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Economia

06.04.2012

Brevetti, a Verona vince il settore «macchinari»

INNOVAZIONE. Tra le aziende spicca la Riello spa che ne ha depositati otto l'anno scorso
Continua ad essere elevata la produzione di nuovi «marchi»: nel 2011 sono stati 241 contro i 254 del 2010

A Verona macchinari studiati e costruiti sulle esigenze delle aziende

A Verona macchinari studiati e costruiti sulle esigenze delle aziende
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Stabili nel 2011 i brevetti depositati alla Camera di Commercio di Verona. Il lieve calo di una decina di unità rispetto al 2010 infatti è da ritenersi assolutamente fisiologico dopo anni in cui il numero di depositi era cresciuto abbondantemente, passando dai 144 del 2008 ai 230 del 2009 (+60%) e ai 254 del 2010, per un ulteriore incremento del 10%. Con appena il 5% in meno rispetto all'anno precedente, il 2011 ha visto il deposito di 241 brevetti, sintomo di un'attività di innovazione che non conosce crisi. A livello regionale i depositi all'ente camerale di Verona collocano la provincia scaligera al terzo posto per numero, dopo le province di Vicenza e Padova, ma «staccando» nettamente da tutte le altre province della Regione. È il quadro tracciato da un'indagine recentemente condotta dalla Società Italiana Brevetti (Sib), con sede legale a Roma e diverse sedi sul territorio nazionale tra cui quella di Verona «L'analisi delle aziende titolari di brevetti depositati alla Cciaa di Verona evidenzia che comunque un buon numero di aziende esterne alla provincia decidono di depositare localmente, non solo dalle altre province venete, ma anche e in particolare, dal Trentino Alto Adige», rivela Marta Manfrin, consulente in proprietà industriale e intellettuale di Sib Verona. Quanto alle aziende titolari di brevetti con residenza nella provincia di Verona, «si riconferma al primo posto una nota casa di elettrodomestici (la Riello spa ndr) con ben otto brevetti depositati nel 2011. Al secondo posto vi sono un'azienda specializzata nel campo delle tecnologie ad alta pressione, in particolare di accessori e attrezzature per la decontaminazione e detossificazione di veicoli, persone e superfici sensibili, e un'azienda che produce componenti elettromeccanici per i maggiori produttori mondiali di piccoli e grandi elettrodomestici, entrambe con quattro brevetti depositati nel 2011». A seguire si registrano aziende attive nei più diversi settori: produzione di serramenti e pannelli, prodotti per l'edilizia, fino a macchinari per il settore enologico e per la lavorazione del marmo, «a testimonianza di un comparto produttivo e di Ricerca & Sviluppo che opera in diversi comparti industriali, anche molto differenti tra loro, ma che evidentemente sono in grado tutti di produrre innovazione», osserva Manfrin. Innovative anche le aziende veronesi operanti nei comparti industriali più tradizionali «come quelli dei carrelli elevatori, dei dispositivi elettronici per il comando e controllo di apparecchi destinati al settore riscaldamento, ventilazione e condizionamento, quello delle coperture in Pvc per veicoli industriali e quello dei macchinari per la produzione di batterie». E significativo il numero di brevetti in settori altamente innovativi quale quello delle energie rinnovabili. «Difficile individuare un settore assolutamente leader nell'innovazione prodotta e brevettata dalle aziende veronesi», conclude Manfrin, «ma sicuramente quello dei macchinari destinati alla produzione dei più svariati prodotti sembrerebbe fare la parte da leone» e il fatto che non emerga uno specifico comparto di R&S dominante «non va visto necessariamente come un aspetto negativo, bensì come una ricchezza e vivacità imprenditoriale e di innovazione che sa reggersi sulle proprie gambe».


Francesca Saglimbeni

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