Grecia verso il default:
ultime ore di trattativa
CRISI. I mercati europei sono in attesa di un accordo sul debito ellenico. Nuovo rinvioSi lavora per evitare il fallimento sempre più vicino: altre proteste nel Paese e la Ue ancora spaccata sull'uscita di Atene dall'euro
BRUXELLES Ultime ore decisive per evitare il fallimento della Grecia che ormai, dice Bruxelles, più che un rischio è uno scenario verosimile: ad Atene si negozia anche di notte per trovare un'intesa con i creditori privati e con i partiti sulla nuova austerità che vuole l'Europa, mentre anche ieri l'Eurozona guidata dalla Merkel spinge per chiudere la partita entro oggi o al massimo domani mattina, in modo da convocare l'Eurogruppo che deve approvare l'intesa, e sbloccare i nuovi aiuti, entro questa settimana. ULTIMI RINVII. Ma ad Atene non c'è alcuna certezza, solo continui rinvii: ieri doveva tenersi l'incontro cruciale governo-partiti sui nuovi tagli chiesti dalla troika Ue-Bce-Fmi, e invece è stato rinviato a oggi. Poi si era diffusa la voce di una riunione del governo oggi, per siglare l'accordo tra i partiti, e invece anche quella è slittata a data da definire. La trattativa sembra insomma ancora bloccata, e i leader politici continuano a criticare il piano proposto dalla troika . Intanto il premier Lucas Papademos ha avuto di nuovo un lungo incontro con il capo negoziatore dei creditori privati dell'Iif (Insistute of international financig), Charles Dallara, che potrebbe aver messo l'ultima parola sull'accordo che definisce le perdite che le banche subiranno dopo lo swap o sostituzione dei titoli che sarà fatto a marzo. La trattativa con i privati è diventato il fronte più semplice o almeno non è problematico come quello di tagli e riforme, esacerbato anche dall'ennesimo sciopero generale che ieri ha paralizzato il Paese. EUROLANDIA DIVISA. La tensione è sempre alta, l'Eurozona ha smesso di fidarsi della Grecia e a Bruxelles non si escludono più scenari di fallimento. «Non muore nessuno se un Paese esce dalla zona euro, continuiamo a ripetere sempre che se lasciamo uscire un Paese dall'Euro, tutta la struttura dell'Eurozona affonda, ma non è vero», ha detto ieri la commissaria Ue all'Agenda digitale Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione nonchè ex commissario alla Concorrenza. Una frase che ha costretto il presidente della Commissione Josè Barroso ad intervenire per puntualizzare la posizione di Bruxelles: «Noi vogliamo che la Grecia resti nell'euro, i costi di una sua uscita sarebbero più alti dei costi che sopportiamo per sostenerla», ha detto prendendo le distanze da Kroes. L'Eurozona si tiene pronta a riunirsi per archiviare il rischio default: data limite per le intese è il 15 febbraio, quando deve partire lo swap dei bond, altrimenti il fallimento sarà a marzo quando vanno in scadenza 14,5 miliardi di titoli. MERCATI PIATTI. Tutto quasi fermo, con più di un occhio ad Atene e un leggero ottimismo per un accordo creditori-governo greco. Questa la giornata di ieri dei mercati finanziari, con Borse europee piatte ma con Atene che ha guadagnato circa tre punti percentuali, l'euro in marginale rialzo rispetto al dollaro e titoli di Stato italiani in salute. Lo spread Btp-Bund ha infatti chiuso a 363 punti base (contro quota 373 della vigilia) con il rendimento del Btp a 10 anni sceso al 5,59%. Ma, soprattutto, i decennali italiani sono stati gli unici tra quelli dei principali Paesi Ue a chiudere con un calo dei rendimenti, mentre i tedeschi sono saliti di otto punti base: un salto notevole per i solidi Bund. Infine ieri Ben Bernanke, numero uno della Fed, ha definito la crescita Usa «frustrante», troppo lenta e ancora troppo esposta ai rischi della crisi europea.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tweet