07.06.2012
CRISI. La Commissione europea ha approvato una relazione su proposta del gruppo Cars21
Marchionne: «Dalla Corea del Sud all'Europa flusso sproporzionato» No a richieste di finanziamenti azione sugli accordi commerciali
BRUXELLES Un piano per fronteggiare la crisi europea dell'auto anche con un sostegno all'internazionalizzazione e maggiore impegno nello sviluppo di auto verdi: è l'iniziativa della Commissione Ue su proposta del gruppo di alto livello per il settore, Cars21, che ha approvato una relazione su competitività e crescita sostenibile. Il piano, che sarà approvato dalla Commissione entro l'anno, si articola su tre punti: erogazione di finanziamenti Ue per la ricerca, contenimento dei costi attraverso una «regolamentazione intelligente» e sostegno all'internazionalizzazione. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione e responsabile dell'Industria, ha sottolineato di avere proposto «di aumentare i finanziamenti previsti dal programma Horizon 2020 per una nuova iniziativa nel settore auto verdi da uno a 1,5 miliardi di euro». «Lavoriamo anche per una buona politica nel settore delle materie prime, punto chiave per l'auto», ha dichiarato Tajani, «Dopo l'estate la Commissione adotterà una comunicazione per l'attuazione della decisione di Cars21». Sergio Marchionne, ad di Fiat e presidente di Acea, Associazione costruttori europei auto ha sottolineato che Acea non chiede aiuti finanziari all'Ue, così come Fiat non li chiede al governo. «Non abbiamo intenzione di fare richieste al governo italiano, che in questo momento ha tantissime di cose da gestire», ha detto a margine dell'incontro. La relazione «racchiude il consenso necessario per fare andare avanti il settore. Noi tutti vogliamo che rappresenti un progetto fattibile, che serva da guida per lo sviluppo nel futuro». Nell'immediato futuro la Commissione dovrà guardare all'accordo di libero scambio firmato con la Corea del Sud, ha commentato Marchionne, che non ha parlato di dazi alle importazioni di auto coreane, ma fatto notare la «sproporzione» dal primo luglio 2011 a fine marzo 2012, tra auto coreane importate nella Ue e quelle europee esportate in Corea. Il piano Ue prevede un «migliore accesso al mercato attraverso negoziati commerciali» e continuo lavoro per la «convergenza sul piano regolamentare e procedurale», per arrivare a «un'omologazione mondiale degli autoveicoli». Questo significa, per Bruxelles, «che ogni auto prodotta al mondo potrebbe essere commercializzata in qualsiasi paese», si legge nel documento.
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