Alla Glaxo un centinaio gli esuberi nella ricerca

IMPRESE. Confermata, dopo l'intervista a Papadimitriou, l'entità limitata dei tagli a Verona
La riorganizzazione è parte del piano mondiale di riduzione dei costi operativi per oltre un miliardo di euro
09/11/2008
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Il quartier generale della Glaxo Italia e del centro ricerche

Nell'ambito del piano di riduzione dei costi operativi alla GlaxoSmithKline sono entrati cento esuberi nell'area ricerca. Il colosso multinazionale della farmaceutica li ha annunciati nell'incontro con i sindacati che si è svolto venerdì nel quartier generale Gsk Italia di Verona. Nella stessa giornata il capo della Ricerca di Gsk, Emiliangelo Ratti, con una lettera ha informato i suoi colleghi dei cambiamenti in arrivo, delle decisioni nell'ambito del progetto di riorganizzazione di tutta l'attività di Ricerca e Sviluppo in Glaxo che «non sono facili né indolori. Il cambiamento», scrive, «prevede semplificazioni operative ed organizzative, il ridimensionamento di alcune attività e il rafforzamento di altre». Da questo deriva la conseguente «necessità di una riduzione del numero dei ricercatori».
Il piano di contenimento dei costi per oltre un miliardo di euro entro il 2010 a livello mondiale era stato annunciato a fine ottobre dello scorso anno dalla multinazionale inglese. Come ha detto ieri in un'intervista a L'Arena Angelos Papadimitriou, presidente e amministratore delegato di Gsk spa (1.471 milioni di euro di fatturato 2007, di cui 400 di export, con 3.100 dipendenti totali tra Verona, Parma e Milano), si tratta di «uno snellimento spiacevole, però necessario e doveroso» per fare fronte alle difficoltà derivanti da una parte dalla crisi finanzaria globale e dall'altra dalla indifferibilità di una ristrutturazione e di un riposizionamento che interessano il comparto farmaceutico mondiale.
All'incontro di venerdì pomeriggio erano presenti le segreterie provinciali di Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil e la Rsu (la Rappresentanza sindacale unitaria interna); per l'azienda i responsabili del Centro ricerche di Verona e i responsabili del personale.
La ricerca Glaxo conta circa 600 addetti a Verona, che è sede del quartier generale Gsk spa e del maggior centro ricerche farmaceutiche in Italia specializzato nelle neuroscienze.
Questa riorganizzazione, si apprende da fonti vicine al sindacato, si aggiunge alla precente che ha ridotto di alcune decine di unità il persone nelle tre aree aziendali, cioè ricerche, produzione e servizi, e si aggiunge anche al mancato rinnovo di contratti a termine.
Nell'area Drug Discovery interessata dalla riorganizzazione precedente, gli esuberi, sempre secondo le fonti vicine al sindacato, erano circa 40, in parte usciti attraverso la mobilità e in parte ricollocati in azienda in altre aree produttive. In questa occasione, rilevano le stesse fonti, sarà più difficile la gestione sia per il numero che per le quasi nulle possibilita di ricollocazione. I sindacati territoriali e Rsu sono ancor più preoccupati dopo l'annuncio fatto giovedì in Usa (riportato su L'Arena di venerdì) del programma di riduzione di 1.800 informatori medico scientifici negli Usa (a cui per altro ha corrisposto l'assunzione di 800 persone in nuovi settori, con un saldo netto di meno mille). Se questo, fanno rilevare le fonti, è l'anticipo di una riorganizzazione mondiale che interesserà l'area degli informatori, oltre a ricerca e produzione, e se venisse applicata in Italia sarebbero messi in discussione circa dai 250 ai 300 informatori del farmaco sui circa mille di Gsk Italia. Inoltre Farmindustria, l'associazione italiana delle imprese farmaceutiche aderente a Confindustria, ha stimato che nei prossimi due anni nel settore verranno persi 10mila posti in Italia dei quali la metà informatori medico scientifici.
Lucio Bussi

Lucio Bussi