27.07.2012
AUTO. In un'intervista all'«International Herald Tribune» l'ad attacca i concorrenti tedeschi
La casa tedesca risponde con un'altra trimestrale da record che ha un +23% delle vendite e utile operativo che segna +7%
TORINO Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat e di Chrysler, attacca la politica dei prezzi della Volkswagen e la definisce «sanguinosa». La casa tedesca risponde con una semestrale dai numeri record: un rialzo dell'utile operativo del 7% a 6,49 miliardi di euro, al di sopra delle stime degli analisti, e vendite in crescita del 23% a 95,4 miliardi di euro, grazie al buon andamento di Audi in Cina e negli Usa che ha permesso di compensare gli effetti della crisi in Europa. Il governo assicura che chiederà chiarimenti sugli impegni assunti con il progetto Fabbrica Italia: lo afferma Claudio De Vincenti sottosegretario dello Sviluppo economico, rispondendo in Aula alla Camera a un'interpellanza presentata da Cesare Damiano, capogruppo del Pd in commissione Lavoro. E per la Fiat si complica lo sbarco in Russia, dove è prevista l'apertura di uno stabilimento a San Pietroburgo. Sberbank, secondo la stampa russa, nicchierebbe di fronte alla richiesta di finanziare l'intero progetto in cambio di know how e brevetti, mentre il Lingotto non avrebbe ancora presentato il business plan al ministero del Commercio. La Fiat, secondo le stesse fonti, avrebbe ripensamenti anche sull'area scelta inizialmente per costruire la fabbrica. Non è la prima volta che Marchionne attacca la politica dei prezzi dei concorrenti, ma questa volta se la prende direttamente con la casa di Wolfsburg. In un'intervista all'International Herald Tribune, l'ad del Lingotto confessa «di non averla mai vista così difficile», riferendosi alle sfide di un settore auto europeo allo stremo, con un'eccesso di capacità produttiva e di personale impiegato, esacerbato dalla rigidità del mercato del lavoro. Il manager Fiat torna a rivolgere un appello alla Commissione europea: «dovrebbe coordinare una razionalizzazione del settore in tutte le società», e «quelli che davvero non si sono mossi in questo senso sono i francesi e i tedeschi, che non hanno ridotto minimamente la capacità». Un report di Mediobanca, che analizza le difficoltà di Psa e Ford nel Vecchio Continente, dà ragione a Marchionne sull'opportunità di lanciare nuovi modelli in un mercato in crisi come quello europeo: «è un nonsenso e aggrava i bilanci», sostengono gli analisti.
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