«Ocm vino? Regole Ue uguali per tutti i Paesi»

CANTINE. Confronto tra i vertici del gruppo Collio e il presidente commissione agricoltura
No ad arricchimenti da saccarosio e mosto concentrato rettificato De Castro: «Forse meglio usare lo zucchero cristallizzato d'uva»
04/02/2012
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Federico Tassoni con Paolo de Castro a Colognola ai Colli

Regole uguali per tutti i competitor del vino a livello europeo e regole condivise con chi produce il vino. Ecco il messaggio emerso ieri dai lavori del convegno tenutosi alla Cantina di Colognola ai Colli sul tema «Ocm e la nostra viticoltura di qualità», a cui hanno partecipato Paolo De Castro (presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo) e Gianni Dal Moro, componente della commissione agricoltura della Camera, oltre ai vertici del Collis Veneto Wine Group (il presidente Federito Tassoni e il direttore generale Giancarlo Lechthaler). «L'Ocm vino del 2007 ha segnato una strada che continueremo, in particolare per quanto riguarda la cessazione del sostegno alle distillazioni», ha affermato De Castro. «Queste forme di intervento finiranno e saranno sostituite da una diversa forma di aiuto, contenuta nel primo pilastro della Pac 2014-2020. Gli aiuti diretti, che inizialmente per tutto l'agroalimentare ammonteranno a quasi 2 miliardi di euro e complessivamente sfioreranno i 4 miliardi, richiederanno una maggiore intelligenza di gestione, dato che spetterà al singolo stato definire le modalità di assegnazione. E in questo senso l'Italia è un po' in ritardo nel capire la modalità distributiva più utile». De Castro ha rassicurato circa la volontà del parlamento europeo di opporsi alla liberalizzazione dei diritti d'impianto. «Siamo in una fase di definizione delle prossime disposizioni, ma la nostra intenzione come produttori», ha sottolineato Tessari, «è di essere parte importante di questo processo. Confidiamo nel recepimento da parte della politica, dal governo alla comunità europea, delle nostre problematiche». Capacità di aggregazione tutela del made in Italy, sono i pilastri della strategia del settore vino in Italia. «Serve più organizzazione, capacità di creare sinergie e forme di aggregazione, e credere nella valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare», ha precisato De Castro. «Il settore vitivinicolo ha fatto passi da gigante e ha saputo coniugare qualità e prezzo, a fronte di concorrenti internazionali agguerriti come il Sudamerica o l'Australia. È anche per tutelare e sostenere il made in Italy che entro la prossima estate il pacchetto qualità arriverà al voto finale al parlamento europeo. Abbiamo previsto delle norme di tutela molto restrittive, che impongono allo stato membro di ritirare dal mercato i prodotti che imitano le tipicità tutelate». La necessità di competere rispettando le stesse regole è stata sollevata da Lechthaler, in particolare per quanto riguarda gli arricchimenti da saccarosio e mosto concentrato. De Castro ha detto che al posto del mosto concentrato rettificato «stiamo valutando un'opportunità di impiegare lo zucchero cristallizzato d'uva, che è un ottimo emendante quanto l'Mcr, ma è più facile da trasportare e non ha problemi di stoccaggio».R.ECO.