Job, ecco la scuola che vuole battere la crisi

EVENTI. Presentata la rassegna che rimarrà aperta in Fiera da giovedì a domenica prossimi. Nei due padiglioni attesi oltre 40mila giovani. La sfida del lavoro. Riello: «Il momento di difficoltà modificherà alcuni settori e farà emergere nuove figure professionali». Mazzucco: «Va valorizzato il marchio italiano»
20/11/2009
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Un’attrazione in una delle precedenti edizioni di Job & Orienta

Verona. Uno sguardo al futuro, tenendo però ben saldi gli occhi sul presente e sulla crisi che sta attanagliando il Paese. Job&Orienta, che aprirà i battenti in Fiera giovedì prossimo e si concluderà domenica 29, pone al centro dei suoi temi proprio la congiuntura economica. E mette l'accento sull'orientamento come chiave di volta e per superarla.
«L'orientamento oltre la crisi. Con i giovani per cambiare il futuro» è infatti il tema portante dei quattro giorni di fiera che richiameranno nei due padiglioni e nei 30 mila metri quadri di spazi espositivi allestiti oltre 40mila giovani. «Un oltre la crisi da costruire con i giovani, per dare forma insieme a loro al cambiamento, al futuro e per ridisegnare con loro una visione nuova dell'economia rispetto a un modello che ha mostrato tutta la sua fragilità e insostenibilità. La crisi infatti modificherà alcuni settori e farà emergere nuove figure professionali: anche per questo chiama l'orientamento dei giovani ad assumere un nuovo ruolo», ha spiegato Ettore Riello, presidente di Veronafiere, presentando la diciannovesima edizione del Salone nazionale dedicato all'orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro.
«È necessario oggi più di ieri pensare alla scelta della facoltà da seguire formulando ipotesi per il futuro e non seguendo le mode del momento», ha aggiunto il rettore Alessandro Mazzucco. Ad assicurare un impiego, oggi, sono più che altro le facoltà scientifiche ed in particolare ingegneria ed economia. «Dobbiamo pensare alla formazione accademica come una piattaforma educativa e culturale che deve necessariamente essere radicata nel territorio ma senza tralasciare la consapevolezza che dovrà lanciare i propri laureati nel mondo, perché difficilmente troveranno lavoro in loco. Bisogna trovare un sistema per cui l'Italia riesca a valorizzare un suo marchio nel mondo», ha spiegato Mazzucco, sottolineando che a Job&Orienta 2009 saranno 70 gli atenei presenti. «E con l'università Juan Carlos di Madrid è stata siglata una convenzione a quattro, che coinvolge anche le rispettive fiere. Un accordo importante che sarà presentato nel corso del convegno "Lavorare nel mondo", del 27».
Diversa in parte la situazione per i giovani veronesi che scelgono di fermarsi dopo il diploma, soprattutto se conseguito negli istituti tecnici. «Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un ritorno agli istituti professionali. In questa fase di crisi, infatti, il mondo del lavoro richiede molti tecnici, che spesso vengono plasmati dagli istituti grazie anche alle direttive e alla collaborazione con il mondo imprenditoriale», ha spiegato Marco Luciani, assessore provinciale alle Politiche per l'istruzione.
«I giovani, in fiera, saranno parte attiva nella scelta del futuro. Quella 2009 è un'edizione importante anche per discutere sulla riforma delle scuole superiori che aspettiamo dal '23 e che partirà l'anno prossimo. Tra le peculiarità di questo nuovo piano, il riconoscimento del merito, la centralità della formazione tecnica e professionale e l'alternanza scuola lavoro», ha sottolineato Giovanni Pontara, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale. Insomma, gli ingredienti per pensare positivamente al futuro ci sono, basta conoscerli e sapersi orientare tra le molte opportunità. A tal fine, Job&Orienta porterà in Fiera 450 realtà tra scuole, università, accademie, istituzioni, imprese e associazioni di categorie, agenzie per il lavoro e centri per l'impiego.
Inoltre, offre 150 appuntamenti culturali, tra convegni, workshop e laboratori.

Ilaria Noro




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