVINCIA. Delibera in aula, centrosinistra contrario ma è la stessa maggioranza a frenare. E in piazza dei Signori parte la contestazione contro Ca’ del Bue
Si sente puzza di bruciato, mentre in Loggia di Fra' Giocondo si sta discutendo il Piano provinciale dei rifiuti, malgrado l'inceneritore di Ca' del Bue non sia ancora operativo. Chiare e inequivocabili le contrarietà del centinaio di manifestanti guidati da Daniele Nottegar, Mirko Simonaio e Sergio Mantovani all'esterno della Provincia, che urlano il loro mal di pancia, citando padre Alex Zanotelli a megafono spiegato: «Dio ricicla, il diavolo brucia».
Ma i dolori addominali striscianti in Consiglio provinciale sono più devastanti, pur se sussurrati. Sinistra e libertà, Idv, Pd e Udc ritengono il Piano datato e non lo voteranno con varie motivazioni. E incomincia a farsi strada anche negli alleati di centrodestra l'idea che i forni a griglia, per cui Agsm ha già fatto partire il bando di gara, non rappresentino la soluzione più gradita agli elettori veronesi.
La Lega Nord ha presentato una trentina di emendamenti e sembra imboccare la strada intrapresa dalla Provincia di Treviso, in cui il Carroccio ha assunto posizioni forti contro gli inceneritori.
E anche nello stesso Pdl qualcuno suggerisce che nel Piano regionale dei rifiuti non si parlava di tecnologie specifiche, ma semplicemente di rendere operativo l'impianto di San Michele.
Si prevede quindi che non basteranno due sedute del Consiglio per licenziare in quattro e quattr'otto la strategia dei prossimi anni sullo smaltimento dei rifiuti. «Il Ppr è datato 2007», si ribella il Pd, «non si è verificata nessuna delle ipotesi previste, ma ci si comporta come se tutto fosse come allora». «Un vero fallimento, dato che Ca' del Bue doveva partire con i nuovi forni entro il 2010 con una nuova discarica all'interno dell'area dell'inceneritore e un nuovo sistema viario per l'accesso all'impianto dalla tangenziale. Si prevedevano poi, l'obbligo per l'Amia di verificare se altri termovalorizzatori fuori provincia fossero disponibili a bruciare i nostri rifiuti e che dopo il 2008, limite dichiarato per l'autosufficienza, si sarebbe cercato un nuovo sito di smaltimento. Il risultato è che i veronesi pagano una tra le tariffe più alte d'Italia. Occorre non fare finta di nulla, rivisitando criticamente il Piano del 2007», dice Vincenzo D'Arienzo, la cui linea di principio, pur se con differenti visioni è sposata anche da Sonia Milan (Idv) e Giuseppe Campagnari (Sinistra e libertà).
Infine, è stato presentato il nuovo segretario generale della Provincia, Giuseppe Giuliano.
Roberto Ceruti



1girmi - 13/01/2010 14:54
Pieno e incondizionato sostegno a chi mi ha preceduto: Nella nostra societa' soffocata dai "prodotti" dei NOSTRI comportamenti la strada e di produrre MENO rifiuti e MENO inquinamento. Non ci sono filtri e pulitira strade che tengono di fronte alle emissioni di inceneritori e automobili a diesel. Quindi, anziche' promuovere iniziative folli come gli inceneritori e le filovie-diesel di Corsi, si devono produrre meno rifiuti e riciclare cio' che viene raccolto, utilizzare mezzi di trasporto di massa a METANO o TOTALMENTE ELETTRICI. In provincia di Trento, ad esempio ed e' sempre triste dover fare questi paragoni visto che parliamo di "vicini di casa" non di extraterrestri, stanno abolendo i sacchetti di plastica per spesa. E' la COOP per ora che lo fa. Alla faccia del governo italiano che ha gia' posticipato al 2012 e poi chissa'...... Le cose si possono fare basta VOLERLO e in provincia di Trento non si saranno suicidi di massa perche' non si usano i sacchetti di plastica. Le persone, ed in particolare le nuove generazioni, sanno ormai cosa e come fare. Che lo facciano anche gli amministratori o MAGARI qualche privato piu' illuminato. Perche' ad esempio non iniziano anche in citta' i vari Rossetto, Famila, ecc....???? Il PRIMO CHE INIZIA avra' PIU' clienti e fara' concorrenza agli altri. Andiamo tutti a fare la spesa dove NON si inquina!!!!! Grazie