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Economia

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19.12.2012

Il Consorzio di tutela detterà legge su tutto il Bardolino

VINO. Il ministero ha assegnato l'erga omnes
Il 92% dei 340mila quintali di uva prodotti arriva da aziende socie

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Con 32 milioni di bottiglie l'anno, il Bardolino è la dodicesima denominazione d'origine e il Consorzio di tutela registra un'adesione di produttori fra le più alte in Italia: il 92% dei 340mila quintali di uva prodotti nel territorio della doc proviene da aziende associate. In virtù di questi numeri il ministero dell'Agricoltura, ha riconosciuto al Consorzio del Bardolino la funzione erga omnes: chiunque produca o imbottigli Bardolino o Chiaretto dovrà sostenerne i costi di promozione anche se non associato. Lo comunica il Consorzio in una nota. «Quello del ministero», dichiara il presidente Giorgio Tommasi, «è un riconoscimento che premia il lavoro a favore della denominazione. Ci vengono attribuite funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi della denominazione. Questa attribuzione vale per chiunque usi la doc». Intanto, per la doc è tempo di novità, prima fra tutte la scelta di apporre sulle bottiglie di Bardolino e Chiaretto della vendemmia 2012 il contrassegno di Stato: «Con l'obbligo della fascetta assicuriamo ai consumatori che quando stappano una bottiglia con il nome di Bardolino in etichetta, dentro c'è davvero il nostro vino», puntualizza Tommasi. Per l'imbottigliamento, l'assemblea dei soci ha autorizzato la chiusura delle bottiglie non solo con i tappi in sughero o in materiale plastico, ma anche con modalità innovative, come tappo in vetro o capsula a vite di nuova generazione. «La richiesta è già all'attenzione della Regione per l'invio al ministero», afferma Andrea Vantini, responsabile tecnico del Consorzio. Ora i produttori sperano che dal ministero arrivino buone notizie sul bag-in-box, forma di confezionamento apprezzata soprattutto nei paesi Scandinavi, che può essere usata per il Bardolino, ma non per il Chiaretto, a causa di un cavillo della normativa nazionale. «Sia il Bardolino sia il Chiaretto», osserva Tommasi, «per le loro caratteristiche di giovanile piacevolezza, si prestano particolarmente al confezionamento in contenitori o con sistemi di chiusura alternativi, e questo è essenziale per favorire l'export».

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