Regionali, Galan fuori dalla corsa?
Il Pdl dice no e riapre la partita
Venezia. Moderato nei toni, ma deciso nei contenuti, il documento approvato dal coordinamento veneto del Pdl dice no alla «liquidazione» decisa a Roma del presidente veneto uscente Giancarlo Galan dalla corsa alle regionali. Tra le fila venete del partito guidato dal premier Silvio Berlusconi pare emergere la volontà di riaprire la partita per non lasciare campo libero alla Lega, anche a costo, sembrerebbe, di arrivare a gesti clamorosi, facendo indirettamente un richiamo alla possibilità di una corsa solitaria. Il documento arriva giusto alla vigilia della riunione a Padova del vertice regionale del Carroccio che dovrebbe fare chiarezza sul nome del candidato. Da settimane la scelta appare una partita a due tra il ministro Luca Zaia e il sindaco di Verona Flavio Tosi. In casa leghista però bocche cucite, tanto che lo stesso segretario veneto Gianpaolo Gobbo liquida con un «prendiamo atto e ringraziamo» la dichiarazione del ministro Ignazio La Russa che sulla possibilità di una scelta a favore di Zaia ha detto: «si tratta di un ottimo candidato», aggiungendo «è ovvio che se Zaia sarà eletto dovrà dimettersi» da ministro. Se così domani c’è l’appuntamento per il Carroccio veneto, che dovrebbe definire il nome da portare all’attenzione dell’organo centrale, il Pdl veneto oggi mostra di non avere alcuna intenzione di restare alla finestra. La nota votata all’unanimità dà infatti mandato ad Alberto Giorgetti e al vice Marino Zorzato «di rappresentare urgentemente al Presidente Silvio Berlusconi il disappunto del Pdl Veneto sulle scelte e sul metodo operate dal Comitato di Presidenza del Pdl» e «rivendica la dignità del Pdl Veneto e la centralità per la tenuta del Pdl in Veneto della persona del Presidente Giancarlo Galan». È ribadita poi «l’autonomia del Coordinamento Regionale nelle scelte e nelle trattative per gli assetti futuri del Veneto» e «la necessità di una rivisitazione degli impegni nazionali», nel rispetto di quanto indicato dal coordinamento regionale. A pesare come un macigno, però, c’è quel passaggio in cui si richiama e si ribadisce la validità di un documento votato, sempre all’unanimità, il 16 ottobre. Un documento in cui, pur ribadendo «la priorità strategica dell’accordo con la Lega Nord», il PdL del Veneto «al fine di non disperdere la straordinariamente positiva esperienza di buongoverno ed il consenso della maggioranza dei veneti» si dice pronto a «intraprendere la corsa autonoma alle prossime elezioni regionali». La chiave, secondo fonti ben informate, per capire se ci sarà o meno una lista pro Galan (il presidente al momento non pare intenzionato a intervenire nella querelle dopo aver detto che voleva prendersi dieci giorni per decidere sul suo futuro) sarà il tipo di risposta che i veneti avranno da Arcore. In casa Udc, intanto, Antonio De Poli, ricorda che se Galan rompe con il Pdl sul tema Lega e guarda alla creazione di un’area moderata c’è la disponibilità ad un accordo attorno alla sua candidatura. Il sottosegretario Carlo Giovanardi, invece, invita il Pdl veneto a non perdere tempo «in sterili recriminazioni».



1cirodegennaro - 19/12/2009 08:27
E' triste dover constatare che la guida ed il futuro di una Regione come il Veneto scaturisca da un accordo di potere, da una ripartizione di poltrone alla quale la Lega partecipa come primo attore. E' questa la Lega che imprecava contro "Roma ladrona"? I leghistgi che sono calati nella Capitale si sono integrati in fretta, anzi hanno imparato molto in fretta a sfruttare le debolezze altrui per ottenere benefici (leggi momento difficile di Berlusconi). Sembra di vivere nell'atmosfera di una favola. Le origini, la tradizione, la cultura, il passato del Veneto operoso e ricco calpestato ed affidato ad un partito che, finora, non ha ancora meritato ciò che le viene "regalato": con quali credenziali la Lega si appresta ad assumere il governo del Veneto, quale passato, quale cultura, quale storia garantiranno la continuità necessaria a conservare la funzione di leader fra le Regioni che è il merito fondamentale di Galan. Penso che i nostri Padri Storici che hanno contribuito a rendere solido ed operoso il nostro territorio si rivolteranno nelle loro tombe. E' contro natura calpestare le aspettative di una Regione che vuole continuare a contare, barattandola con la necessità di garantire la stabilità di un governo che ormai si avvia alla fase discendente. FALCO