Le rovine dell'ex base missili
palestra per le polizie europee
RONCÀ. Da metà settembre nella zona militare abbandonata si sono svolte in gran segreto complesse esercitazioni. Esercitazione internazionale con gran schieramento di forze e la gente in Val d'Alpone pensa «che ci siano i terroristi»
Roncà. Roncà si è trasformata in Spolarni, villaggio dell'immaginaria Ambria dove, dopo una guerra civile che ha opposto le etnie degli Ambriani e degli Askalos, le forze multinazionali di pace devono riportare stabilità. Questo è lo scenario che per un mese e mezzo ha impegnato 700 appartenenti a diverse forze di polizia europee nell'esercitazione European union police forces training, sotto la direzione dei carabinieri guidati dal generale Silvio Ghiselli.
Quartier generale è stata la caserma Chinotto di Vicenza, sede il Coespu (centro di eccellenza per le stability police units). Le attività pratiche si sono svolte nel Vicentino, all'ex base aeronautica di Longare e all'ex base missilistica di Roncà. Se, però, a Longare l'Unione europea ha investito per ristrutturare e riattivare palazzine e strutture, Roncà è stata scelta proprio per lo stato di abbandono (simile a uno scenario postconflitto) in cui l'ex base dell'aeronautica militare versano dalla dismissione, avvenuta nel 1995.
A Roncà sono arrivate delegazioni delle polizie e gendarmerie di Belgio, Slovenia, Francia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Portogallo, Estonia, Malta, Repubblica Ceca, Germania, Turchia, Finlandia, Romania, Lituania, Spagna, Lettonia, Austria, Cipro, Grecia e Polonia. Per l'Italia hanno partecipato all'esercitazione carabinieri, polizia di Stato e guardia di finanza.
Scopo dell'addestramento, che si è sviluppato in tre sessioni di due settimane ciascuna da metà settembre, è stato anche mettere a punto procedure comuni tra le varie forze di polizia, una delle attività fondamentali per la costruzione della gendarmeria europea che proprio alla caserma Chinotto ha il suo quartier generale, l'Eurogendfor.
Per un mese e mezzo è stato un continuo viavai di uomini e mezzi, elicottero dei carabinieri compreso, e la fantasia della popolazione tanto di Longare quanto di Roncà si è scatenata. Le voci più diverse si sono sentite di bocca in bocca: ripristino delle basi per l'esecuzione di test su nuove armi, minacce del terrorismo internazionale, riattivazione delle basi, caccia a pericolosi criminali. Il motivo per cui solo alla fine del training è possibile raccontare cosa sia accaduto sta proprio nella modalità di svolgimento del training che, in sostanza, per le due settimane di ciascuna sessione ha costretto i militari partecipanti a vivere in una realtà parallela. Anticipare la formula del training, in sostanza, avrebbe potuto avvantaggiare qualcuno: impensabile per i responsabili dell'Eupf 2009 (la prima edizione si tenne l'anno passato in Francia) che usano il training anche per compilare le pagelle dei corpi di polizia europea.
C'è un anno e mezzo di lavoro dietro quella sorta di enorme produzione cinematografica che è stato il training delle polizie europee: per tre sessioni sono stati ricreati scenari, location, situazioni sui quali i partecipanti sono stati chiamati a misurarsi. La storyboard, che ricorda quel che realmente accadde nei Balcani, l'hanno composta in 15 persone sotto la regia del tenente colonnello Leonardo Albanesi, (settimo Reggimento carabinieri di Laives, in provincia di Bolzano), lunedì in partenza per l'Afghanistan.
Quindici persone, come dire altrettante specializzazioni fatte scendere in campo per scrivere una storia che offrisse banchi di prova per ognuna di esse. La "storia" è diventata un set dinamico in cui le cose succedono davvero: e allora è capitato anche che le forze di polizia abbiano allestito posti di blocco in qualche aeroporto (vero) per cercare criminali (fasulli).
Paola Dalli Cani
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