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Economia

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05.11.2013

Casa, Comuni verso nuove imposte locali sugli immobili

FISCO. Dopo la cancellazione dell'Imu in arrivo prelievi che permettano di recuperare risorse allo Stato e agli enti
Gli enti locali puntano a recuperare entrate diverse per far quadrare i conti: sotto tiro tutte le abitazioni «non seconde» ma non abitate dai proprietari

Fisco, case nel mirino delle amministrazioni  locali
Fisco, case nel mirino delle amministrazioni locali
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Casa dolce casa? Non più, tra Ici, Imu, Tia, Tares, Tasi, Tari, Tarip, Trise e le relative aliquote applicate alle categorie catastali chi possiede una casa è nel caos più totale. E, al di la degli acronimi, nel caos sono anche i Comuni, tra cui quello di Verona, che dovranno il prima possibile definire le basi imponibili di pagamento dei nuovi tributi Tari, sui rifiuti, e Tasi, sui servizi indivisibili comunali, cercando di colmare il vuoto che comporterà il mancato gettito del pagamento Imu. Nel frattempo l'Imu è stata cancellata e le compensazioni statali difficilmente saranno sufficienti, perché calcolate sul gettito 2012. E poi c'è la componente Tasi che dal 2014 sostituirà l'Imu: diversi Comuni pensano di spingere al massimo consentito l'aliquota Tasi, 2,5 per mille, perché se optassero per quella base dell'1 per mille, avrebbero un gettito inferiore alla vecchia Imu. Insomma, la prima provvisoria conclusione a cui si giunge guardando la riforma della tassazione immobiliare contenuta nella legge di stabilità è che a finanziare la riduzione delle imposte sulla prima casa contribuirà l'incremento della tassazione sugli altri immobili. Il nuovo tributo immobiliare, Trise, che assorbe la Tares e cancella solo parzialmente l'Imu, si compone di due parti: la Tari sui rifiuti (che dovrà sostituire la Tares) e la Tasi sui servizi indivisibili (che dovrebbe superare o, in altri casi, affiancare l'Imu). Infatti, la Tasi sostituisce l'Imu sulla prima casa ma integra l'imposizione sulle altre tipologie immobiliari che, è bene sottolinearlo, non sono solamente le seconde e terze case, ma anche le prime case dove non si risiede. Tuttavia, è questo il correttivo apportato dal governo, il tetto del prelievo viene fissato per legge sulla soglia massima che era prevista per l'Imu (che è del 6 per mille sulla prima casa e del 10,6 sulla seconda). In particolare per le altre tipologie di casa la somma della Trise con l'Imu non potrà superare l'1,16% anche se è probabile che i comuni cercheranno di spostare la percentuale verso i livelli massimi. Unica nota positiva è per gli affittuari che pagheranno la Tasi in una percentuale tra il 10 e il 30% mentre la quota Imu resterà a carico del proprietario.

Elisa Costanzo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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