Più uva nel Veneto, ma meno grado zuccherino

PREVISIONI. Le stime per la vendemmia 2010 della Regione e dell'agenzia per l'Agricoltura
La regione resta prima a livello nazionale. Verona e Treviso si confermano le prime province con il 75 per cento del totale
02/09/2010
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Nel Veneto viene prodotto il 20% di tutta l'uva italiana

Un 2010 caratterizzato da un +4,5% di raccolta uve sul 2009 confermerà il Veneto leader italiano nella produzione di vino, ma la gradazione zuccherina media è prevista inferiore rispetto a quella della vendemmia 2009.
Sono le prime valutazioni emerse ieri alla presentazione dei dati sulle previsioni vendemmiali nel Nord-Est d'Italia promossa da Veneto Agricoltura - Europe Direct in collaborazione con Regione Veneto ed Avepa.
Il Veneto raggiungerà circa il 20% del totale nazionale di vino e l'indicazione «conforta» l'assessore regionale all'Agricoltura Franco Manzato. «Il nostro agroalimentare», sottolinea, «raccoglie peculiarità di pregio assoluto per sostenere le quali la politica e la finanza devono recitare un ruolo da protagonisti. In questo senso La Regione Veneto ha avviato un processo di razionalizzazione e sburocratizzazione del servizio pubblico al servizio degli imprenditori agricoli come lo sportello unico per le imprese, in accordo con le Province».
Per quanto riguarda i dati la vendemmia 2010 consegna un Veneto lanciato verso un +4,5% di raccolta uve anche se nella sola provincia di Rovigo si assiste ad una contrazione significativa in termini percentuali: -17%.
In particolare nelle province di Verona e Treviso, dove si concentrano i tre quarti della produzione vinicola veneta, si annuncia un discreto incremento della raccolta (+2,8% a Treviso con 4,2 milioni di quintali circa e +5% a Verona con 4,3 milioni di quintali circa). L'incremento maggiore si registra comunque a Vicenza (+10%) mentre nelle altre province, con l'esclusione di Rovigo, si annuncia un aumento medio del 3-4%. Complessivamente la produzione 2010 del vigneto veneto dovrebbe sfiorare gli 11,5 milioni di quintali di uva.
LA PRODUZIONE NELLE PROVINCE. Padova si attesterà su una raccolta di 615.000 quintali su meno di 5.000 ettari vitati: 245.000 i quintali di uva a bacca bianca il resto a bacca rossa.
Continua la contrazione della superficie vitata a Rovigo che conta oggi 250 ettari; dei 16.200 quintali prodotti 9.500 saranno a bacca rossa il resto a bacca bianca. Per Venezia si stima una produzione di uve di circa 790.000 quintali di cui 370.000 a bacca bianca.
Vicenza, come detto, in grande spolvero (+10% sul 2009 con 1,37 milioni di quintali raccolti) soprattutto per quanto attiene le uve a bacca rossa dell'ovest vicentino e per la zona doc Breganze.
Per quanto riguarda Verona, che assomma una raccolta di 4,3 milioni di quintali circa, buono l'aumento delle uve a bacca rossa, in particolare la corvina.
Relativamente a Treviso, dove la vendemmia rispetto al 2009 sarà ritardata di una decina di giorni, su 4,2 milioni di quintali prodotti (di cui 3,14 milioni a bacca bianca) si registra un leggero incremento di resa per le uve a bacca bianca (Prosecco, Pinot) e una leggera flessione delle rese ad ettaro per le uve a bacca rossa (Merlot, Cabernet).
Guardando alle altre Regioni del Nord-Est da notare come la produzione nella Provincia Autonoma di Bolzano risulterà maggiore nel 2010 rispetto al 2009, mentre per quanto riguarda la Provincia Autonoma di Trento, considerato che Pinot grigio e Chardonnay costituiscono assieme il 50% dell'intera produzione, la vendemmia (70% uve bianche) sarà nel 2010 quantitativamente superiore (+5%) rispetto al 2009. Buona anche la produzione del Friuli Venezia Giulia, comunque superiore ai quantitativi raggiunti nel 2009. In particolare in Provincia di Gorizia si stima un quantitativo di 370.000 quintali (75% uve bianche) mentre a Trieste la produzione si attesta sui 14.000 quintali.
CONFERENZA REGIONALE DELL'AGRICOLTURA. Nell'occasione l'assessore ha presentato anche la «Conferenza Regionale dell'Agricoltura», che si svilupperà su più incontri, il primo il prossimo 1° ottobre. «Ha tutti i presupposti», spiega, «per fare squadra tra istituzioni e con gli operatori economici e le categoria facendo sintesi degli interessi in campo rivolti verso una visione strategica comune che guarda al futuro».