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Economia

05.08.2012

Il duello tra Apple e Samsung

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Se fosse un telefilm, si intitolerebbe Perry Mason e i telefoni copiati. Perché i telefilm di quella mitica serie tv li fanno appunto in California, patria di Apple. E proprio in California Apple ha scatenato una grande battaglia contro il suo principale concorrente nella telefonia, la coreana Samsung. In gioco c'è un mercato mondiale che vale migliaia di miliardi. La storia è più complicata di quanto non sembri. Fra i due colossi è in atto un duello globale, con Apple che fa causa a Samsung (non solo in California) per violazione di brevetti e Samsung che risponde con contro-denunce. Le due imprese sono, oltre che avversarie, anche partner, visto che il 20% del nuovo Ipad di Apple è fatto di componenti Samsung. Al di là dei 2,5 miliardi di indennizzo chiesti da Apple, il grande problema è la deformazione del sistema dei brevetti da modo per proteggere e incentivare le invenzioni ad arma impropria di lotta commerciale. L'America sta aprendo la strada. I brevetti servivano un tempo a difendere prodotti e metodi produttivi ben definiti e originali. Oggi il brevetto viene stiracchiato fino a coprire tecnologie non originali e perfino semplici idee. In pratica, la protezione finisce per applicarsi a un mercato, come appunto quello dei telefonini astuti. Non va sottovalutato l'aspetto di deterrente che hanno le innumerevoli cause viste negli ultimi anni. Prima di tutto per il loro costo, che in certi Paesi è irrecuperabile, per esempio, in America la parte soccombente non è condannata a pagare le spese processuali. Poi per la chiusura di certi mercati che spesso consegue alla semplice apertura di un contenzioso. Samsung ne sa qualcosa, visto che un tribunale tedesco ha bloccato le vendite del Galaxy Tab 10.1 in tutti i Paesi dell'Ue. La paura di finire in tribunale può essere molto efficace nell'impedire a una piccola impresa di entrare in un mercato dominato dai grandi. Con la sua futura sentenza Lucy Koh, il giudice della causa californiana, potrebbe alla fine creare un precedente per definire l'àmbito in cui può essere concesso, e dunque difeso, un brevetto. Una sentenza del genere renderebbe più concorrenziali diversi mercati. Koh ha probabilmente una statura sufficiente per fare questo, avendo già lavorato in modo coraggioso su liti relative all'alta tecnologia. Ma sulla causa opera anche una giuria, la cui competenza è meno scontata. Staremo a vedere. Paolo Brera rerum.scriptor@yahoo.fr

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