Quote rosa, a sei mesi dal via nasce una società ad hoc

LAVORO. Ancora poche donne nei cda: l'Italia resta in coda all'Unione
04/02/2012

MILANO Uno studio pubblicato da Forbes ha dimostrato che le aziende in cui la percentuale femminile è più elevata producono performances economico-finanziarie migliori di quelle con una percentuale bassa. In questo senso però l'Italia appare ancora quasi all'anno zero. Mentre nel Nord Europa infatti la pecentuale di donne in posizione apicale supera in certi casi il 30% con punte del 40% nel nostro Paese siamo ancora attorno al 5%. D'altra parte la recente normativa sulle quote rosa - in vigore dall'agosto scorso - stabilisce che i consigli di amministrazione e i collegi sindacali delle società quotate e a partecipazione pubblica dovranno avere al loro interno rappresentanti del sesso femminile in quote specifiche: al primo rinnovo dopo dodici mesi dall'entrata in vigore della legge da un quinto di rappresentanti femminili; al secondo e al terzo rinnovo, invece, si sale a una quota di un terzo dei membri del cda e del collegio sindacale. Sono anche previste sanzioni per le società inadempienti, con tempo quattro mesi per adeguarsi, che possono portare fino alla decadenza del cda stesso. Ma qui sorge il doppio problema di selezionare «quote rosa» professionalmente all'altezza, in un momento tra l'altro di forte crisi economica. Problema che rischia di rallentare il processo: a sei mesi dal via alla legge ancora poco si è fatto. Prima in Italia a fornire una ricerca specifica in tal senso è la Miccoli Knudsen International, che ha fondato il servizio «Quote rosa», forte della propria esperienza di ricerca e selezione di membri di board. Prime tappe di Mki sono le regioni del Nord. «Le grandi imprese, ma anche quelle medio piccole di Lombardia e Veneto sono pronte più di altre ad adeguarsi alla legge», spiega la società. «Ci rivolgiamo ovviamente alle aziende interessate dalle recenti norme, ma anche a quelle imprese che pur non avendo obblighi di genere nella scelta dei propri amministratori, prestano particolare attenzione al tema delle pari opportunità nella convinzione che le differenze portino maggior dinamismo.