Il Piano rifiuti si incaglia
dubbi anche da Lega e Pdl

PROVINCIA. Delibera in aula, centrosinistra contrario ma è la stessa maggioranza a frenare. E in piazza dei Signori parte la contestazione contro Ca’ del Bue
13/01/2010
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La protesta contro Ca’ del Bue in piazza dei Signori durante il Consiglio provinciale FOTO MARCHIORI

Si sente puzza di bruciato, mentre in Loggia di Fra' Giocondo si sta discutendo il Piano provinciale dei rifiuti, malgrado l'inceneritore di Ca' del Bue non sia ancora operativo. Chiare e inequivocabili le contrarietà del centinaio di manifestanti guidati da Daniele Nottegar, Mirko Simonaio e Sergio Mantovani all'esterno della Provincia, che urlano il loro mal di pancia, citando padre Alex Zanotelli a megafono spiegato: «Dio ricicla, il diavolo brucia».
Ma i dolori addominali striscianti in Consiglio provinciale sono più devastanti, pur se sussurrati. Sinistra e libertà, Idv, Pd e Udc ritengono il Piano datato e non lo voteranno con varie motivazioni. E incomincia a farsi strada anche negli alleati di centrodestra l'idea che i forni a griglia, per cui Agsm ha già fatto partire il bando di gara, non rappresentino la soluzione più gradita agli elettori veronesi.
La Lega Nord ha presentato una trentina di emendamenti e sembra imboccare la strada intrapresa dalla Provincia di Treviso, in cui il Carroccio ha assunto posizioni forti contro gli inceneritori.
E anche nello stesso Pdl qualcuno suggerisce che nel Piano regionale dei rifiuti non si parlava di tecnologie specifiche, ma semplicemente di rendere operativo l'impianto di San Michele.
Si prevede quindi che non basteranno due sedute del Consiglio per licenziare in quattro e quattr'otto la strategia dei prossimi anni sullo smaltimento dei rifiuti. «Il Ppr è datato 2007», si ribella il Pd, «non si è verificata nessuna delle ipotesi previste, ma ci si comporta come se tutto fosse come allora». «Un vero fallimento, dato che Ca' del Bue doveva partire con i nuovi forni entro il 2010 con una nuova discarica all'interno dell'area dell'inceneritore e un nuovo sistema viario per l'accesso all'impianto dalla tangenziale. Si prevedevano poi, l'obbligo per l'Amia di verificare se altri termovalorizzatori fuori provincia fossero disponibili a bruciare i nostri rifiuti e che dopo il 2008, limite dichiarato per l'autosufficienza, si sarebbe cercato un nuovo sito di smaltimento. Il risultato è che i veronesi pagano una tra le tariffe più alte d'Italia. Occorre non fare finta di nulla, rivisitando criticamente il Piano del 2007», dice Vincenzo D'Arienzo, la cui linea di principio, pur se con differenti visioni è sposata anche da Sonia Milan (Idv) e Giuseppe Campagnari (Sinistra e libertà).
Infine, è stato presentato il nuovo segretario generale della Provincia, Giuseppe Giuliano.

Roberto Ceruti

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1girmi - 13/01/2010 14:54

Pieno e incondizionato sostegno a chi mi ha preceduto: Nella nostra societa' soffocata dai "prodotti" dei NOSTRI comportamenti la strada e di produrre MENO rifiuti e MENO inquinamento. Non ci sono filtri e pulitira strade che tengono di fronte alle emissioni di inceneritori e automobili a diesel. Quindi, anziche' promuovere iniziative folli come gli inceneritori e le filovie-diesel di Corsi, si devono produrre meno rifiuti e riciclare cio' che viene raccolto, utilizzare mezzi di trasporto di massa a METANO o TOTALMENTE ELETTRICI. In provincia di Trento, ad esempio ed e' sempre triste dover fare questi paragoni visto che parliamo di "vicini di casa" non di extraterrestri, stanno abolendo i sacchetti di plastica per spesa. E' la COOP per ora che lo fa. Alla faccia del governo italiano che ha gia' posticipato al 2012 e poi chissa'...... Le cose si possono fare basta VOLERLO e in provincia di Trento non si saranno suicidi di massa perche' non si usano i sacchetti di plastica. Le persone, ed in particolare le nuove generazioni, sanno ormai cosa e come fare. Che lo facciano anche gli amministratori o MAGARI qualche privato piu' illuminato. Perche' ad esempio non iniziano anche in citta' i vari Rossetto, Famila, ecc....???? Il PRIMO CHE INIZIA avra' PIU' clienti e fara' concorrenza agli altri. Andiamo tutti a fare la spesa dove NON si inquina!!!!! Grazie

2mdavide - 13/01/2010 11:38

Inceneritori, perché no 1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nano particelle tossiche e diossine 2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti 3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze. - le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche - i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso - l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare 4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti 5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici 6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti. 7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo 8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti L’ALTERNATIVA! Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio e bioessicazione 1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%) 2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale 3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato 4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con inimpianti di bioessicazione. 5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè: - il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato - il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare - il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica 6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato. DICIAMO NO! A CA’ DEL BUE!

3olicla - 13/01/2010 10:53

Ancora con questa storia…. Se le tariffe sono troppo alte rispetto al servizio vuol dire in genere che siamo “amministrati” da incompetenti. Questo vale per ogni settore. In questo in particolare, chi viene posto a scaldare una costosa carega ha in mente spesso soltanto l’incenerimento, lo stesso che l’economista Giuseppe Grillo ha definito cancrovalorizzazione. Certi signori non hanno alcuna idea di cosa sia il riciclo, né tantomeno come questo funzioni, e credono che il loro compito sia pagare le altre provincie perché brucino la nostra immondizia, e presentare il conto a noi cittadini. Un sistema dei rifiuti così concepito lo potrebbero amministrare altrettanto degnamente le mie galline, che peraltro non percepiscono alcuno stipendio. Chi va a spiegare all’Olimpo della politica che qualsiasi cosa che viene bruciata è uno spreco bello e buono? Carta, plastica, vetro, alluminio rame e metalli vari, legno ecc. vanno RECUPERATI E RICICLATI! Quello che rimane dopo una corretta separazione e gestione dei rifiuti (che non dovrebbe contenere materiale organico né materiale riciclabile) dovrebbe costituire una quantità irrisoria,che ovviamente NON BRUCIA. Se brucia, vuol dire che stanno bruciando carta o plastica. Se non brucia, a cosa servono gli inceneritori? Quindi chiunque dovrebbe capire che se la gestione dei rifiuti fosse fatta a regola d’arte, l’inceneritore di Ca’ del Bue (e l'enorme costo in termini di emissioni che questo porta con sè) non avrebbe alcuna ragione di esistere, semplicemente perché non potrebbe funzionare non avendo nulla da bruciare! Una piccola domanda per chiudere: CHE FINE FANNO ATTUALMENTE CARTA E PLASTICA nel comune e nella provincia di Verona?

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