08.08.2012
EDILIZIA. L'azienda ha 25 dipendenti e nel 2011 ha fatturato 7 milioni
«Le crisi si superano, siamo famiglia non padroni»
Ha festeggiato mezzo secolo di attività l'impresa edile Cengia srl, nata il 4 aprile 1962 come ditta individuale per iniziativa di Renato Cengia, originario di San Giovanni Ilarione, ma trasferitosi a due anni, nel 1937, con la famiglia a Illasi, paese in cui è stato consigliere e assessore con i sindaci Alberto Trabucchi e Renzo Castagna. Con 25 dipendenti, una cinquantina di addetti coinvolti mensilmente e 7 milioni di fatturato 2011, Cengia srl è tra le più vivaci imprese della Val d'Illasi, anche se il centro operativo è a Verona dove ha sviluppato i cantieri più importanti: il restauro degli esterni della chiesa di Sant'Anastasia, per citarne uno concluso dopo tre anni, e quello a Fumane a Villa Della Torre della famiglia Allegrini. Gli inizi sono stati duri, ricorda Renato Cengia, al quale oggi sono subentrati i figli Giovanni e Alberto, geometri, e la figlia Luisella per la parte amministrativa: «Ho cominciato a 14 anni da Pompeo Sitta a Caldiero e dopo 15 giorni senza paga, ma con il solo foglio rosa della disoccupazione che mi serviva per il trasferimento diretto, sono passato all'impresa Giovanni Ferrari di Verona, dove sono rimasto 13 anni, cominciando da manovale, passando a muratore solo dopo aver dimostrato di sapere costruire un muro in sasso, frequentando le scuole serali alle Stimmate per diventare capomastro, avanti e indietro in bicicletta e treno, da Illasi, a Caldiero e Verona per tre anni». Era capocantiere quando decise di mettersi in proprio e comprò la prima betoniera con 25 cambiali da 10mila lire: unico capitale, la forza lavoro, cresciuta con la fame edilizia di quegli anni che portò al massimo le potenzialità dell'impresa con 42 dipendenti. «La crisi degli anni Ottanta ci costrinse a un ridimensionamento con una decina di licenziamenti, un passo doloroso perché so quanto costi formare gente valida e quanto valga la professionalità. Ma le crisi sono state superate perché ci sentiamo famiglia, non padroni, e le persone vanno valorizzate e premiate per le loro competenze», afferma, ricordando che il lavoro di restauro richiede manodopera specializzata e motivata. È stato per 12 anni consigliere e per 8 vicepresidente dell'Anci di Verona, dove è vicepresidente della commissione sindacale e il figlio Alberto è presidente del gruppo giovani. «Dal collegio costruttori ho ricevuto molto e al suo interno ho maturato una grande esperienza», ammette.V.Z.
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